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I dolori del gruppo Iren
Semestrale: crollo ricavi (-16%), debito sopra i 4 miliardi, utile +2%

29/7/2024 – Pesante diminuzione dei ricavi (-16,1%), indebitamento che supera la soglia psicologica dei 4 miliardi di euro, attestandosi a 4 miliardi 13 milioni, utile netto del primo semestre in lieve aumento a 145 milioni di euro. Ebitda (margine operativo lordo) in aumento del 5% a 636 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2023. Investimenti a 369 milioni, in calo dell’8%.

Queste le cifre principali della semestrale del gruppo Iren – la multiutility controllata dai comuni di Genova, Torino e dell’Emilia – approvata oggi dal consiglio di amministrazione riunito a Reggio Emilia: il primo documento contabile approvato del cda rinnovato dopo il licenziamento dell’ex a.d. Paolo Signorini, travolto dall’inchiesta della Procura di Genova sugli affari nel porto della Lanterna e le notti a Montecarlo.

Una semestrale problematica in cui, per effetto della parziale normalizzazione dei prezzi delle materie prime (che per Iren significano ben 320 milioni di introiti in meno), vede allargarsi la forbice tra posizione finanziaria netta e ricavi, che sono scesi a 2 miliardi 697,6 milioni rispetto 3 miliardi 214,4 milioni del primo semestre 2023.

Moris Ferretti e Luca Dal Fabbro

DAL FABBRO: TUTTO BENE, INDICATORI IN CRESCITA

Il presidente Luca Dal Fabbro, tuttavia, non sembra minimamente preoccupato, e certamente ha le sue buone ragioni, al punto da affermare che la semestrale ” è caratterizzata da indicatori economici tutti in crescita rispetto allo scorso anno. L’Ebitda +5% e l’Utile netto +2% dimostrano che la strada tracciata, e confermata nel recente piano industriale, è quella corretta e consente al Gruppo una continua e solida crescita nel rispetto della sostenibilità finanziaria”.

Aggiunge il presidente: “Gli importanti risultati economici sono supportati anche da rilevanti traguardi in termini industriali, come l’avvio del nuovo impianto fotovoltaico di Tuscania da 39MW e l’acquisto delle autorizzazioni per la costruzione del primo impianto italiano agrivoltaico avanzato da 49MW a Rovigo, oltre al proseguimento delle attività finalizzate al closing di EGEA. Supportati dai risultati ottenuti nel semestre, confermiamo le indicazioni sulla guidance 2024″.

Aggiunge il vicepresidente esecutivo Moris Ferretti: “In questo primo semestre abbiamo effettuato quasi 650 assunzioni in parte a copertura delle sostituzioni e in parte a supporto della crescita pianificata e finalizzate allo sviluppo aziendale, continuando ad essere un importante realtà lavorativa per i nostri territori. Inoltre – aggiunge – il 71% degli investimenti sostenuti nel periodo sono di natura sostenibile e consentono ad Iren di procedere rapidamente verso il raggiungimento dei target di piano industriale in materia di economia circolare, con il recupero di materia per oltre 560 tonnellate di rifiuti, di transizione energetica, con la nuova capacità rinnovabile, e di tutela della risorsa idrica, con il 71% delle reti idriche distrettualizzate.

Nel corso della call conference con analisti e investitori, inoltre, Dal Fabbro ha rimarcato la priorità del gruppo verso le fonti rinnovabili, piuttosto che per l’acquisizione di altre reti gas. Affermazione che assume un significato particolare alla luce dell’ordine del giorno alla Camera dei deputati Vinci e Foti di Fratelli d’ Italia, accolto proprio oggi dal ministero dei Trasporti, per una diga di Vetto dimensionata anche in funzione della produzione di energia elettrica.

DAL FABBRO: “LE RINNOVABILI NOSTRA PRIORITA'”. COME L’IDROELETTRICO NELLA DIGA DI VETTO…

“Siamo interessati a guardare alle reti gas limitrofe alle nostre, se c’è sinergia – ha detto il presidente rispondendo alle domande degli analisti – Questo è quanto stiamo osservando ma non è una priorità numero uno per l’azienda. Abbiamo altre mire, come ad esempio le rinnovabili che ci interessano di più ma, laddove ci fossero opportunità per fare sinergie su reti gas già esistenti, le valuteremo ma senza oggi un obiettivo di piano. E’ più una attività opportunistica – – ha concluso che una opportunità strategica”. Perché la strategia guarda indiscutibilmente anche al futuro idroelettrico nell’alta Val d’Enza.


La sede legale di Iren in via Nubi di Magellano a Reggio


GRUPPO IREN: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2024


I Ricavi consolidati al 30 giugno 2024 si attestano a 2.697,6 milioni di euro in diminuzione del -16,1% rispetto ai 3.214,4 milioni di euro del primo semestre 2023. I principali fattori di contrazione del fatturato sono riferibili ai ricavi energetici, influenzati per oltre 320 milioni di euro dalla riduzione dei prezzi delle commodities in corso di normalizzazione dopo la crisi energetica degli ultimi anni, e per circa 48 milioni dai minori consumi ed effetti climatici. Risultano in flessione anche i ricavi correlati alle attività di efficientamento energetico quali le riqualificazioni energetiche degli edifici, a causa del progressivo completamento dei lavori correlati al Superbonus 110% (-190 milioni circa). Infine, le variazioni di perimetro incidono sui ricavi per circa 42 milioni di euro e sono riferibili al consolidamento di Sienambiente (da gennaio 2024) e AcquaEnna (da giugno 2023).


Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 635,8 milioni di euro, in aumento del +4,8% rispetto ai 606,5 milioni di euro del primo semestre 2023. Il primo semestre 2024 è stato caratterizzato da uno scenario energetico meno favorevole rispetto al 2023, da importanti revisioni tariffarie che hanno interessato la BU Reti (con l’aggiornamento positivo dei parametri regolatori), dal pieno recupero della marginalità della Mercato e dall’avvio, seppur ancora non a regime, della fase operativa di alcuni impianti della filiera Ambiente. Per quanto concerne lo scenario energetico il principale fattore caratterizzante il periodo è la flessione del prezzo dell’energia elettrica (-31,6% sul 2023) e quindi dei margini di generazione elettrica e calore; ciò ha comportato un forte impatto negativo sul margine operativo lordo (-71 milioni di euro), parzialmente assorbito (+41 milioni di euro) dalle maggiori quantità prodotte, in particolare legate alla produzione Idroelettrica (+49,2% sul 2023), che ha beneficiato di un miglioramento dell’idraulicità di periodo e del fotovoltaico per l’apporto di nuovi impianti (+48,2% sul 2023). Particolarmente positiva risulta l’attività di commercializzazione, in particolare la vendita di energia elettrica, che ha beneficiato di un importante recupero della marginalità (+45 milioni di euro). Un contributo positivo al margine è generato dalla crescita organica correlata agli incrementi tariffari in conseguenza degli investimenti effettuati sulle reti negli scorsi anni (+ 7 milioni di euro) e alle revisioni tariffarie di inizio anno (+39 milioni di euro), più che compensati dalla flessione della produzione non a regime degli impianti della filiera ambiente (-28 milioni di euro) e dalla fase di conclusione dei cantieri di efficientamento energetico (-31milioni di euro).

Concorrono infine al miglioramento del margine le variazioni di perimetro correlate al consolidamento di Sienambiente (da gennaio 2024) e di AcquaEnna (da giugno 2023), per circa 10 milioni di euro.

La variazione del margine in riferimento alle singole business unit è così suddivisa: in forte miglioramento la business unit Mercato +48,4%, Reti +25,8%, Ambiente -5,6%, Energia -30,1%.


Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 280,6 milioni di euro, in aumento del +13,1% rispetto ai 248,1 milioni di euro del primo semestre 2023. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per circa 33 milioni di euro relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento, minori accantonamenti al fondo rischi per circa 34 milioni di euro, prevalentemente per il venir meno degli accantonamenti straordinari effettuati in conseguenza delle disposizioni del DL “Sostegni ter” nel 2023 e non più ripetibili, e minori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per circa 2 milioni di euro.

L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 145,2 milioni di euro, in crescita (+2%) rispetto ai 143,0 milioni di euro del 30 giugno 2023. La lieve crescita è interamente imputabile all’incremento del tax rate. Lo scorso anno il tax rate del Gruppo era significativamente inferiore, per effetto della non imponibilità dei crediti di imposta riconosciuti a contrasto dei costi dell’energia delle imprese. Il risultato ante imposte (EBT) è infatti in crescita del 12,6% rispetto a quello dello scorso anno.

L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 4.013 milioni al 30 giugno 2024, in lieve scostamento (+2%) rispetto a 3.933 milioni di euro del 31 dicembre 2023. Il flusso di cassa operativo copre interamente gli investimenti tecnici e finanziari del periodo, mentre il capitale circolante netto, che beneficia della cessione dei crediti da Superbonus per quasi 250 milioni di euro, subisce un temporaneo incremento per l’aumento dei crediti da fatture da emettere nei business regolati, nella filiera energetica e inerenti agli investimenti del PNRR.

Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 369 milioni di euro, in calo (-8%) rispetto allo stesso periodo del 2023, di cui 19 milioni di euro inerenti al consolidamento di Sienambiente e 5 milioni di euro inerenti all’acquisto delle autorizzazioni per la costruzione del nuovo impianto agrivoltaico. Gli investimenti del periodo sono stati destinati principalmente alla realizzazione delle infrastrutture previste dai Piani d’ambito del ciclo idrico integrato, all’ammodernamento delle reti gas ed elettriche, all’acquisto di mezzi ed attrezzature della raccolta e alla realizzazione di impianti di trattamento rifiuti e di generazione rinnovabile.


GRUPPO IREN: PRINCIPALI RISULTATI PER AREA DI BUSINESS


(milioni di euro)3/6/202430/6/2023Var. %
Ricavi2.6983.21416,1%
BU Reti (infrastrutture energetiche e idriche)62154513,8%
BU Ambiente6165943,7%
BU Energia (Generaz., TLR, Eff. Energetica)8771.600-45,2%
BU Mercato1.5562.128-26,9%
Servizi e altro181424,1%
Elisioni e rettifiche-990-1.667-40,6%
Margine Operativo Lordo (EBITDA)6366064,8%
BU Reti (infrastrutture energetiche e idriche)23818925,8%
Infrastrutture elettriche44416,6%
Infrastrutture gas484116,8%
Infrastrutture idriche14610736,6%
BU Ambiente125132-5,6%
BU Energia (Generaz., TLR, Eff. Energetica)133190-30,1%
BU Mercato1389348,4%
Energia elettrica603381,4%
Gas e altri servizi786030,0%
Servizi e Altro222,0%
Risultato Operativo (EBIT)28124813,1%
BU Reti (infrastrutture energetiche e idriche)1268448,8%
BU Ambiente2854-48,0%
BU Energia (Generaz., TLR, Eff. Energetica)4873-35,0%
BU Mercato7836(*)
Servizi e Altro11(*)

(*) Variazione superiore al 100%

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