1/8/2025 – Al Terre Matildiche Music Festival, a La Quercia di Crognolo di Canossa (via Crognolo 16) che ogni sabato fino a Ferragosto propone la magia della musica live, non poteva mancare il nome di Johnny La Rosa, il sindaco del blues. Il festival che oltre alla musica dal vivo offre gastronomia, buona aria fresca e una vista spettacolare sulle colline della Val d’Enza, anche quest’anno si caratterizza per l’alto tasso di Blues presente nella programmazione.
Sabato 2 agosto (ore 20,30, ingresso gratuito, per prenotare un tavolo per la cena 380/7747903) toccherà al sindaco del blues salire sul palco, Johnny La Rosa, quasi un’istituzione che con il passare del tempo continua ad accrescere la sua credibilità sostenuta da un talento indiscusso.
La storia di Johnny La Rosa ha inizio alla fine degli anni 70′ quando con la sua rock – band i “No Quarter” tiene una serie di concerti a molte manifestazioni e raduni rock tipici del periodo: allora Johnny aveva 17 anni. Il pubblico venne subito colpito dal suo modo di tenere il palco e di interpretare con disinvoltura brani di Otis Redding, Rolling Stones e vari classici del periodo.
A metà degli anni 80′ Johnny sposta la sua musica verso gli artisti che lo attraggono maggiormente come Willy De Ville, Springsteen e Van Morrison e fonda così i “B-Movie“, band con la quale riesce ad allargare il proprio raggio d’azione suonando in vari club in giro per l’Italia.
Agli inizi degli anni ’90 decide di esibirsi da solo, chitarra e voce, girando i club come folk-singer eseguendo brani che spaziano da Dylan a Springsteen fino a toccare i maestri del blues come John Lee Hooker, questo è il periodo in cui Johnny matura definitivamente la propria identità musicale.Dopo una parentesi con la cover band “The Mambo Killers“, verso la metà degli anni 90′ viene chiamato a cantare nella band composta da Mel Previte, “Rigo” Righetti, Robby Pellati, Max Marmiroli (fondatore dei Rocking Chairs), ed è grazie all’incontro con questi musicisti che il carattere musicale di Johnny si consolida definitivamente. Con i Mambo Killers incide per la Sony la compilation A tribute for you dedicata a Bruce Springsteen e in seguito partecipa un’altra compilation This is my story (Sony) un tributo al blues curato dal grande Ernesto De Pascale.
Alla fine degli anni 90′ per Johnny La Rosa arriva la svolta definitiva: l’incontro con i musicisti Oscar Abelli, Martin Jotti, Paolo Campioli e Max Marmiroli lo porta a decidere di scrivere un album di canzoni proprie e originali, dove tutte le sue capacità espressive e compositive si sviluppano completamente. Fondamentale è anche l’incontro con l’etichetta Kayman Records (supportata dalla produzione degli americani David Butterfield e Marc Wool) che convince Johnny a immettere sul mercato la sua opera prima. Nell’album, intitolato Call me Johnny, risalta la cultura musicale di Johnny e dei suoi musicisti che attraverso l’elaborazione dei suoni e degli arrangiamenti sono riusciti a creare un suono che affonda le proprie radici nell’American music ma che allo stesso tempo assume una forma assolutamente innovativa.