31/1/2022 – Il ministro Matteo Salvini chiede una decisa accelerazione del progetto per la diga di Vetto. Lo ha fatto, come riporta una nota ufficiale, nel corso di una riunione al Mit dedicata allo stato dell’arte dei dossier opere pubbliche che riguardano l’Emilia-Romagna.
In particolare, “il ministro ha chiesto un’accelerazione su alcuni interventi quali: la diga di Vetto (Reggio Emilia), il progetto di mobilità a Cerreto Laghi nel Comune di Ventasso (Reggio Emilia), la messa in sicurezza e la riqualificazione del Ponte storico di Maria Luigia sul fiume Taro (Parma), la realizzazione della tangenziale di Castel San Giovanni (Piacenza) e l’ammodernamento della SS45 della Val Trebbia (Piacenza)”.
“Si tratta di infrastrutture – così il comunicato diffuso al termine della riunione di ieri – la cui realizzazione è molto attesa dai territori dell’Emilia-Romagna e sulle quali il ministro ha posto particolare attenzione anche in considerazione dell’importanza ribadita al tavolo odierno”.

La determinazioni di Salvini è una risposta all’opposizione aperta di una parte del mondo politico e delle amministrazioni emiliane . Da un lato le sollecitazioni del ministro hanno fatto sbottare il segretario dell’autorità di bacino del Po Alessandro Bratti secondo cui mancherebbero le risorse per completare l’iter progettuale; dall’altro è scesa di nuovo in campo Europa Verde, con i consiglieri regionali Silvia Zamboni e Paolo Galletti, irrigiditi nel no alla diga di Vetto considerata alla stregua di una catastrofe ambientale, sino a dissociarsi, nel caso, dalle scelte del presidente De Pascale e del Pd. Una minaccia in piena regola di crisi all’interno del centro sinistra che regge la Giunta regionale.
“E’ tutta la maggioranza – scrivono in una nota – a dover chiarire: non solo la posizione che intende tenere sull’invaso di Vetto, ma più in generale le priorità che intende dare alla Giunta per rispondere alle esigenze di tutela dei cittadini e del tessuto economico dagli eventi catastrofici generati dal cambiamento climatico. Europa Verde non potrà che dissociarsi da scelte della maggioranza contrarie alle nostre storiche posizioni, che alla luce dei gravi fatti alluvionali alternati a fasi di estrema siccità risultano più che mai coerenti con la lotta all’emergenza climatica in atto”.
A favore di un grande invaso, alla luce delle piene furiose dell’Enza e dei disastri che continuano a provocare, continuano a scendere in campo gli esponenti del centro destra e soprattutto il Comitato per la Diga di Vetto che anche in questi giorni ha manifestato con i contadini in piazza Prampolini a Reggio Emilia, sotto il Comune (dove non è stato ricevuto dal sindaco Massari) e a Bologna.
Ma è noto che Verdi esercitano un peso condizionante sulle Giunte a Reggio e soprattutto in Regione, come dimostrato dalla lacrimevole storia del progetto bloccato sin dagli anni 80 e finito per decenni nelle sabbie mobili. Ora però la diga di Vetto è nelle priorità del ministero. La battaglia è entrata in una fase cruciale, e c’è davvero da aspettarsi di tutto.
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“E’ tutta la maggioranza – concludono i due – a dover chiarire: non solo la posizione che intende tenere sull’invaso di Vetto, ma più in generale le priorità che intende dare alla Giunta per rispondere alle esigenze di tutela dei cittadini e del tessuto economico dagli eventi catastrofici generati dal cambiamento climatico. Europa Verde non potrà che dissociarsi da scelte della maggioranza contrarie alle nostre storiche posizioni, che alla luce dei gravi fatti alluvionali alternati a fasi di estrema siccità risultano più che mai coerenti con la lotta all’emergenza climatica in atto”.