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Saman, un docufilm di Veronesi e Bedini
La tragedia e l’omertà in scena su Sky Crime
E lunedì via al processo d’appello

26/1/2025 – Domani, lunedì 27 febbraio, prende il via nell’aula Bachelet della Corte d’Appello di Bologna il processo di secondo grado per il delitto della diciottenne Saman Abbas di Novellara, assassinata dal clan familiare (nell’omertà della comunità pakistana della Bassa) perché non si era piegata a un matrimonio combinato e aveva deciso di andare via da casa.

Per l’omicidio sono condannati all’ergastolo in primo grado a Reggio Emilia il padre e la madre, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, mentre lo zio Danish Asnain (che aveva fatto ritrovare i resti della nipote il 25 novembre 2022, dopo un anno e mezzo di ricerche infruttuose) dovrà scontare 14 anni. Assolti in primo grado due cugini della ragazza.

Nella serata di martedì 28, invece andrà in onda in prima visione su Sky Crime e in streaminga su Now (ore 22), il docufilm “Saman” di Gabriele Veronesi e Luca Bedini – prodotto da Pongofilms per Hearst Networks Italia e col sostegno finanziario della Film Commission Emilia-Romagna – che non solo ricostruisce una terribile vicenda che ha scosso l’Italia, ma anche “la coraggiosa lotta per l’identità e la libertà delle giovani pakistane”.


   
    “Come tutti, avevamo letto di Saman sui giornali – dichiarano i registi all’Ansa – Pensavamo fosse “solo” una storia crime, invece siamo entrati in un mondo di tradizioni, immigrazione e temi sociali estremamente complesso, che vive accanto a noi, ma ci resta nascosto e sconosciuto”. Un mondo dove gli usi tribali, la sharia e l’omerta prevalgono ancora sulla legge e la convivenza civile, come dimostrato dalla tragedia di Saman, ma un mondo “sconosciuto” che fa comodo, soprattutto per ragioni economiche diffuse.

Tra interviste inedite, materiali d’archivio e carte processuali, iI documentario ricostruisce l’humus in cui l’omicidio è maturato ascoltando i cronisti, l’allora sindaca di Novellara, Elena Carletti, e il parroco Don Giordano Goccini. Ma anche la testimonianza di Amina (nome di fantasia) una giovane che ha rischiato di essere una “seconda” Saman.
   
   

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