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Sedici anni in balia del marito ubriacone
Figlia salva la mamma da un inferno di violenze

27/8/2024 – Una vita d’inferno, quella di una donna di Reggiolo picchiata, insultata e minacciata per 16 anni dal marito ubriacone. E’ stata la figlia a “liberare” a madre dall’incubo, confidando la situazione ad alcuni insegnanti che hanno subito riferito i fatti ai carabinieri di Reggiolo. Ma sulle prime le indagini si sono rivelate difficoltose a causa della reticenza della vittima, che solo dopo un certo tempo ha trovato la forza di raccontare quanto subito da anni.

Il marito-padrone, un 49enne abitante nella bassa reggiana, ora è denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per il reato di maltrattamenti contro familiari aggravati.

La Procura reggiana condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri di Reggiolo, ha immediatamente chiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo, della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con assoluto divieto di accedervi per qualunque ragione senza l’autorizzazione del Giudice e il divieto assoluto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna mantenendo una distanza di 1.500 metri.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri reggiolesi dal 2008 l’uomo maltrattava la moglie “sottoponendola a quotidiani atti di vessazione psicologica e talvolta persona fisica, insultandola, percuotendola, lanciandole oggetti, minacciandola per scoraggiarla dal denunciare, proibendole in un primo momento di lavorare e quindi a ottenere una propria indipendenza economica; controllandola negli spostamenti e obbligandola a chiedere la sua autorizzazione anche per incontrare persone estranee alla famiglia.

Tra i fatti più gravi : nel 2022 ubriaco in casa afferrava una bottiglia di vino e la infrangeva contro il muro per poi afferrare e cercare di scagliarla contro la moglie , non riuscendovi perché la figlia minorenne si frapponeva tra i due; nel 2023 la prendeva a schiaffi la moglie colpendola alla schiena perché non gli aveva risposto al telefono; nel 2024 infrangeva una porta a vetri prendendo i cocci da terra e scagliandoli contro la moglie non riuscendo a colpirla perché ancora una volta la figlia faceva da scudo alla mamma. Condotte aggravate da uno stato di abituale ubriachezza, alla presenza ei figli minori e con l’uso d’armi (cocci di vetro, utensili e mobili della casa). Da qui la misura cautelare, eseguita dagli stessi carabinieri che hanno indagato sul caso.

Il relativo procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

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