17/10/2025 – Il fantastico aumento della tassa rifiuti (Tari) a Reggio Emilia ha acceso un faro potente sull’intreccio tossico tra politica, Comune di Reggio Emilia, gestione Iren e autorità tariffaria che a quanto pare non regola un bel niente. Intreccio dove i controllati sono controllori e chi dovrebbe tutelare gli utenti-contribuenti lavora H24 per mantenere lo status quo a favore della multiutility che gestisce il servizio, di cui del resto sono soci di controllo proprio i Comuni assai più interessati ai dividendi, per coprire i buchi di bilancio, che a difendere le tasche dei cittadini elettori e amministrati.
Un nodo di Gordio sullo sfondo del debito-monstre di Iren e della malagestio locale, in un intreccio di interessi e di convenienze di potere che nessuno riesce, e neppure tenta, di tagliare e nemmeno di ridurre solo un po’.
Nel vortice di polemiche e proteste innescato a vari livelli dall’arrivo delle bollette Tari nelle case dei reggiani, con aumenti anche di 40 euro e del 27% a famiglia, spicca l’analisi impietosa, basata sulle cifre, diffusa oggi Lista Civica per Reggio Emilia. Che dimostra come gli “aumenti spropositati” della Tari sono frutto non del destino cinico e baro, ma di precise scelte politiche della Giunta che ha destinato gli oltre 10 milioni di dividendi ricevuti da Iren non ad alleviare il peso della tariffa rifiuti, bensì tappare il buco di oltre 15 milioni nel bilancio 2024 del Comune di Reggio.
E chiama in causa in prima persona il vicepresidente di Iren, il reggiano Moris Ferretti, col il suo appannaggio annuo di circa 340 mila euro (lordi): “Cosa intende fare per tamponare questa situazione, a partire dalla sua retribuzione?”.
Ma leggiamo l’analisi firmata dai consigliere comunali Giovanni Tarquini e Carmine Migale i quali, dati alla mano, puntano il dito “sull’ennesimo fallimento della Giunta Massari”, sui funzionari Atersir (l’agenzia territoriale delle tariffe) “che se ne infischiano” , sui vertici strapagati di Iren a partire appunto dal vicepresidente reggiano doc. E soprattutto verso il Pd, vero regista di questo nuovo salasso a carico delle famiglie reggiane.
(Pierluigi Ghiggini)



di Giovanni Tarquini e Carmine Migale
Il “matrimonio” tra Comune di Reggio Emilia e IREN ha prodotto il primo risultato: l’aumento spropositato della TARI.
Lo avevamo detto a giugno 2025, ma allora il PD era troppo intento a risolvere l’ennesimo fallimento della Giunta Massari, il ritiro definitivo di Max Mara dal Polo della Moda dopo le uscite a dir poco infelici del sindaco Massari.
E mentre le pessime scelte del sindaco continuano a riempire le pagine dei giornali, ecco ora il nuovo fallimento: una TARI con aumenti spropositati che si riversano sui cittadini di Reggio Emilia.
Stupisce che in questi giorni a mezzo stampa vi siano le consuete precisazioni, distinguo, accuse al Governo da parte di esponenti PD in merito ai tempi stringati per comunicare gli aumenti ai cittadini, quando l’argomento era già noto a giugno.
Ma da dove derivano realmente questi aumenti?
A giugno, avevamo proposto in Commissione Bilancio di valutare altri fornitori rispetto ad IREN, tra cui Sabar ed Hera. Avevamo invocato un intervento anche di ATERSIR, l’Agenzia di regolazione dei servizi pubblici locali ambientali della Regione Emilia-Romagna, tra i quali appunto quello della raccolta dei rifiuti.
Le risposte: da ATERSIR l’ammonimento che “cane non mangia cane”, ossia Hera e Sabar non avrebbero fatto concorrenza a IREN. Dal campo largo del centrosinistra in Consiglio comunale, invece, il consueto voto a tutela di IREN, che ora propina ai cittadini i suoi aumenti TARI.
Che dire? Questo è il sistema PD a Reggio Emilia.
Giustificarsi dicendo che si tratta di un aumento del “solo” 8%, variabile peraltro a seconda dei singoli casi, anziché del 13% o del 25%, è semplicemente ridicolo.
E non basta nascondersi dietro alla promessa che i redditi bassi saranno tutelati. Ad essere colpiti non sono solo le famiglie più fragili, ma anche il ceto medio che a colpi di TARI ed IMU tiene in piedi un Comune mal gestito.
Forse sarebbe ora che il Comune di Reggio riducesse i propri costi e soprattutto entrasse nel merito dei costi di IREN, di cui detiene oltre il 6% del capitale sociale.
COSÌ I CITTADINI PAGANO I BUCHI DI IREN AMBIENTE
Del resto, il bilancio 2024 di IREN è chiaro:
Nell’ambito della BU Ambiente risulta in flessione l’attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti in seguito ad una minore operatività degli impianti legati a manutenzioni e guasti (-27 milioni di euro) a fronte di un recupero di marginalità dell’attività di raccolta rifiuti che ha beneficiato degli effetti positivi derivanti dalla regolazione tariffaria (+25 milioni di euro).
In quei 25 milioni di euro che risanano la Business Unit Ambiente di IREN, ci sono i soldi dei cittadini.
…E SALVANO IL BILANCIO DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA
E lo stesso bilancio 2024 del Comune di Reggio Emilia è altrettanto chiaro:
Il Comune, da bilancio consuntivo 2024, ha un risultato di gestione “ordinaria” pari a -15,3 milioni di euro. E il Comune lo risana tramite proventi finanziari da società partecipate oltre 10 milioni euro, per stessa ammissione del Comune, determinato in particolare dai dividendi delle imprese partecipate IREN e AGAC infrastrutture.
In conclusione, la concorrenza nella gestione dei rifiuti di fatto non esiste, il funzionario dell’Autorità di controllo ci sbeffeggia con un “cane non mangia cane”, il Comune incassa lauti dividendi da IREN per tenere in piedi una macchina comunale gestita in modo discutibile.
E alla fine chi paga? Il cittadino reggiano. Ricordiamocelo alle prossime elezioni!
Infine, saremmo curiosi di sapere il parere del vice presidente di IREN, Moris Ferretti, di emanazione reggiana, in particolare che cosa intende fare per tamponare questa situazione, a partire dai suoi compensi dichiarati nel bilancio 2024 di IREN:
- una retribuzione annua lorda pari a euro 198.000;
- una retribuzione variabile annua lorda pari al 37,9% circa della retribuzione annua lorda, ossia 75.000 euro soldo più o meno si direbbe a fronte di compensi tanto elevati;
- un incentivo monetario target e massimo per la partecipazione al piano di incentivazione di lungo periodo 2022-2024, calcolato su base annua pari a circa euro 70.000).
Del resto nelle società per azioni come IREN, secondo il Codice civile, i compensi del CdA sono decisi dai soci, tra cui il Comune di Reggio Emilia, il quale con queste scelte politiche non fa altro che promuovere tasse indirette per i cittadini.
Sarebbe ora di prendere provvedimenti seri e concreti a favore dei cittadini, che sono stanchi di sobbarcarsi coi propri soldi i banchetti del PD e dei suoi nominati nelle partecipate comunali”. (Giovanni Tarquini e Carmine Migale)
E i raggiani pagano senza fiatare
18/10/2025 alle 10:21
E’ gioco facile con gli elettori iperideologizzati -indottrinati per non dire decelebrati.
Va bene a loro…purtroppo anche gli altri pagano.
La sveglia a Reggio non funziona.Tutti morti di opportunismo vestito da ‘comunismo’ inesistente.
Fausto Poli
18/10/2025 alle 15:42
Perche’ decelebrati ? Guardi che se legge un rappresentante pubblico la PUO’ SONORAMENTE QUERELARE.
Fino a quando dx e sx avranno gli
gli stessi soldi, la mattanza politica continuera’.
Cavoli se continuera’.
Fausto Poli
risposta
19/10/2025 alle 09:49
Intenevo dire che l’ideologia decelebra sempre destra e sinistra, non mi riferivo di certo a nessuno in particolare.
risposta
19/10/2025 alle 09:52
Intendevo dire che le ideologie destra e sinistra decelebrano chiunque, specie quando sotto ci sono interessi.
Non mi riferivo a nessuno in particolare.
Abbassi gentilmente i toni e le velate minacce per cortesia.
Vergogna
18/10/2025 alle 11:27
È vergognoso il monopolio Iren, è vergognoso che paghiamo per lavare le strade anche quando piove perché c’è un appalto sicuramente come con tutto, è vergognoso che i cittadini onesti che hanno sempre pagato le tasse paghino sempre di più anche per tutti quei cittadini in disagio economico che perlomeno la metà in disagio economico ma da anni non lavorano e non hanno voglia di fare nulla.
Susanna
18/10/2025 alle 14:46
Il difetto sta nel manico. Ossia potete fare tutte le gare pubbliche che vi vengono in mente ma il SISTEMA DEL CAPITALISMO MUNICIPALE ( Figlio della riforma del tit V cost del 2001) è fondato sull’ottimizzazione del DIVIDENDO PER I SOCI.Inutile strillare quando questa è la legge del MERCATO E DEL DIRITTO SOCIETARIO..#PIU’ BOLLETTE PER TUTTI
Fausto Poli
18/10/2025 alle 21:12
Perche’ poi spingere tanto su Iren. Essa e’ a sx come la mia auto ha la guida a sinistra: era il vecchio gas acqua di via Gastinelli, poi da fusioni e’ diventato Iren quotato in borsa comprendente Torino Genova e Reggio Emilia. Ma su quelle Provincie operano tante multiutility che non ve le sognate. Chiaramente Iren fa gola a tanti: la legge per abbassare le tariffe non e’ stata inventata ancora. Occorre correre ai ripari con la LEGNA piuttosto.
L’energia proviene perlopiu’ dal nucleare. Poi il gas lo comprano dalla Russia anche se comunicate Voi giornalisti che la Russia e’ out, la Russia vende il prezioso gas ancora in Italia. Trump lo rivendera’ 4 volte tanto. Perche’ Trump fa affari. Trump e’ il Berlusconi dei ricchi. Ha raccolto a se tutti i piu’ ricchi, pure Musk che lo ha finanziato per le elezioni. Tutti fanno affari, pure Iren.
Anche in America ci sono i poveri come in Italia. Percio’ non serve dare ascolto ai numerosi mass media che ti intortano come quando si andava da quella donna per “infigarsi”.
Vergogna a chi mette delle tariffe così costose, per pagare i lussi delle governance.
Ricordo pero’ che l’utile maggiore ritorna ai Partiti. Percio’ occorre stare attenti: Iren da’ molto lavoro: e’ come Eni: Eni e’ carissima: da’ in Italia la benzina e il gas liquido anche alle altre compagnie, ma i prezzi salgono sempre.
Un prezzo equo lo trovi in Russia. Ma e’ pura follia non considerare le accise che letteralmente ti “accidono” nel senso che la benzina e’ ancora utilizzata molto e non puoi muoverti con la corrente elettrica e la legna come i trattori a vapore. Le auto sono un costo e chi le usa per lavoro sono un costo ancora di piu’.
Extra profitti, andrebbero ripartiti sui consumatori. Una task force per calare le accise e’ pura follia.
Incrementa sempre il gas e la luce.
O fai un biogas in casa, comprando lo sterco della mucca, oppure sei rassegnato.
Io penso che occorra considerare l’energia come un costo fisso, per il consumatore e’ come bere un coktail: prezzo esorbitante rispetto ai costi della materia prima.
In considerazione di questo, occorre sprecare il meno possibile, altrimenti tocca fare tre lavori contemporaneamente.
O sei un bravo imprenditore di te stesso, oppure la benza diventa un INCUBO.
Iren e’ la’ in alto, non puoi farci nulla, e’ un figlio della politica.
Arrivederci.
Fausto Poli
Gemma
19/10/2025 alle 10:36
Una multiutility nata nel 2010 dalla fusione di Enia (Parma Piacenza e Reggio Emilia) e Iride (2006 Torino Genova).
Sede legale a Reggio Emilia.
Non si può dire che è una creatura di e a sinistra ?
Ho molti dubbi.
Gemma
19/10/2025 alle 10:45
La riforma del titolo V è stata fatta nel 2001 coL GOVERNO AMATO II?