17/10/2025 – E alla fine arrivarono le bollette. Le famiglie reggiane sono in rivolta per gli aumenti della tassa rifiuti, la Tari, che in certi casi superano il 25% in più.
Fioccano le proteste, consiglieri e assessori vengono fermati per strada dalle persone che chiedono spiegazioni: “Consigliere, vogliono 40 euro in più. Perché?”.
A denunciare la situazione sono Fabrizio Aguzzoli e Dario De Lucia, i consiglieri di Coalizione Civica che con la loro rete si sono assegnati anche la missione di “sportello dei cittadini”.
“Riceviamo decine di segnalazioni — dichiarano — e la verità è semplice: questo aumento non è un automatismo, ma è conseguenza di una decisione politica, non di una necessità tecnica inevitabile. Si è scelto di far pagare di più, non di alleggerire le bollette“.
E aggiungono: “Deve essere chiaro che i cittadini reggiani non stanno pagando solo il servizio di raccolta, ma anche costi aggiuntivi legati a partite pregresse, crediti accumulati da Iren e contributi ai bonus sociali£” per le famiglie a basso reddito..
“Invece di una gara pubblica, si è scelto di prorogare ancora Iren”
“A differenza di Parma e Piacenza, dove la gara pubblica ha prodotto ribassi del 4-5%, a Reggio Emilia si è deciso per l’ennesima volta di non mettere il servizio a gara — spiegano ancora De Lucia e Aguzzoli —. La politica ha scelto di prorogare ancora l’affidamento a Iren, in regime di extra-rinnovo, senza alcuna competizione che avrebbe abbassato i costi per i cittadini.»
“C’erano 10,7 milioni di dividendi Iren: si potevano usare per ridurre la TARI”
“Noi avevamo proposto alla Giunta di destinare i 10,7 milioni dei dividendi incassati da Iren per abbassare le bollette. Il PD e la maggioranza hanno votato contro. Oggi i cittadini pagano 40 euro in più e ci chiedono perché. La risposta è politica: si è scelto di incassare i dividendi e non di ridurre le tariffe”.
“Reggio paga più di altri territori, ma nessuno lo dice. Mentre nella Bassa il modello Sabar garantisce costi più bassi e maggiore controllo pubblico, a Reggio Emilia si continua con lo stesso schema: Iren incassa, il Comune incassa dividendi e i cittadini pagano tariffe tra le più elevate della regione”. E concludono: “Se non si metterà fine all’affidamento diretto e non si aprirà una gara pubblica, i reggiani continueranno a pagare di più senza sapere perché”.
Surreale
17/10/2025 alle 10:45
Taffazzi reggianotti.
L'Eretico
17/10/2025 alle 22:01
Pagherei volentieri anche 40 euro in più, se in cambio avessi servizi adeguati, non solo nello smaltimento dei rifiuti, ma nella capacità di amministrare con equilibrio e rispetto del cittadino.
Quello che manca non è il denaro, ma il buon senso.
La crescente fame di risorse da parte della macchina pubblica, che ormai ricorre a ogni mezzo — lecito o meno, tra eccessi di potere e contraddizioni amministrative — finirà solo per alimentare il contenzioso e logorare ulteriormente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Così sia!