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Reggio Emilia: un vero sindaco da… Bordello
Che furbone Massari: la bandiera Pal
ora sventola dalla torre comunale

DI PIERLUIGI GHIGGINI

13/10/2025 – Con una mossa miserevole, da furbetti del quartierino, il sindaco di Reggio Emilia ha deciso che la bandiera palestinese resterà esposta nel compendio comunale, ben visibile da piazza Prampolini.

Il sindaco Massari, per niente rispettoso della legge e dei richiami del prefetto Cocciufa, disse che avrebbe tolto il vessillo solo dopo la marcia Perugia-Assisi (quella di ieri, guidata dalla signora Albanese, nota fiancheggiatrice di Hamas e insultatrice del primo cittadino di Reggio Emilia).

E invece quella bandiera continua a essere appesa, non al naso del sindaco lungo come quello di Pinocchio e non più dalla finestra al secondo piano di palazzo Civico, ma ancora più in alto, dalla torre comunale detta del Bordello. Che se lo è di nome per tradizione di popolo, ora lo è anche di fatto, a rappresentare nel modo migliore possibile lo stato confusionale in cui versa l’amministrazione reggiana con la sua maggioranza guidata dal Pd .

La bandiera palestinese esposta nella torre del Bordello

Una mossa da bassi fondali dell’arroganza politica – nel giorno della consegna degli ostaggi israeliani morti e sopravvissuti, e nel quale prende avvio il processo di pace a Gaza – e diciamo pure infantile, considerato che la torre del Bordello (simbolo della civis reggiana) fa parte pienamente del palazzo comunale, quindi della zona in cui è vietata per legge l’esposizione di bandiere estere o simboli privati.

Vedremo se la prefetta Cocciufa ha ancora in sè una riserva di pazienza sufficiente per sorvolare su questa ulteriore e sostanziale violazione della legge.

Intanto, a denunciare la situazione ci pensano gli avvocati Giovanni Tarquini (promotore della mozione bocciata in consiglio comunale) e Carmine Migale, consiglieri comunali di Reggio Civica: “Per governare una città ci vuole soprattutto serietà, lealtà e rispetto, ma di ciò qui non c’è traccia all’orizzonte“.

Scrivono i due consiglieri: “Nel giorno in cui tutto il mondo sta celebrando il raggiungimento della tregua e dell’accordo di pace tra Israele e Hamas, si liberano ostaggi e ammainano vessilli, trasferendo truppe e facendo arrivare aiuti, quelli che amministrano la nostra città ancora una volta sono totalmente indifferenti alla delicatezza del momento e perseverano in atteggiamenti ostili e provocatori, noncuranti, per di più, di quanto chiaramente indicato dal prefetto Cocciufa e preannunciato dallo stesso sindaco.

La solidarietà va a senso unico a Reggio Emilia e la sola bandiera palestinese ora sventola dalla Torre del Bordello, chiara prosecuzione del Palazzo comunale.

Chi ha permesso questo crede forse di mettere a tacere coloro che sono ligi al rispetto delle regole e delle leggi?

“Beh, mettetevi il cuore in pace: non è così! – concludono i consiglieri della Lista Civica per Reggio Emilia – Per governare una città ci vuole soprattutto serietà, lealtà e rispetto, ma di ciò qui non c’è traccia all’orizzonte. Ne riparleremo”.

MARCO EBOLI: FINITELA CON QUESTA FARSA

“L’ostinazione del Sindaco Massari e della sua Giunta, che non rappresentano tutti i sentimenti dei cittadini reggiani,a voler continuare ad esporre la bandiera palestinese, nonostante il Prefetto di Reggio Emilia, in seguito ad un mio esposto del 6 settembre 2025, lo avesse invitato a rimuoverla perché non consentito dalle leggi nazionali, oscilla tra il patetico e il ridicolo e non rende nemmeno onore ai patimenti del popolo palestinese.

Formalmente, lo spostamento dalla sede del Municipio alla Torre del Bordello, che non è sede ufficiale del Municipio, ma ospita il Museo del Tricolore, non incorre nei divieti di legge. Sorge però spontanea la domanda: perché allora i quattro moschettieri della bandiera palestinese, oltre a Massari i Sindaci di Scandiano,Cavriago e Bagnolo in Piano,intendono continuare questa  farsa? Prendano esempio dagli altri 40 sindaci della provincia di Reggio Emilia, che non penso siano insensibili alle sofferenze del popolo palestinese, ma che non si sono mai sognati di violare le leggi dello Stato.

La dizione,primo cittadino, per il Sindaco,  intende indicare colui che essendo stato scelto per guidare una città,è  chiamato a dare l’esempio di virtù e di rispetto delle leggi,per primo, e che a sua volta chiede di rispettare ai propri concittadini. Ebbene i quattro moschettieri della bandiera palestinese, stanno dando un pessimo esempio ai propri concittadini e si stanno dimostrando non adeguati al ruolo che ricoprono e nemmeno degni di indossare la fascia Tricolore”. Marco Eboli 

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Una risposta a 1

  1. GIOVAN BATTISTA PADERNI Rispondi

    13/10/2025 alle 20:03

    Immagino che il buon Eboli avrebbe preferito il tricolore della repubblica sociale italiana, (il minuscolo è voluto)

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