4/2/2024 – Disastro ecologico sul Monte Cusna, a 1.800 metri di altitudine, in un delle zone di m aggior pregio naturalistico del Parco nazionale Appennino tosco emilia. Un vasto incendio in corso dal pomeriggio di ieri ha incenerito decine di ettari, almeno 28 secondo una stima provvisoria, di praterie di alta quota: un habitat di particolare valore naturalistico e inserito nelle Zone speciali di conservazione della Rete Natura 2.000.
Natura 2.000 è la rete ecologica europea che intende preservare a lungo termine gli habitat naturali e le specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario e compresi nel perimetro del Parco nazionale dell’Appennino. Da ieri i Vigili del fuoco sono impegnati a monitorare il lungo fronte dell’incendio, e da questa mattina intervento con lanci d’acqua dall’elicottero.
Le fiamme si sono sviluppate poco dopo le 16 di ieri sopra Costa delle Veline, nel comuine di Ventasso (territorio di Ligonchio) nei pressi del sentiero 623 che sale al rifugio Battisti, all’incrocio col 627 che sale verso il Cusna. Un innesco non causale: difficile dire se si sia trattato di un atto doloso, certamente l’incendio non è di origini naturali. Forse la causa un’azione imprudente, che l’accensione di un piccolo fuoco da parte di qualche escursionista, o un fuoco d’artificio e un razzo luminoso. Non è nemmeno da escludere un’esplosione. Stadi fatto che la siccità e il vento hanno spinto le fiamme in alto, rendendo il rogo incontrollabile anche nella notte.
Non nasconde la costernazione il direttore del paco nazionale, Giuseppe Vignali: “E’ uno dei più vasti incendi degli ultimi decenni sul Cusna – spiega – in un area dalla morfologia complessa, lungo il versante destro della valle dell’Ozola, a ridosso del crinale del Monte Cusna, nella quale si sovrappongono ghiaioni ripidi a praterie con graminacee e brughiera con mirtilli, salici e ginepri nani. Siamo proprio al limitare di un bellissimo bosco di faggio, tra quelli di maggior pregio del nostro Parco, ma il vento forte che spirava da sud ovest ha spinto l’incendio verso la vetta del Cusna dove è arrivato in poche ore, con le fiamme che hanno letteralmente saltato macchie di neve e cordoni rocciosi”.
“Desideriamo ringraziare l’intervento dei Vigili del Fuoco, nella mattinata di oggi ancora impegnati con lanci d’acqua prelevati dal bacino a servizio della Centrale idroelettrica di Ligonchio e che intendono scongiurare che il fuoco possa riavviarsi interessando anche la parte forestale, gli operatori del Saer (soccorso alpino, ndr.) e i Carabinieri forestali che stanno presidiando la zona e quali competono le indagini”.
Conclude Vignali: “Come Parco nazionale dobbiamo evidenziare che la combinazione tra una frequentazione sempre più intensa delle nostre montagne e il cambiamento climatico in atto che purtroppo ci riserva intensi periodi di siccità, crea situazioni di grave pericolo. Da qui il nostro invito a essere estremamente prudenti: può bastare davvero poco a innescare incendi dalle conseguenze disastrose.
Di solito in questo periodo dell’anno il Cusna era bianco e completamente innevato, invece, ora lo vediamo nero e bruciacchiato. È un’immagine triste che ci ricorda che i tempi sono cambiati e che dobbiamo aumentare molto la nostra attenzione verso pericoli nuovi che solo qualche decennio fa non esistevano”.