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Addio a René Braccini, l’ultimo camerata
Spirato a 85 anni lo storico esponente della destra reggiana, segretario Msi negli anni ’70

24/10/2025Renato Braccini, storico esponente della destra reggiana, René per famigliari e amici, ha chiuso gli occhi questa notte. Aveva 85 anni e da tempo non stava bene.

Tutti conoscevano Braccini come il “camerata” per antonomasia, e lui del resto aveva piacere che lo chiamassero così. Una vita da militante del Movimento Sociale di Almirante, aveva conciliato il lavoro da funzionario della Cassa di Risparmio con una passione totalizzante per la politica. Fu segretario provinciale del Msi nella sede di via Roma nel pieno degli anni di piombo, quando salire quella rampa di scale voleva dire esporsi a una gambizzazione, e nessuno correva volentieri un rischio simile.

Un “fascista”, sì, di fede mussoliniana mai venuta meno, ma anche un ragionatore politico e un uomo di apertura mentale autentica, molto più di tanti antifascisti o sedicenti tali.

La discussione al tavolino del bar, sigaro in bocca e bicchiere di whisky era la cifra quotidiana di Renato Braccini, un bon vivant che non disdegnava ma anzi cercava il confronto con gli avversari politici, spesso anche suoi amici. E per questo era, fondamentalmente, rispettato da tutti, in una città dove sino alle soglie degli anni Ottanta con i “fascisti” si ragionava a cazzotti e se andava male a colpi di pistola. Molti ricordano ancora oggi di averlo visto a pranzo non di rado, al Canossa, faccia a faccia con l’amico Vincenzo Bertolini, ultimo segretario provinciale del Pci che della politica reggiana conosceva i segreti più reconditi.

Sino a quando la salute glielo ha permesso René non ha mai mancato di offrire il proprio contributo alle iniziative della destra. E’ stato l’autore di tanti giganteschi striscioni che ci volevano almeno dieci persone per reggerli, dipinti il più delle volte con caratteri in stile littorio, quasi una firma d’autore. E fu instancabile nell’erigere croci in memoria dei caduti, altrimenti dimenticati, della guerra civile continuata dopo la Liberazione con centinaia di trucidati solo nel reggiano.

La camera ardente sarà aperta domani, sabato 25, a partire dalle 8,30 alla Casa funeraria Reverberi, per il saluto di amici e conoscenti allo scomparso. Alle 17,30 i funerali, con la Messa e la benedizione direttamente presso le onoranze funebri Reverberi.

Uno striscione di Braccini e del suo staff

IL RICORDO DI MARCO EBOLI

“Conobbi Renato Braccini nei primi anni ’80 nella sede del Msi a Reggio Emilia e da allora la nostra amicizia è stata sempre salda, come la nostra militanza e i conviviali. Fu funzionario della Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, ma lui, sua moglie Rita Borghesani e la figlia Kissy, erano militanti generosi.Una famiglia di destra,da sempre, anche gli altri due gemelli Armando e Caterina

Lo ricordo, con commozione e affetto,nelle riunioni in sede in Via Roma, nelle trasferte a Roma per i comizi, nel creare gli striscioni per i banchetti. Insieme a Luca Tadolini, e tanti altri, era sempre presente nell’andare a erigere croci, nei più disparati luoghi della nostra provincia, a ricordo delle vittime, durante la guerra civile, dei partigiani comunisti. 

L’ultima volta che l’ho visto,è  stato una settimana fa,quando mi recai a Villa al Poggio, per portargli la tessera di Fdi.

La commozione mi colse subito, perché Rene’, come lo chiamavano i familiari e gli amici,occupava il letto nel quale era morto mio padre Paolo dieci anni prima.

Si svegliò per un attimo dal torpore, gli dissi che mettevo la tessera nel comodino e lui fece il gesto dei pollici in su, tipico di quando era felice.

Un abbraccio commosso ai figli e a tutti i familiari. Ci mancherai tanto camerata Braccini. (Marco Eboli

Un’immagine recente di Renato Braccini in piazza S. Prospero. Accanto a lui Marco Eboli, in primo piano Luca Tadolini

GIUSEPPE PAGLIANI: “UN UOMO DA SEMPRE SCHIERATO CON I DEBOLI E I DIMENTICATI”

Con profonda sofferenza, ho saputo da pochi minuti della scomparsa del carissimo amico Renato Braccini.

Sin dall’età di 16 anni, quando entrai per la prima volta nella sede di Via Roma del Movimento Sociale Italiano, tra le prime persone che conobbi, benchÉ io fossi iscritto da poco al Fronte della Gioventù, c’è stato Renato Braccini, che, ai tempi si divideva tra il lavoro di dirigente bancario, la famiglia e la sede del MSI, sua seconda casa.

Renato per noi è stato un esempio, perché ha avuto il coraggio di esprimere sempre, liberamente, le sue idee, in una città da sempre governata in ogni ambito dalla sinistra e dal Partito Comunista ai tempi.

In lui, noi giovani, abbiamo avuto un consigliere che con poche parole a volte molto trancianti, dimostrava di capire con grande lucidità le scelte politiche compiute dai governi e dai partiti.

Infiniti sono i ricordi relativi ad episodi vissuti e raccontati che hanno riguardato Renato, che, tra le sue caratteristiche, aveva quella di essere diretto ma al tempo stesso molto simpatico.

Lo ricordo con piacere immenso nei primi grandi eventi organizzati da Alleanza Nazionale e di quanto fosse orgoglioso nel veder crescere all’inizio degli anni novanta, cosi repentinamente, il consenso delle Destra italiana e reggiana che, sino ad allora, era stata da sempre relegata alla marginalità politica ed a livello locale alla ghettizzazione.

Ricordo con infinito piacere anche Rita Borghesani, la moglie di Renato scomparsa prematuramente tanti anni fa: anche lei insieme ai figli era di casa nella sede di Via Roma del Movimento Sociale Italiano.

Con la scomparsa di Renato perdiamo un amico sincero, appassionato di politica, che ha vissuto la vita difendendo la memoria storica di chi è stato dimenticato dalla storia  ma anche un uomo di grande sensibilità, da sempre schierato in difesa dei deboli e dei dimenticati.” (Giuseppe Pagliani, consigliere provinciale Forza Italia)

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Una risposta a 1

  1. Gilberto Gasparini Rispondi

    24/10/2025 alle 19:57

    Grazie a Vincenzo Bertolini,che era suo amico, ho avuto modo di conoscere Renato Braccini. Noi eravamo ex comunisti lui non credo sia mai diventato un ex fascista ma pur nella differenza culturale e politica ho sempre apprezzato la sua simpatia, la voglia di capire anche le idee diverse e il grande rispetto personale che aveva nei nostri confronti

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