DI DARIO CASELLI
20/10/2025 – Con quella faccia un po’ così, con l’espressione un po’ così che hanno quelli che hanno visto in faccia la dottoressa Albanese, il nostro sindaco Massari ha conquistato una notorietà nazionale. Magari lui non la cercava e forse nemmeno la voleva, quando nel consegnare il tricolore alla paladina di Hamas, ha ricordato che la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza era una precondizione per la pace.
Una volta tanto aveva detto una cosa giusta, dopo numerosi errori se non altro di comunicazione, dal caso Max Mara, al contenzioso con la Pallacanestro Reggiana, alla perdita del magazzino Lidl, al silenzio sulle crisi industriali reggiane. Anche se di quelle non parla neppure la CGIL locale, impegnata a occuparsi di offrire uno sgabello alle ambizioni politiche di Landini.
Quello che il nostro novello La Pira in sedicesimo non aveva capito, era di aver detto la cosa giusta in un contesto sbagliato. Fischiato dalla torcida dell’Albanese, è stato da questa perdonato per la frase, con la penitenza di non dire più simili sciocchezze. Il nostro, se si guarda il filmato, ha mostrato il sorriso colpevole di un bambino sorpreso a compiere una marachella e abbozzato persino un timido applauso nello stile fantozziano: “Com’ è umana lei”!
Però il suo sacrificio non è stato inutile: gli altri sindaci progressisti hanno rallentato inviti e riconoscimenti all’eroina pro Pal e comunque l’hanno approcciata con maggior prudenza. Del resto la nostra, in preda all’esaltazione di una Giovanna d’Arco, se l’è presa anche con Mattarella e la Senatrice Segre.
Nel Pd reggiano la cosa non è piaciuta a molti, che accusano il circoletto magico, di Massari, di portarlo verso scelte sbagliate e verso un radicalismo, dove uno più puro ti epura.
Si dirà, cosa poteva fare il nostro sindaco in quella situazione? Poteva tenere il punto tra i fischi e respingere con fermezza il perdono della Albanese, che aveva trasceso ogni galateo istituzionale. Insomma, poteva mostrarsi uomo di polso anziché di polsino.
Dicevamo che nel Pd molti mostrano, ovviamente off the record, una certa irritazione, anche perché l’invio di Cantergiani tra i consulenti non ha dato finora i frutti sperati, cioè il contenimento dell’influenza del circoletto magico. Alcuni capetti del partito fanno circolare l’idea che Massari potrebbe dimettersi nel ’27 in coincidenza con le elezioni politiche, in modo da unificare in un’unica giornata le elezioni e blindare la vittoria del nuovo candidato sindaco.
Ovviamente una tale mossa comporterebbe la candidatura del sindaco al Parlamento, ma poiché i posti sono pochi e gli aspiranti numerosi, Massari dovrebbe abbozzare come con l’Albanese e farsi da parte. Inutile aggiungere che certe ipotesi un po’ strampalate segnalano lo stato confusionale del partito che governa e in alcuni casi sgoverna da sempre la Città, ma anche lo scollegamento dalla realtà.
Una simile ipotesi darebbe alla città la certezza che il Pd, avendo scelto Massari, ha sbagliato clamorosamente cavallo e poiché il sindaco non è un duce, vorrebbe dire ammettere di aver sbagliato le scelte di giunta e ammettere l’incapacità di governare.
Ora, che la spinta propulsiva della sinistra si sia da tempo esaurita, che ci sia una esclusiva attenzione ai giusti per carità, diritti della zona delle mutande e ai temi dell’inclusione, ignorando totalmente l’attenzione ai ceti medi, all’economia, al lavoro e ai lavoratori, nonché alle fasce povere della città, è un dato di fatto, ma che questo non dipenda da Massari è altrettanto certo.
Il problema principale è la trasformazione del Pd in un partito radicale di massa, con pulsioni gruppettare, peraltro ben presenti nei suoi alleati, 5 Stelle e AVS, nonché nella CGIL che organizza scioperi per la Palestina e non per migliori salari.
Una domanda viene infatti spontanea, se i salari sono bassi ed è vero, chi ha firmato quei contratti di lavoro, al netto dei contratti pirata, in alcuni settori?
Tutto questo è frutto di un partito che ha perso la bussola, per inseguire il radicalismo benestante, di soggetti come l’Albanese e non servirebbe molto cambiare Massari, chessò con l’assessora Bondavalli, magari migliorerebbe la comunicazione, non la sostanza.
Per il resto le cose vanno come accade ormai da alcune legislature, Reggio è governata poco, c’è più fumo che arrosto, anzi a volte l’arrosto viene bruciato, vedi Max Mara e Lidl, ma finché c’è questa opposizione, la navigazione procede tranquilla e allora perché impegnarsi, studiare, fare scelte coraggiose, ad esempio sulla sicurezza? Facite ammuina.
Davide
22/10/2025 alle 11:21
Disamina eccellente.