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Una rosa per Norma Cossetto
Manifestazione sabato in piazza della Vittoria: perché è importante esserci

17/10/2025 – Sabato 18 ottobre Reggio Emilia ricorda il sacrificio di Norma Cossetto, la studentessa istriana di 213 anni sequestrata, violentata, torturata e infine gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi nella notte fra il 4 e il 5 ottobre 1943. Norma Cossetto, dopo decenni di colpevole silenzio, è diventata nel tempo il simbolo della pulizia etico-politica perpetrata dal titini contro le italiane e gli italiani dell’Istria e della Venezia Giulia, con migliaia di vittime e un popolo di esiliati, spogliati di tutto e cacciati dalla loro terra. Alla sua memoria il presidente Ciampi conferì la Medaglia d’oro al Merito civile.

La manifestazione “Una rosa per Norma”, anche quest’anno davanti al Monumento ai Caduti di piazza della Vittoria, avrà luogo alle 11 di sabato, con l’intervento di Diana Cossetto cugina di Norma Cossetto, Mauro Zmarich nipote di Manfredi Zmarich, istriano di Laurana, infoibato nel 1945 e di Adriana Defilippi, ricercatrice storica di Trieste.

A promuoverla come sempre il mondo della destra reggiana: il Comitato 10 Febbraio, il Centro Studi Italia dell’avvocato e storico Luca Tadolini, l’Associazione Culturale Pietro e Marianna Azzolini col patrocinio dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra (referente Alessandro Casolari).

La commemorazione, che unisce Reggio a molte altre città italiane nel ricordo di Norma e della tragedia istriana, assume quest’anno un significato particolare per la nuova guerra mediatica lanciata nei social e nella rete diffusa della sinistra in cui si arriva a definire “presunto” il martirio della giovane istriana, una ragazza da trucidare senza pietà solo per la sua adesione a fascismo.

In generale si assiste a un nuovo assalto riduzionista che fa vergogna soprattutto a chi si occupa di storia e vuole insegnarla ai più giovani.

Una ragione aggiuntiva, ma non ultima, è il debito che la politica reggiana ha accumulato con la memoria di Norma Cossetto, a cui il Comune capoluogo non ha ancora intitolato una strada o un parco come vuole invece la delibera assunta anni fa dal Consiglio cittadino.

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