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Ottant’anni fa l’assassinio di Nanni Lasagni, aveva 16 anni
Non ci fu giustizia, ferita ancora aperta
Una pagina vergognosa dei partigiani comunisti a Scandiano

DI GIUSEPPE PAGLIANI

Ricorrono gli ottant’anni dall’arresto avvenuto il 1° gennaio del 1945 del sedicenne scandianese Nanni Lasagni. Il CLN locale venne nella determinazione di fare trasportare il giovane Lasagni perché sospettato di essere una spia, avendo i troppi frequenti contatti con elementi noti per
attività fascista e fu trattenuto in montagna: ciò secondo una nota del CLN riportata nel volume “Il Triangolo della morte” edito da Mursia e realizzato da Giorgio e Paolo Pisanò.

Giuseppe Pagliani


La madre di Nanni il sedicenne sparito, orfano di padre, continuò a cercare il figlio prelevato da sola fino a quando ne ebbe le forze. Nanni Lasagni era stato prelevato – come si asserisce la pagina 100 del volume Il triangolo della morte – dalla sua abitazione da due sappisti, Ivo Vecchi e Oscar Zanichelli. A questi nomi si aggiunse quello di Ismo Mattioli detto “Marco” che fu l’ultimo ad avere visto il giovane Nanni vivo. Con queste poche notizie la madre si rivolse al Procuratore del Re di Reggio Emilia il Dott. Loffredo, perché iniziasse delle ricerche ufficiali.

Per prima cosa il Dott. Loffredo ordinò l’arresto di Vecchi e di Zanichelli che venne eseguito il 12 novembre del 1945. A questo punto, in base a quanto scritto nel libro citato, interviene Didimo Ferrari detto “Eros”. Gli sviluppi della vicenda sono ricostruiti dal partigiano cattolico Giorgio Morelli “Il Solitario” nell’articolo pubblicato sulla Nuova Penna in data 22 dicembre 1946

Ha inizio l’istruttoria, Vecchi e Zanichelli vengono interrogati. Di ciò che i due imputati hanno deposto in istruttoria non è dato sapere nulla.
Dopo pochissimi giorni di detenzione, improvvisamente, i due responsabili del prelevamento vengono messi in libertà. Il giudice Loffredo giustifica questo suo atto giudiziario con l’appellarsi alla legge del 12 aprile 1945 che ritiene non perseguibili dalla giustizia tutte le azioni compiute a scopo di guerra. Con questa bugia palese ha termine quella che possiamo chiamare “la dura morte di un minorenne“. Chiaramente il cadavere di Nanni non fu mai ritrovato e fa parte di quel gruppo di persone scomparse alla
Fornace di Cà de Caroli.

La fornace di Cà de Caroli

In base a questi documenti emersi dalla indagine storiografica, possiamo oggi trarre alcune conclusioni: La persona assassinata materialmente era un minorenne, 16 anni. Non esiste in una qualunque delle legislazioni esistenti nei paesi civilizzati ed in quelli meno civilizzati un solo articolo che dichiari perseguibile di condanna a morte un minorenne ritenuto responsabile materiale dell’atto più criminale contemplato nel codice penale.

Il delitto Lasagni non è stato esaminato e gli autori non sono stati condannati. Il delitto non è stato esaminato perché l’istruttoria è stata chiusa dopo il solo interrogatorio dei due imputati e di pochissimi altri testimoni di relativo valore. L’interrogatorio del Sig. Mattioli Ismo “Marco”, l’ultima persona conosciuta a cui l’ucciso fu consegnato, non è stato mai compiuto dall’autorità inquirente. Dobbiamo sottolineare un particolare grave, l’istruttoria avvenne solo parzialmente.

Questo episodio è dalla sinistra a Scandiano ed a Reggio Emilia volutamente da sempre dimenticato. Non si può addivenire ad una vera pacificazione se si continua ad utilizzare la storia in modo speculativo e politico, gli assassini del minorenne Nanni Lasagni furono lasciati in libertà perché coloro che condannarono da subito il rapimento del giovane si adoperarono poi a scarcerare gli esecutori del delitto di un minorenne innocente ed a far dimenticare una pagina vergognosa del partigianato locale.

Noi non dimentichiamo e fino a quando potremo ridaremo onore e memoria ai martiri innocenti uccisi dai partigiani che ambivano a dare vita ad una rivoluzione “rossa” eliminando civili e testimoni per semplice odio di classe ben sapendo di essere stati fascisti anch’essi fino a poco prima di
aver dato vita a queste esecuzioni.

*Consigliere provinciale di Forza Italia – Gruppo TERRE REGGIANE

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