18/10/2025 – Avrà una capacità complessiva di 86 milioni di metri cubi d’acqua (compresa la laminazione) di cui “regolabili” per l’irrigazione, il rifornimento di acqua potabile e per usi industriali l’invaso sul fiume Enza alla Strettaa di Vetto, destinato a estendersi tra i comuni di Vetto (RE) e Neviano degli Arduini (PR). Il costo sarà di 519 milioni di euro.
Sono i dati essenziali della futura Diga di Vetto contenuto nel documento di Valutazione delle Alternative Progettuali messo a punto dai Consorzi di bonifica Emilia Centrale e Bonifica Parmense con i fondi resi disponibili dal Ministero delle Infrastrutture guidato dal vicepremier Salvini, che voluto con determinazione l’avvio della procedura, oggi arrivata a una svolta cruciale. I documenti, subito consegnati al Commissario straordinario per la Diga di Vetto, professor Stefano Orlandini, nominato dal MIT, “saranno sottoposti a Pubblico Dibattito al fine della prosecuzione dell’attività progettuale”.
E’ già avvenuta la presentazione ai sindaci Fabio Ruffini e Raffaella Devincenzi e alle Giunte comunali di Vetto e Neviano da parte delle governance delle due bonifiche – col presidente dell’Emilia Centrale Lorenzo Catellani e la presidente della Bonifica Parmense Francesca Mantelli, insieme ai tecnici esperti Pietro Torri (Responsabile unico del progetto Emilia Centrale) e Fabrizio Useri (direttore generale Bonifica parmense).
Con il completamento del’iter procedurale del “DOC.F.A.P.” – fanno sapere le Bonifiche in una nota congiunta – “si è così concluso il procedimento avviato nell’autunno del 2023 con la definizione del quadro complessivo delle esigenze dell’intervento e con la successiva stipula della convenzione con la quale tutti gli enti istituzionalmente coinvolti nel progetto stesso (Regione Emilia Romagna, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, ATERSIR e Consorzi di Bonifica Emilia Centrale e Parmense) hanno concordato condizioni e modalità necessarie per la stesura di questo fondamentale documento”.
IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE PROGETTUALI
Il documento redatto dal raggruppamento composto dalla mandataria C. & S. Di Giuseppe Ingegneri Associati S.r.l. e da numerosi altri operatori specializzati (Hmr S.r.l., Politecnica Ingegneria ed Architettura Soc. Coop, Aig Ingegneria S.r.l., Studio Silva S.r.l., Paolo Turin, Qanat Engineering S.r.l.) era stato consegnato, nei giorni scorsi, dagli appaltatori e successivamente si è proceduto al check tecnico di verifica svolto concretamente dai tecnici esperti dei due consorzi di bonifica con il coinvolgimento di tutti gli enti istituzionali che hanno preso parte al procedimento.
Un documento che, nella sua complessità e rilevanza, caratterizzato da un’ingente quantità di dati tecnici ha visto un impegno straordinario da parte degli staff consortili impegnati , a partire dal responsabile del progetto, l’ingegner Pietro Torri del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale.
Come anticipato, già poco prima del periodo destinato alle verifiche formali e alle integrazioni, il DOC.F.A.P. ha stabilito che sussistono le condizioni tecniche, economiche e di sostenibilità ambientale per la realizzazione di un invaso lungo il corso del Torrente Enza tra i Comuni di Vetto (RE) e di Neviano degli Arduini (PR), in corrispondenza della Stretta di Vetto.
Questa soluzione è stata ritenuta la più idonea rispetto alle altre alternative progettuali, che prevedevano due invasi sugli affluenti Lonza e Bardea e uno alla stretta delle Gazze.
L’invaso, oggetto di analisi approfondite, è stato indicato con una capacità complessiva di oltre 86 milioni di metri cubi d’acqua, di cui più di 70 milioni di metri cubi regolabili ai fini irrigui, potabili, industriali e del rispetto delle normative relative al deflusso minimo vitale ed ecologico. Il costo complessivo dell’opera è stato stimato in 519 milioni di euro.
“Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato fondamentale – ha dichiarato Lorenzo Catellani, presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale –. Con la conclusione del DOC.F.A.P. si è formalmente chiusa la prima e complessa fase progettuale di un’opera strategica e vitale per il futuro idrico del nostro territorio. Questo traguardo è il frutto di un lavoro rigoroso e di una forte sinergia tra enti. Voglio sottolineare che la realizzazione di questa prima fase è stata resa possibile grazie al fondamentale impegno economico congiunto dei Consorzi e della Regione Emilia-Romagna, un segnale chiaro dell’importanza che questa infrastruttura riveste per la sicurezza idraulica e l’approvvigionamento delle nostre comunità e del settore agricolo. Un ringraziamento particolare va alla professionalità e alla competenza dimostrata dai nostri staff. Hanno affrontato con uno sforzo straordinario l’ingente mole di dati tecnici richiesta da un documento di questa complessità. Esprimo la più profonda gratitudine a tutto il personale coinvolto, e in particolare all’ingegner Pietro Torri del Consorzio Emilia Centrale, il nostro Responsabile Unico del Procedimento, per la sua dedizione e l’eccellente coordinamento del progetto. La realizzazione dell’invaso non è solo una risposta tecnica alla siccità, ma è un atto di responsabilità verso le future generazioni”.
“Con questo passaggio formale di approvazione – ha sottolineato la Presidente della Bonifica Parmense Francesca Mantelli – si conclude la prima fase progettuale relativa alla realizzazione della diga di Vetto. Siamo molto soddisfatti del grande lavoro corale effettuato da tutti gli enti coinvolti ed in particolare da quello svolto da tutti i tecnici che hanno apportato il loro fondamentale contributo. Auspichiamo che questo passaggio dell’iter rappresenti davvero un nuovo e prezioso inizio in grado di dare finalmente alla Val d’Enza una risposta concreta in termini di approvvigionamento costante della risorsa idrica che questo territorio, nella sua complessità, attende ormai da troppo tempo”.
AZIONE PARMA E REGGIO: ORA ACCELERARE LA PROGETTAZIONE DEFINITIVA
“Apprendiamo con soddisfazione della conclusione positiva della prima fase progettuale dei lavori di costruzione della Diga di Vetto. Il completamento del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (Docfap) rappresenta finalmente un passo concreto verso la realizzazione di un’opera strategica attesa da troppi decenni e conferma la sostenibilità tecnica, economica e ambientale dell’invaso, fondamentale per garantire sicurezza idrica, supportare l’agricoltura e tutelare l’ambiente nella Val d’Enza.
Azione da sempre evidenzia come questa infrastruttura possa unire le esigenze produttive con quelle ambientali di un territorio a forte vocazione agroalimentare.
Ora è prioritario accelerare la progettazione definitiva con tempistiche certe e il reperimento di tutte le risorse necessarie, evitando sterili contrapposizioni ideologiche pregiudiziali e puntando ad una collaborazione istituzionale concreta e responsabile” ad ogni livello.
(Claudio Guidetti, Presidente regionale Azione e segr. provinciale RE, Serena Brandini consigliera Comune e Provincia di Parma e segretario provinciale Azione PR)