27/1/2025 – Un giovane di 20 anni già agli arresti domiciliari dall’aprile 2024, è in carcere da sabato pomeriggio a seguito di una condanna diventata definitiva a 2 anni 7 mesi e 20 giorni per aver aggredito e rapinato con altri due complici un ragazzino di 15 anni a Boretto, la sera del 3 novembre 2023.
Secondo quanto ricostruito nelle indagini, il minorenne si era accordato con un altro ragazzo, conosciuto da qualche mese, per vedersi a Boretto e trascorrere una serata insieme.
Arrivato nella cittadina del Po, aveva parcheggiato la sua citycar per salire nell’auto dove si trovavano l’amico e altri due giovani a lui sconosciuti per muoversi verso Brescello dove, così facevano credere al ragazzino, li aspettavano alcune amiche. Ma arrivati in un parcheggio, i bastardi prendevano il ragazzino a pugni in testa, gli aprivano il borsello e lo derubavano sia del cellulare sia delle chiavi della citycar. Il conducente dell’auto, oggi condannato, minacciava di uccidere la vittima con un machete che aveva in macchina. Insultato e minacciato, il quindicenne veniva gettato fuori dall’auto e preso a calci e pugni in aperta campagna. Per sfuggire ai suoi aguzzini, si buttava dentro ad un canale alto qualche metro al margine della strada. In ultimo, prima di andare via la banda lo minacciava dicendo che, se si fosse alzato prima che avesse visto scomparire le luci della loro autovettura, lo avrebbero ammazzato.
Con molta fatica il minore riusciva a raggiungere una vicina abitazione e chiedere aiuto. Quindi l’allarme ai soccorsi che intervenivano sul posto con una pattuglia dei Carabinieri di Gattatico ed un’ambulanza, che accompagnavano il ragazzo in ospedale dove veniva raggiunto dalla madre, e dopo le cure veniva dimesso con una prognosi di giorni sette giorni. Quindi la denuncia dei genitori della vittima ai carabinieri della stazione di Gualtieri, i quali a seguito delle indagini denunciavano alla Procura di Reggio Emilia il ventenne alkla guida dell’auto con l’accusa di rapina, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi.
La Procura richiedeva e otteneva nell’aprile del 2024 dal GIP di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti del 20enne della misura cautelare degli arresti domiciliari.
A seguito dell’iter processuale, in giudizio abbreviato, con sentenza emessa il 24 ottobre 2024 dal Gup reggiano e diventata definitiva l’8 gennaio scorso, il 20enne veniva condannato dal Tribunale di Reggio Emilia alla pena di anni 2 mesi 7 e giorni 20 di reclusione, oltre al recupero della pena pecuniaria della multa di 2 mila 167 euro. Per questi motivi, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, il 24 gennaio scorso, ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito l’altro ieri pomeriggio dai carabinieri di Castelnovo Sotto con l’accompagnamento in carcere per l’espiazione della pena, che terminerà il 28 novembre 2026.