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Postina di 63 anni trasferita da Reggio a Bologna si sente male in treno e finisce in ospedale


2/10/2025 – Postina di 63 anni trasferita sui due piedi da Reggio Emilia a Bologna si sente male in treno e finisce al Pronto Soccorso. Sulla vicenda, emblematica su un certo modo di gestire il personale e la mobilità, il Confsalcom Emilia Romagna, per bocca del segretario regionale Francesco Arcuri esprime “la più ferma e dura protesta per quanto accaduto”. Un fatto di estrema gravità “che non solo era ampiamente prevedibile, ma che il Confsalcom aveva puntualmente segnalato alle figure competenti“.

“Con nostra nota del 25 settembre indirizzata ai Responsabili della Struttura Regionale a Bologna ed al Capo Recapito Reggio Emilia – fa sapere Arcuri – avevamo avvertito in modo inequivocabile circa i rischi connessi al distacco a Bologna della Signora B.A. lavoratrice (Postina) di 63 anni di Reggio Emilia, allegando anche un certificato medico che sconsigliava esplicitamente lo spostamento senza una preventiva valutazione del medico competente che ne accertasse prima le condizioni. Nella stessa comunicazione avevamo chiesto di accertare le effettive capacità della lavoratrice di affrontare i viaggi”.

La lavoratrice era già stata sottoposta a visita che ne ha dichiarato l’inidoneità a fare la portalettere così, come prevedono gli accordi, la stessa è stata mandata in distacco a lavorare a Bologna come interno per mancanza di posti analoghi a Reggio Emilia, stando a quanto afferma la direzione reggiana. “Peccato che dovrà fare ogni giorno un’ ora di treno, e soprattutto nessuno ha chiesto di accertare se idonea a viaggiare o meno”.
“Nonostante gli avvertimenti formali e documentati – continua il segretario – si è scelto di procedere ugualmente con il distacco, con leggerezza e superficialità, ignorando le evidenze cliniche e il principio fondamentale della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il risultato è stato purtroppo quello da noi temuto: durante il viaggio verso Bologna, la lavoratrice ha accusato un fortissimo dolore a bordo del treno, tanto da dover interrompere lo spostamento e recarsi al pronto soccorso”.

Quanto accaduto “configura una grave omissione di diligenza e di responsabilità da parte di chi ha autorizzato e disposto il distacco in tali condizioni. Non può in alcun modo essere considerato un evento imprevisto: si tratta piuttosto del frutto di una scelta consapevole, presa nonostante i chiari e inequivocabili segnali di rischio.

Riteniamo pertanto indispensabile che vengano immediatamente accertate le responsabilità individuali e di funzione, affinché episodi di questa natura non abbiano più a ripetersi.
Annunciamo fin da ora la nostra volontà di tutelare in ogni sede la lavoratrice coinvolta e di denunciare una condotta che riteniamo gravemente omissiva e negligente, perché nessuno deve essere costretto a mettere a rischio la propria salute per decisioni prese senza la necessaria attenzione e responsabilità”.

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