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Lettera semiseria su Benito santo subito
Reggio come l’Iran?
“L’assessorato all’abbigliamento deciderà le magliette da indossare”

25/8/2024 – Il “caso” della maglietta indossata da un incauto cliente in un ristorante di Reggio Emilia induce una riflessione: da che parte stare, chi è nel giusto?

Partiamo dai fatti e dagli attori: in una nota osteria reggiana si presenta un tizio, con una scritta sulla maglietta “Benito Santo Subito “. E’ presente in sala, presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia, che non può fare a meno di prendere una posizione pubblica e netta, trascinando all’inferno non solo la maglietta, ma anche il gestore del locale che lo ha ospitato. Veniamo ai giudizi ed alle scelte di campo personali: chi esce di casa oggi con una maglietta del genere non è sicuramente meritevole. In un modo normale forse passerebbe inosservato.

A Reggio Emilia no: è un gesto di provocazione, cercata, inutile e senza senso. Ma proprio per questo, sempre in un mondo normale, chiunque, Matteo Iori compreso, potrebbe farsi una bella risata. Invece no, non tutto è sempre così normale.

Ma veniamo a Iori, che una giustificazione la merita: non capendo il significato di mondo normale, si trova al posto giusto nel momento giusto e si sente di dovere a tutti i suoi sodali, compagni di partito ed elettori, una presa di posizione solidamente antifassista (volutamente scorretto, ndr.).

Se ne esce in modo un po’ sgarbatamente ortodosso, ma sempre più solidamente virtuoso nell’indicare la regola del nuovo stato sociale: “Non avrai altre magliette al di fuori di quelle che io avrò sdoganato. Elettori e partito tranquilli, vigilo io sulle tendenze e ci sarà un assessorato all’abbigliamento che darà le regole”.

In tutto ciò, rimane il gestore del locale che si è reso colpevole per aver “accettato” nel suo locale il provocatore. Messo in fila velocemente tutto, dico che, dopo aver analizzato con attenzione, io sto con Iori!!

Sì, nella logica del mondo non normale, anche io avrei speso le sue parole perché, nessuno lo dice, si è guadagnato imperitura fama della vulgata antifascista, sempre sorniona e silenziosa: lascia che parlino, tanto a Reggio le magliette che devono indossare, le decidiamo noi!!

Perché con una uscita del genere spegne i riflettori sulle solite prime pagine dei giornali locali, piene di violenza e mala gestione della città e degli spazi pubblici, e alimenta e rafforza il grande show nazionale del Pd che non poteva svolgersi che a Reggio. E chi lo ha uno come Iori se lo tenga. Da domani, maglietta rossa “Iori santo subito”: 10 euro. 5 euro per gli iscritti al PD.

(GABRIELE ARVEDA)

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2 risposte a Lettera semiseria su Benito santo subito
Reggio come l’Iran?
“L’assessorato all’abbigliamento deciderà le magliette da indossare”

  1. LEretico Rispondi

    25/08/2024 alle 20:35

    Penso che quello della maglietta sia un “pistola”, poteva evitare. L’altro (Iori) potrebbe evitare di farne un dramma e pesare il giusto la vicenda, senza per questo far finta di niente. L’altro che potrebbe misurare le parole è quello (Arveda) che ha scritto la lettera: pensare che Iori abbia fatto questa uscita per spegnere i riflettori sulla malagestio della città, ci vuole molta fantasia per non dire qualcosa d’altro. Tre soggetti in cerca di autore.
    Rimandati.

  2. Michele San Pietro Rispondi

    21/06/2025 alle 15:25

    Iori ha esagerato, ma lo ha fatto anche l’autore della lettera che menziona l’Iran, da cui l’Italia, con i suoi mille e più difetti, è fortunatamente ancora lontana. Un ristoratore non può cacciare un cliente con una maglietta a sfondo politico, finché paga per quello che consuma, ma è bene evitare entrare nei ristoranti con magliette del genere, i ristoranti sono di tutti e non hanno connotazioni politiche.

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