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Bellini trasferito in Sardegna, la Commissione antimafia, l’incontro con Sisti alla Mucciatella
Strategie per vincere in Cassazione

DI BRU, post a Reggio Report

30/8/2024 – Restando ottimisti, anche a dispetto di evidenze contrarie, sulle ragioni del trasferimento di Paolo Bellini da Spoleto a Cagliari, rimane da chiedersi se vi siano concrete possibilità di essere audito in una commissione parlamentare che tratta di mafia e non di terrorismo di natura politica. Forse Bellini con il richiamo ai fatti di Firenze del 1993 (certamente compatibili con i lavori della commissione) si propone di essere comunque ascoltato e quindi di poter riferire anche su Bologna.

Paolo Bellini e l’avvocato Antonio Capitella

Ma al di là dei propositi odierni di Bellini, incluso il bisogno di replicare alle accuse del figlio Guido, ciò che si impone fin da subito è di riflettere sul miglior modo di approcciarsi all’imminente ricorso in Cassazione.
Sebbene manchino ancora le motivazioni della condanna in 2^ grado, la difesa può fin d’ora decidere se sia più opportuna una replica a “tutto tondo” delle asserzioni accusatorie che saranno esposte nelle motivazioni (controdedurre su ogni singolo punto), oppure se sia più proficuo puntare sull’unico elemento capace, se provato, di ribaltare il giudizio: il ruolo che ebbe Ugo Sisti e lo stesso Bellini nelle vicende connesse all’incontro del 4 agosto alla Mucciatella.

Ugo Sisti


Perché se le dichiarazioni di Bellini rese al processo fossero provate o anche soltanto ritenute veritiere, non sarebbe soltanto riabilitata la figura di Ugo Sisti (non più protettore o complice dei Bellini o di altri estremisti di destra), ma anche quella di Paolo Bellini che certo non poteva fare la strage commissionata da Gelli e nel frattempo dare una mano al Procuratore della Repubblica per controllare i palestinesi che operavano in zona.

Se il collegio difensivo concentrerà gli sforzi su questo aspetto decisivo, per i giudici di Cassazione sarà assai difficile convalidare una decisione in cui l’elemento principale della tesi difensiva è stato contrastato solo in via deduttiva, e non con gli strumenti ordinari della testimonianza negata (la Bonini che poteva confermare o smentire il racconto del marito) o di altri innumerevoli accertamenti istruttori ancora oggi possibili”. (Bru, post inviato a Reggio Report)

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