1/1/2024 – Tutti i consiglieri comunali di opposizione di Reggio Emilia (Fratelli d’Italia, Lista Tarquini, Coalizione Civica, Lega e Forza Italia) hanno depositato una mozione per stigmatizzare e “correggere” una scelta del sindaco Massari e della sua Giunta: ai consiglieri di opposizione è negata la celebrazione di matrimoni civili e il conferimento della cittadinanza italiana.
Ennesima conferma del fatto che la famelica sinistra di governo reggiana si avventa su tutto il possibile, nel solco di un tradizionale settarismo – che con l’avvento di Massari appare ancora più soffocante – e spingendo incredibilmente la conventio ad excludendum verso tutte le opposizioni sino alla celebrazione dei matrimoni.
“Attualmente – scrivono i gruppi di opposizione in una nota congiunta diffusa oggi – queste funzioni sono riservate esclusivamente ai consiglieri di maggioranza, escludendo senza motivo i rappresentanti della minoranza. Questa prassi, priva di fondamento normativo, compromette il principio di equa rappresentanza e danneggia la fiducia tra le componenti del Consiglio Comunale”.
La mozione “impegna il Sindaco e la Giunta a modificare questa prassi politica del tutto arbitraria e escludente, estendendo la possibilità di celebrare matrimoni e conferire cittadinanze a tutti i consiglieri comunali che lo vorranno, indipendentemente dall’appartenenza politica. Viene richiesta l’adozione di un regolamento equo e trasparente per disciplinare questa funzione, oltre alla previsione di percorsi formativi per i consiglieri delegati.
“La celebrazione di matrimoni e il conferimento della cittadinanza sono momenti istituzionali che appartengono a tutta la comunità, non solo a una parte politica. Chiediamo a Massari e al PD di essere democratici senza escludere dalle attività gli amministratori che ne hanno diritto. Infatti tutti i consiglieri, indifferentemente dal colore politico, hanno pari diritti e doveri e quindi anche pari dignità”, dichiarano i firmatari.
L’opposizione si aspetta un intervento tempestivo di cambiamento per garantire maggiore equità e rispetto dei principi democratici nella gestione delle funzioni consiliari in una ottica di collaborazione reciproca e rispetto dei ruoli istituzionali.