Educazione sessuale e consenso informato “Perchè ha ragione il ministro Valditara, e sbagliano le assessore reggiane” “Rabitti e Mahmoud contro trasparenza e diritti dei genitori”
17/10/2025 – “La posizione assunta dal Comune di Reggio Emilia contro il disegno di legge “Valditara” è il segnale preoccupante di una cultura che tende a considerare la famiglia non più come il primo e insostituibile presidio educativo”. Lo scrivono gli avvocati Giovanni Tarquini e Matteo Marchesini, della Lista Reggio Civica, per denunciare l’approccio ideologico delle assessore Rabitti e Mahmoud, oggettivamente contro il diritto dei genitori a intervenire e decidere su questioni di particolare delicatezza come l’educazione sessuale a scuola. Tanto più che oggi si tende a spacciare a bambini e bambini la subcultura trangender come diritto in competizione con la famiglia formata da una donna e un uomo.
Scrivono Tarquini e Marchesini: “Gli assessori Annalisa Rabitti e Marwa Mahmoud, nel bocciare la norma che introduce il consenso informato dei genitori per le attività scolastiche e parascolastiche sui temi della sessualità e dell’affettività, rivelano una visione ideologica e sbilanciata del ruolo della scuola.
Sostenere che chiedere il consenso significhi “fare un passo indietro” nella libertà dei ragazzi non è corretto. In realtà, il consenso genitoriale è la forma più elementare di tutela, il presupposto della fiducia tra scuola e famiglia. Significa semplicemente – chiariscono Tarquini e Marchesini – garantire che temi delicatissimi, come quelli legati alla sfera sessuale, affettiva e identitaria, siano affrontati con trasparenza e con il necessario coinvolgimento di chi, per legge e per natura, ha la responsabilità primaria dell’educazione dei figli.
L’ obiezione degli assessori, secondo cui in alcune famiglie problematiche il consenso non verrebbe firmato, non può diventare il pretesto per cancellare il diritto di tutti i genitori a essere informati.
La raccolta di un consenso dei genitori fa forse temere agli assessori e ai loro compagni di partito che quel devastante approccio ideologico per cui vale tutto non sia poi così gradito alle famiglie? Abbiamo bisogno di iniziative a favore di quella insostituibile cellula sociale che è la famiglia e non movimenti di disgregazione o addirittura di perdita di prerogative o cessioni di responsabilità educative”.
Il ministro Giuseppe ValditaraGiovanni TarquiniL’assessora Marwa Mahmoud
“Le situazioni di violenza e disagio famigliare vanno affrontate con gli strumenti sociali e giudiziari adeguati – continuano – non con una scorciatoia che mina un principio di civiltà: il diritto-dovere dei genitori di partecipare ai processi educativi dei figli.
L’utilizzo mistificatorio del termine “inclusione” porta con sé un’idea errata: quella di una scuola che non educa insieme alla famiglia.
Ma l’educazione è un’alleanza, non una sostituzione. Nessun insegnante, nessun laboratorio, nessuna associazione esterna può arrogarsi il diritto di entrare nella sfera più intima della crescita dei minori senza un dialogo aperto e leale con chi li ha messi al mondo”.
La conclusione: “Il ministro Valditara, con la sua proposta, non limita la scuola: la responsabilizza. Restituisce equilibrio e chiarezza, riportando ordine in un campo dove troppo spesso si è agito in modo opaco, affidando a progetti esterni contenuti sensibili senza un reale confronto con le famiglie. Chi teme il consenso, teme la trasparenza.
E una scuola che teme il confronto con i genitori smette di essere luogo di formazione e diventa terreno di sperimentazione ideologica. Il disegno di legge Valditara, al contrario, riafferma un principio semplice e liberale: il consenso non è un ostacolo, ma un atto di rispetto irrinunciabile“.
(Giovanni Tarquini e Matteo Marchesini, Lista civica per Reggio Emilia)