Saman, funerale senza il popolo: “Sei stata la più forte e coraggiosa” Una stele dettata dal fratello, ma la lapide non ricorda la tragedia. La fiaccolata: video
Il ritratto di Saman installato in piazza a Novellara
La partenza del corteo per Saman dal cimitero di Novellara
26/3/2024 – Oggi pomeriggio, con una cerimonia di rito islamico conclusa prima delle 17, i resti di Saman Abbas sono stati inumati nel cimitero di Novellara in una tomba orientata in direzione della Mecca in angolo prossimo alla tomba del fondatore dei Nomadi Augusto Daolio e vicino ad altri morti giovani. Il feretro, scortato dai carabinieri, era arrivato al cimitero sotto la pioggia .
Un funerale in forma privata e senza il popolo, come annunciato, anche se contro il parere di molti, ma ufficialmente per tutelare il fratello minore Alì Haider, grande accusatore dei genitori condannati all’ergastolo dall’assise di Reggio Emilia. c’era lo Stato, con il prefetto di Maria Rita Cocciufa e c’era la comunità di Novellara rappresentata dalla sindaca Elena Carletti.
Durante il rito presieduto dall’imam Yassine Lafram, presidente Ucoii, presenti una quindicina di persone, è stata posata la terra sulla bara della ragazza 18enne trucidata nella notte del 1° maggio 2021 per avere detto no a un matrimonio combinato: i suoi resti, fatti recuperare dallo zio Hasnain, era rimasti sotto poco più di un metro di terra per un anno e mezzo in un casolare abbandonato a poche centinaia di metri dalla casa dove viveva la famiglia Saman.
Anche il fratello ha partecipato all’antico rito dell’estremo saluto, usando una pala. Alì è rimasto chiuso nel silenzio, come impietrito dal dolore: “Non è riuscito ad esprimersi – ha detto il presidente delle comunità islamiche in Italia – E’ ancora molto provato, sta vivendo con difficoltà l’elaborazione di questo lutto. Il suo silenzio è molto significativo e va assolutamente rispettato”. Il cimitero resta chiuso fino a domani, ufficialmente per realizzare e murare la lapide.
Accanto alla tomba è collocata una stele con una frase dettata dal fratello: “Sei sempre stata la sorella più forte e coraggiosa“. Sulla stele è incisa la forma di una farfalla stilizzata. Sulla lapide realizzata dal Comune vi è scritto soltanto “Saman Abbas” con le date di nascita (18/12/2002) e di morte (1/05/2021). Nemmeno una parola per ricordare la tragedia, come se fosse un brutto ricordo di cui è bene non parlare, probabilmente per non urtare la suscettibilità delle comunità pakistana e islamica.
L’ epigrafe dettata dal fratello di Saman
Il popolo, tempo permettendo, potrà partecipare invece questa sera alla fiaccolata in memoria di Saman: quasi un rito di espiazione di una comunità che non è riuscita con la sua organizzazione sociale e con le sue “antenne”, che evidentemente non funzionano nelle comunità religiose e tribali immigrate, non ha saputo mettere al riparo Saman da una violenza cieca e spietata.
La fiaccolata – in realtà un corteo senza fiaccole causa maltempo – dal piazzale del cimitero, intorno alle 19 (all’ora della fine del Ramadan) e ha raggiunto piazza Unità d’Italia, nel cuore di Novellara. Dopo un momento di preghiera con tutti i rappresentanti delle confessioni cattolica, islamica, sikh, indù eortodossa presenti nella Bassa reggiana, è stato scoperto il grande ritratto di Saman, installato in un’aiuola della piazza, e composto con migliaia di immagini più piccole di donne reggiane. Al corteo hanno partecipato circa 400 persone.
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