28/3/2024 – Pesante diminuzione dei ricavi (-17,5%) a 6 miliardi 490, 4 milioni di euro, e nuovo balzo dell’indebitamento finanziario netto, che arriva a sfiorare i 4 miliardi di euro con un incremento del 17,5 %, che curiosamente è identico in percentuale al crollo dei ricavi. Questi principali risultati 2023 del gruppo Iren, approvato oggi dal Cda riunito nella sede legale di Reggio Emilia.
Iren ha ormai da tempo ha assunto le dimensioni di un gigante economico del Nord: il numero complessivo dei dipendenti del gruppo a fine 2023 risulta superiore alle 11.000 persone, con un incremento di 420 presenze nel corso dell’anno.
Alla chiusura della giornata borsistica di Milano, il titolo Iren è rimasto stabile a 1,894 euro, sui valori della giornata precedente e in linea con la media del listino.
Ma se il contesto macroeconomico continua a flagellare i conti della multiutility Torino-Genova-Emilia, la cui stabilità è in questa fase assicurata dalla liquidità di origine bancaria, i soci pubblici possono sorridere una volta di più.
Il Consiglio di amministrazione ha infatti deciso di proporre alla prossima assemblea dei soci un dividendo pari a 0,1188 euro per azioni, in incremento di +8% rispetto al dividendo precedente. Per il Comune di Reggio Emilia e i Comuni della Provincia, corrisponde a 17 milioni 988 euro 996. Una vera boccata d’ossigeno per piazza Prampolini, il cui indebitamento con gli ultimi bilanci è aumentato in maniera molto significativa.
Ma ecco la sintesi del progetto di bilancio, diffusa oggi dal gruppo Iren
- Nonostante il permanere di un contesto macroeconomico volatile, si registra un Margine Operativo Lordo (EBITDA) di 1.197 milioni di euro, in crescita del 13,5% rispetto a 1.055 milioni di euro al 31/12/2022. L’incremento dell’EBITDA è principalmente determinato dal pieno recupero della Business Unit Mercato, dalla generazione idroelettrica e dalla piena contribuzione delle società integrate (SEI Toscana e Acquaenna).
- L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 255 milioni di euro in crescita del 12,8% rispetto a 226 milioni di euro al 31/12/2022.
- Indebitamento finanziario netto di 3.932 milioni di euro in crescita del 18% rispetto a 3.347 milioni di euro al 31/12/2022. L’incremento del debito, per effetto degli investimenti del periodo, è avvenuto in maniera proporzionale alla crescita dell’EBITDA.
- Investimenti lordi di 934 milioni di euro, di questi 867 milioni di euro sono stati destinati all’efficientamento delle reti di distribuzione, allo sviluppo degli impianti di trattamento rifiuti e all’incremento della capacità di generazione rinnovabile.
- Dividendo pari a 0,1188€/azione, in crescita dell’8% rispetto al dividendo 2022.
- Positive le performance ESG con la raccolta differenziata in crescita, che supera il 71%, le perdite idriche in riduzione, pari al 30,4%, e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in aumento del 35% rispetto al 2022.
Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo, ha dichiarato che i risultati del 2023 “evidenziano ancora una volta la validità del modello di business di Iren e la capacità di adattarsi rapidamente alle mutazioni dello
scenario macroeconomico, climatico ed energetico, fornendo ai clienti e cittadini servizi di sempre
maggior qualità. I risultati appena approvati ci consentono di proporre un dividendo per i soci in forte crescita dell’8% e pari a 11,88 c€/azione, con un pay-out del 60%. Nonostante gli importanti investimenti che ci hanno permesso di raggiungere il target di capacità rinnovabile pari a 800MW e l’avvio di nuovi impianti per l’economia circolare, siamo riusciti, grazie ai flussi di cassa generati e all’ottima gestione del capitale circolante netto, a contenere l’incremento dell’indebitamento mantenendo il rapporto IFN/EBITDA pari a 3,3x”.
Infine “comunichiamo con orgoglio di aver effettuato oltre 1.100 assunzioni nel corso dell’anno appena
concluso.”
“Chiudiamo il 2023 con diversi indicatori ESG in anticipo rispetto ai target fissati nel Piano Industriale– ha dichiaratoa sua volta il vicepresidente di Iren, il manager reggiano Moris Ferretti – Mi riferisco ad esempio al superamento del 71% di raccolta differenziata nei territori storici, all’incremento del 15% dell’energia rinnovabile venduta ai clienti finali e alla riduzione delle perdite idriche pari a circa 30%. È stato un anno importante anche grazie al rafforzamento delle attività in Toscana, come ad esempio il consolidamento delle attività di Sienambiente. Questi risultati sono il frutto del lavoro di oltre 11.000 persone, in aumento di 421 unità rispetto al 2022, che quotidianamente si dedicano allo sviluppo dei territori, supportandoli concretamente e dimostrando quanto Iren possa essere il partner di riferimento delle amministrazioni per i grandi progetti.”
L’ANALISI
I Ricavi consolidati al 31 dicembre 2023 si attestano a 6.490,4 milioni di euro in diminuzione del -17,5%
rispetto ai 7.863 milioni di euro dell’esercizio 2022. I principali fattori di contrazione del fatturato sono
riferibili ai ricavi energetici (-24,8%) influenzati per oltre 1.229 milioni di euro dalla riduzione dei prezzi delle commodities e per circa 286 milioni di euro alla riduzione dei volumi per l’effetto climatico, con un
inverno molto mite, e per la riduzione della domanda energetica.
Ma appare preoccupante anche la contrazione degli incassi, resa evidente dalla drastica diminuzione dei ricavi della business Unit Mercato, che in un anno ha perso 1 milione 306 milioni di euro. Un risultato dovuto a componenti congiunturali (una certa politica di contenimento delle tariffe rispetto ai costi, l’aumento degli insoluti delle famiglie, i ritardi di pagamento degli enti pubblici, in particolare il comune di Torino), e strutturali, come la perdita di quote di mercato a causa di una concorrenza particolarmente agguerrita.
Contribuiscono invece positivamente alla variazione del fatturato le attività di efficientamento energetico quali le riqualificazioni energetiche e le ristrutturazioni degli edifici, favorite dalle agevolazioni fiscali (+115 milioni circa). Infine, le variazioni di perimetro incidono sui ricavi per circa 140 milioni di euro e sono riferibili al consolidamento di Valle Dora Energia (da giugno 2022), SEI Toscana (da luglio 2022) e AcquaEnna (da giugno 2023).
Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 1.196,9 milioni di euro, in aumento del +13,5% rispetto
ai 1.054,7 milioni di euro dell’esercizio 2022. Influiscono positivamente sul margine di periodo la
variazione del perimetro di consolidamento per circa 25 milioni di euro (prevalentemente riferibili alla
società SEI Toscana), la crescita organica correlata agli incrementi dei ricavi tariffari nei servizi di
distribuzione e l’entrata in esercizio dell’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti
(Forsu) di Reggio Emilia. L’attività di commercializzazione sia dell’energia elettrica che del gas ha
beneficiato del pieno recupero della marginalità (+189 milioni di euro), che nel corso dell’esercizio 2022
era stata particolarmente penalizzata dalle dinamiche dello scenario energetico.
Un sostanziale miglioramento si è conseguito anche in riferimento allo scenario della generazione (+61 milioni di euro circa) in cui l’andamento dei prezzi di vendita dell’energia idroelettrica e il margine della cogenerazione elettrica hanno consentito di assorbire la forte contrazione delle opportunità sul mercato del dispacciamento MSD, peraltro in forte riduzione anche a livello nazionale. Di contro, l’esercizio 2023 è
stato caratterizzato da un andamento contrastato dei volumi energetici dove ad un importante aumento dei volumi di generazione elettrica da fonte termoelettrica ed idroelettrica, quest’ultima conseguente ad una buona idraulicità del periodo, si contrappone una sostenuta riduzione dei volumi venduti di calore come conseguenza dell’andamento climatico mite e una riduzione dei consumi unitari conseguenti ai provvedimenti “caro bollette”. Incidono negativamente sul margine del periodo anche i maggiori costi per effetti inflattivi che saranno recuperati, nei settori regolati, nei prossimi periodi tariffari e la minor disponibilità di alcuni impianti di trattamento rifiuti per attività manutentive. Complessivamente il margine in riferimento alle singole business unit è così suddiviso: in forte miglioramento la business unit Mercato (con un incremento superiore al 100%), Energia +4,2%, Ambiente -7,1%, Reti -9,3%.
L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 254,8 milioni di euro, in aumento (+12,8%)
rispetto al risultato al 31/12/2022. Il dato 2023 è influenzato da un incremento di circa 31 milioni di
euro di oneri finanziari, dovuti ai maggiori interessi passivi da indebitamento e agli oneri di cessione dei
crediti fiscali da Superbonus, parzialmente compensato da maggiori proventi finanziari per 14 milioni
di euro. Le imposte sul reddito pari a 97 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 2022, beneficiano
dell’effetto positivo della non imponibilità dei crediti di imposta, a contrasto dei costi dell’energia delle
imprese energivore. Inoltre, il dato 2023 si confronta con il risultato 2022 che includeva maggiori oneri
finanziari su derivati per 21 milioni, a seguito della modifica regolatoria inattesa dell’indice ARERA per
gas e calore (da Pfor a PSV) e l’intero impatto negativo del Contributo di solidarietà stimato pari a 27
milioni di euro, di cui 3 milioni di euro relativi alla Legge di Bilancio 2023.
L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 3.931,8 milioni al 31 dicembre 2023, in incremento
(+17,5%) rispetto al dato del 31 dicembre 2022. Al riguardo, gli investimenti realizzati nel periodo hanno
contribuito alla crescita del debito netto che è rimasto contenuto grazie ad azioni di ottimizzazione del
capitale circolante, tra cui migliori condizioni di pagamento della fornitura di gas, e la cessione dei
crediti relativi ai lavori di efficientamento energetico (Superbonus 110%). L’incremento del debito è
proporzionale alla crescita dei risultati operativi del Gruppo, confermando il rapporto IFN/EBITDA pari
a circa 3.3x, in linea con gli obiettivi di sostenibilità finanziaria definiti a Piano.
Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 933,5 milioni di euro, in calo (-22,7%) rispetto
al 2022, di cui 867 milioni di euro di investimenti tecnici e 67 milioni di euro di investimenti relativi ad
operazioni M&A. Il dato dello scorso anno era superiore principalmente per la componente di
investimenti inorganici che aveva visto, tra l’altro, l’acquisizione dei parchi fotovoltaici di Puglia Holding.
Detti reggiani della nonnina
29/03/2024 alle 08:09
Cuor contento il ciel l’aiuta ..e una banana in tal kul fink’la dura.
Acqua sporca
29/03/2024 alle 14:35
Mi pare che dai dati di borsa Iren abbia quasi 12 miliardi di capitalizzazione.
Utile dato…..,…non vedo perdite.