31/7/2024 – Che nella vicenda dei due autovelox sequestrati a Reggio Emilia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cosenza il Comune si ritenga parte lesa, “sembrerebbe inverosimile, considerato che negli appalti di forniture devono essere chiaramente specificati i requisiti dei beni richiesti e, in questo caso, il requisito della presenza dell’omologazione avrebbe dovuto essere l’aspetto principale del contratto”. Lo scrive il deputato reggiano Gianluca Vinci in un’interrogazione presentata alla Camera e rivolta ai ministri della Giustizia, delle Infrastrutture e del made in Italy.
L’esponente di Fratelli d’Italia prosegue affermando nell’atto che “a parere dell’interrogante nella fase di consegna delle apparecchiature si sarebbe dovuto controllare, da parte del responsabile del procedimento o da altra figura allo scopo autorizzata, che caratteristiche previste dalla legge per autovelox fossero effettivamente presenti”. Dunque, secondo Vinci, nonostante il sindaco Marco Massari abbia preannunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo sugli autovelox, sarebbe l’ente locale il responsabile della condotta irregolare “avendo incassato somme non dovute, a differenza degli utenti della strada che in realtà sono coloro che hanno subito il danno”.
In dettaglio a Reggio Emilia sono finiti sotto sigilli e disattivati nei giorni scorsi due apparecchi “T ExSpeed v 2.0”, forniti dalla società Sicursat a fine 2023 e collocati nelle frazioni di Masone e Codemondo. In totale, sono ad oggi stati fatti 15.200 verbali, che secondo il deputato reggiano potrebbero provocare “un possibile danno erariale legato ai ricorsi da parte degli utenti della strada a cui spesso i giudici riconoscono sia l’annullamento delle multe ricevute, che il risarcimento delle spese legali sostenute per i ricorsi”.
Da qui Vinci domanda agli esponenti del Governo se “non sia necessario prevedere iniziative di competenza, anche di carattere normativo, volte a ribadire che le apparecchiature utilizzate e destinate alla determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità devono essere obbligatoriamente omologate da parte del Ministero delle imprese e del made in Italy”.