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Il governo: “Diga di Vetto una priorità
La Camera approva odg Cavandoli
Bando Bonifica: verso proroga dei termini?

29/1/2023Diga di Vetto: oggi la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno, prima firmataria la deputata parmigiana Laura Cavandoli ,che impegna il governo “a monitorare tutte le fasi di progettazione, affidamento e realizzazione” del grande invaso dell’val d’Enza “a scopi multipli”, atteso da oltre 150 anni e che oggi si rivela essenziale per salvare la produzione del foraggio da prati stabili destinato al miglio Parmigiano-Reggiano.

L’odg, approvato in aula come emendamento alla legge di Bilancio. precisa che l’invaso “dovrà essere dimensionato per una disponibilità di almeno 100 milioni di metri cubi di acqua“.

Una manifestazione per la Diga di Vetto

La parlamentare della Lega, in una dichiarazione diffusa dopo il voto giudica positivamente che “l’esecutivo abbia sottolineato la priorità e la necessità di questo intervento per il territorio, e che la diga abbia dimensioni rilevanti, ottimizzando e massimizzando i volumi da invasare, “in modo da garantire le esigenze irrigue, idropotabili e industriali senza deficit” (così l’odg approvato, ndr.). Una risposta importante, concreta – aggiunge Cavandoli – sostenuta dal Ministero Infrastrutture e Trasporti di Matteo Salvini, e che dimostra la grande attenzione della Lega alle esigenze fondamentali del territorio per le sue attività produttive e per i cittadini”. 

Intanto potrebbe avviarsi verso una proroga il termine del bando di gara della Bonifica Emilia Centrale per il nuovo rapporto preliminare alla progettazione della diga di Vetto. Il termine della gara, fissato al 15 gennaio, ha messo in imbarazzo diversi consiglieri (che, riuniti l’11 dicembre, non sapevano che il bando era già pronto per la pubblicazione, e ora chiedono chiarimenti al direttore generale della Bonifica) e suscitato malumori fra gli studi specializzati, costretti a rinunciare alla gara a causa del pochissimo tempo a disposizione. La gara è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre, ma in realtà gli atti sarebbero disponibili al link citato nel bando dall’antivigilia di Natale.

Ma, dicevamo, sembra che si vada verso una proroga dei termini, similmente a come è accaduto per bandi analoghe in Piemonte. Se così fosse, attendiamo le doverose scuse del presidente neoeletto della Bonifica per aver insinuato di “gravi illazioni” dei media.

(Pierluigi Ghiggini)

L’ ODG CAVANDOLI APPROVATO DALLA CAMERA COME EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI BILANCIO


La Camera, premesso che

  • il disegno di legge contiene una serie di misure per il potenziamento degli investimenti;
    ad aprile 2023 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha autorizzato l’impegno di spesa in conto residui, a favore dell’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po per 3 opere, incluso un finanziamento di 3,2 milioni di euro per la realizzazione del Progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) dell’invaso a scopi plurimi in ambito montano e altre azioni sinergiche per il soddisfacimento dei fabbisogni idrici della Val d’Enza, nelle province di Reggio Emilia e Parma, comunemente nota come Diga di Vetto;
        
  • è stata firmata una convenzione tra il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale e l’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po, la regione Emilia-Romagna, la Bonifica Parmense ed ATERSIR finalizzata alla predisposizione del Progetto di fattibilità tecnico economica (PFTE) e del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), che precede il PFTE;
        
  • in base a tale convenzione il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale (CBEC) ha l’onere di procedere, in qualità di soggetto attuatore, all’espletamento della procedura per l’affidamento del servizio relativo alla redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP);
        
  • tale servizio è oggetto di cofinanziamento con fondi messi a disposizione da parte della regione Emilia-Romagna (euro 300.000), del CBEC (euro 120.000) e del Consorzio di Bonifica Parmense (euro 80.000);
        
  • con deliberazioni del comitato amministrativo del Consorzio CBEC, n. 574 del 28 novembre 2023 e n. 625 del 19 dicembre 2023, è stato approvato l’avvio della gara per l’affidamento del servizio di redazione del DOCFAP, mediante procedura aperta telematica europea, ai sensi degli articoli 70 e 71 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa a prezzo fisso, pari ad euro 394.002,40, sulla base del quale gli operatori economici competeranno solo in base a criteri tecnici qualitativi e quantitativi;
       
  •  la gara si svolge con termini ridotti per rispettare l’aggiudicazione del servizio entro il termine massimo del 20 febbraio 2024, pena la perdita del finanziamento, e il termine previsto per l’espletamento del medesimo servizio è pari a 10 mesi;
  • sono necessarie misure intese a favorire l’accelerazione delle attività di tutte le fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione dei necessari interventi per la realizzazione dell’invaso a scopi plurimi della Val d’Enza, mantenendo la priorità già assegnata fino ad oggi da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  • per le necessità del territorio, l’invaso dovrà essere dimensionato per una disponibilità di almeno 100 milioni di metri cubi di acqua per poter soddisfare appieno le esigenze irrigue, idropotabili e industriali,

  • impegna il Governo
    a monitorare lo svolgimento delle attività amministrative per la realizzazione di tutte le fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione dei necessari interventi, mantenendo la priorità per la realizzazione dell’invaso a scopi plurimi della Val d’Enza, che dovrà essere dimensionato per una disponibilità di almeno 100 milioni di metri cubi di acqua, per poter soddisfare appieno le esigenze irrigue, idropotabili e industriali dell’area. (Cavandoli).
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4 risposte a Il governo: “Diga di Vetto una priorità
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  1. Lino Franzini Rispondi

    29/12/2023 alle 20:05

    Quando leggo il nome del Consorzio di Bonifica la memoria mi riporta al grande Consorzio delle Bonificazioni Bentivoglio Enza degli anni ’70/80/90, che su proposta del Ministro dell’Agricoltura, Giovanni Marcora, dopo l’esondazione dell’Enza a Casaltone di Sorbolo del 1972, fu affrontato il problema idrico delle terre del Parmigiano Reggiano e il problema della laminazione delle piene; questo portò alla progettazione della Diga di Vetto da 130 milioni di MC di cui 100 di disponibilità idrica e 30 di potere di laminazione, opera che avrebbe provveduto a dare acqua ad usi plurimi e una capacità di laminazione pari a 30 milioni di mc per affrontare la così detta “piena millenaria”.
    Ora, dopo 34 anni si legge sui mass media che è stata indetta una gara per un DOC.FAP, al fine di individuare le necessità idriche in Val d’Enza e la verifica di un potenziale invaso sull’Enza o altre opere, ma su questa gara, indipendentemente dai fabbisogni idrici o delle località delle opere, ci auguriamo che sia indicato il potere di laminazione di almeno 30 milioni di mc. per dire “basta” alle esondazioni a Valle, il 1972 e il 2017 dovrebbero bastare.
    Non entro nel merito delle illazioni a cui accenna il Consorzio di Bonifica e da parte di chi, posso solo dire che da parte del Comitato della Diga di Vetto e da parte della Municipalità di Ramiseto di Ventasso che rappresento, che non abbiamo alcun potere di incidere su certe scelte, ma riteniamo giusto e corretto, come chiunque, vigilare sulla regolarità degli appalti e diremo la nostra in merito alle scelte che saranno proposte, ma lo faremo senza alcuna illazione.
    In merito alla gara del DOC.FAP, come tanti, prendiamo atto di ciò che si vocifera; che i tempi concessi per la gara sono stati troppo compressi, ridotti al minimo, anche per il periodo di Natale e Capodanno; inoltre sembra che le Società interessate a questa gara, hanno potuto prendere visione della documentazione con un certo ritardo; questo potrebbe essere una motivazione per un eventuale “Esposto” alla Procura, all’Autorità di Bacino, al Consorzio di Bonifica e al MIT, al fine di dare la certezza che tutte le Società interessate possano partecipare, ed evitare che alcune Società siano avvantaggiate rispetto ad altre.
    Nell’occasione voglio fare presente che la Diga di Vetto da 130 milioni di metri cubi fu frutto di una gara “al ribasso”; più volte l’ing. Clerici di Milano mi fece presente che valutando i “Costi Benefici” dell’opera, a Vetto sarebbe stato corretto realizzare una diga da 150 milioni di metri cubi più i 30 di laminazione.

  2. Lino Franzini Rispondi

    29/12/2023 alle 21:16

    Grazie di cuore alla deputata Laura Cavandoli per il sostegno alla Diga di Vetto; la Diga è una speranza per i paesi montani della Val d’Enza, per il mondo agricolo, per i paesi a valle a rischio esondazione come già successo nel 1972 e nel 2017 e per il miglioramento del clima, la Diga di Vetto eviterebbe l’immissione in atmosfera di 52.000 ton. di CO2 e la riduzione del consumo di energia per pompaggio delle acque da Po e da falda.
    Iniziamo a vedere i frutti di un Governo del fare, almeno le cose indispensabili.
    Oggi avere una località come la Stretta di Vetto e non utilizzarla per un invaso di almeno 150 milioni di metri cubi è veramente inconcepibile, ora più che mai per i cambiamenti climatici, per i fabbisogni idrici ed energetici e per la laminazione delle piene.
    In questi giorni si parla di DOC.FAP per le risorse idriche in Val d’Enza, come se fosse una cosa innovativa; a volte mi sembra si cambi nome alla documentazione solo per prendere tempo e spendere dei soldi; ai miei tempi il DOC.FAP si chiamava semplicemente “Studio di Prefattibilità”, conservo ancora lo Studio di Prefattibilità fatto da Enel sulla Diga di Vetto per definire le varie ubicazioni della Centrale Idroelettrica e quali turbine installare; questo Studio di Prefattibilità aveva individuato due località di dove posizionare la Centrale.
    Purtroppo fino a quando i No a tutto avranno il potere di condizionale certe scelte, l’Italia continuerà ad andare a rotoli.
    Ora è iniziato l’iter della gara del DOC.FAP; sembra che sui tempi concessi alle Società interessate e alla documentazione allegata si riscontrano varie lamentele, restiamo in trepida attesa dell’aggiudicazione, salvo esposti alla Procura o al MIT da parte di qualcuno.
    Grazie a Reggio Report

  3. Lino Franzini Rispondi

    29/12/2023 alle 21:44

    Ci terrei a dare alcune informazioni derivanti da documentazione ufficiale del Ministro dell’Ambiente a ricevimento del VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
    A Pag. 9 nella relazione del Ministro si legge pari pari:
    – Per sopperire ai fabbisogni individuati, specie per gli usi idropotabili, l’acqua del fiume Po non risulta economicamente sfruttabile e stante il livello di inquinamento …..
    – limitare i prelievi delle acque sotterranee allo scopo di stabilizzare i livelli di falda …….
    – a fronte dei diversi fabbisogni vanno accumulati volumi d’acqua garantiti solo se la Diga ha dimensioni confrontabili con quelle definite dal progetto.
    Ma la cosa che dovrebbe far capire all’Autorità di Bacino come stanno le cose è il seguente passaggio riportato sull’Appendice “B” del Ministro dell’Agricoltura:
    – in conclusione l’Autorità di Bacino del Po ritiene che la realizzazione dell’invaso di Vetto sul fiume Enza sia compatibile con i criteri e gli obiettivi del Piano di Bacino del Fiume Po …….
    Credo che questi passaggi dovrebbero far capire tante cose a chi dovrebbe decidere.

  4. Fausto Poli Rispondi

    30/12/2023 alle 16:31

    Magari la svolta e’ vicina. Se sara’, anche le economie di partito se ne gioveranno. Qui conta il fatto, il realizzato. Porterebbe occupazione, e niente prosopopea. A presto.

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