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Farine di insetti, nuovi dubbi
I pediatri le sconsigliano per i bambini

29/11/2023 –  La questione delle farine di insetti nell’alimentazione è tornata a galla, insieme a nuovi dubbi, in un articolo che sta per essere pubblicato su una rivista scientifica, l’Italian Journal of Pediatrics. Un gruppo di ricercatori coordinato dal dottor Lorenzo Norsa , responsabile dell’area Nutrizione della Sigenp (Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica), in esso conclude che, sulla base delle attuali conoscenze, sono necessarie “ulteriori ricerche prima di pronunciarsi su un possibile uso per la dieta dei bambini, a causa di prove insufficienti sui benefici nutrizionali e sulle possibili allergie alimentari“. 

Tra febbraio 2022 e febbraio 2023 la Commissione Europea aveva autorizzato l’immissione nel mercato europeo di quattro Novel food, cioè “alimenti che non erano diffusi in Europa prima del maggio 1997 ma che venivano consumati in Paesi extraeuropei da almeno 25 anni“: in pratica  si tratta delle farine di insetti, di cui si è molto discusso. Sono, per la precisione, alimenti a base di Acheta domesticus (grillo domestico) congelato, essiccato e in polvere; Locusta migratoria congelata, essiccata e in polvere; Tenebrio molitor (tarma della farina) congelata, essiccata e in polvere; polvere parzialmente sgrassata sempre di Acheta domesticus (grillo domestico) e di Alphitobius diaperinus, un’altra larva.

La decisione era stata presa sulla base dei lavori condotti e pubblicati dal Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens (NDA) della European Food Safety Authority (EFSA): le relazioni di tale commissione giudicavano questi nuovi alimenti sicuri e consumabili, con una sola eccezione: le larve della farina. Ne veniva infatti sconsigliata l’assunzione nei minori di 18 anni perché pare possano causare più facilmente reazioni allergiche rispetto ad altri tipi di insetti.

 “L’area di Nutrizione della nostra Società scientifica – sottolinea il professor Claudio Romano, Presidente Sigenp – ha però voluto approfondire le possibili conseguenze della immissione sul mercato dei prodotti a base di insetti, valutando e discutendo tutte le evidenze presenti nella letteratura scientifica. ciò non solo per chiarirne ogni aspetto relativo alla sicurezza, ma anche i reali benefici derivanti dal loro consumo da parte dei bambini italiani. Cosa secondo noi necessaria anche perché le evidenze disponibili derivavano da esperienze effettuate in Paesi in via di sviluppo, in cui la supplementazione con nuovi alimenti naturali a base di insetti era stata attuata nell’ambito di programmi di prevenzione della malnutrizione e di deficit di macro e micronutrienti. Quindi su soggetti con problemi molto diversi dai nostri”. 

I ricercatori hanno esaminato tutta la letteratura scientifica oggi disponibile sull’argomento, hanno fatto le loro valutazioni, e alla fine qualche dubbio è rimasto.

 “Il potenziale di questi alimenti per prevenire la fame e la carenza nei paesi a basso reddito è indiscutibile – dice il dottor Lorenzo Norsa. “Tuttavia, una certa cautela è necessaria se si parla bambini sani e ben nutriti come sono, in generale, i nostri: occorre chiarire meglio quale sia il reale assorbimento di nutrienti come proteine e ferro che dovrebbero essere contenuti in alta percentuale nelle farine a base di insetti, mancano prove sui loro benefici nutrizionali. Infine, può esserci un rischio di allergie per i bambini più piccoli che non sono stati esposti ad altri tipi di allergeni alimentari come crostacei o polvere di acari. In conclusione, nonostante la sicurezza certificata dal panel EFSA, dovrebbe essere prodotta qualche evidenza in più prima di inserire questo novel food nella dieta dei bambini su larga scala”. 

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2 risposte a Farine di insetti, nuovi dubbi
I pediatri le sconsigliano per i bambini

  1. Le rose. Rispondi

    29/11/2023 alle 16:53

    Farina di insetti ?

    Ma quando mai ?

  2. MB Rispondi

    30/11/2023 alle 22:08

    Devo ammettere, che la farina derivante da insetti o la carne sintetica sono cibi che mi lasciano perplesso e di cui fatico ad avere fiducia. Articolo molto interessante ed esaustivo anche sotto il profilo del principio di precauzione, complimenti. Comprendo il progresso della scienza e l’opportunità di avere cibo a sufficienza per la popolazione mondiale che cresce. Il progresso non si ferma e nessuno vuole ostacolarlo, ma chiedere di fermarsi un attimo a riflettere penso proprio si possa farlo. Credo poco al racconto che questi cibi possano rappresentare una possibile soluzione per le popolazioni povere che soffrono la fame o per le maggiori richieste di cibo in rottura con la disponibilità naturale. Questi alimenti e in particolare la carne sintetica, sono frutto di studi, ricerche, investimenti miliardari e di brevetti esclusivi in mano a società private. Le società più importanti che operano ed investono in questo nuovo settore alimentare, sono controllate da grandi potentati, fondi d’investimento o multinazionali. Logico che chi ha investito miliardi di dollari in queste ricerche e negli impianti produttivi tecnologicamente avanzati e costruiti appositamente, non regalerà il risultato dei propri ingenti investimenti al bene collettivo mondiale supremo e rinunci al business che sta costruendo in attesa della maturità del mercato. In alcuni casi, come nel nostro paese, esistono anche piccole società che ci provano con scarso successo e attingono anche a contributi pubblici, agevolati o fondo perduto. In questo caso ho una riserva etica e politica. Infatti non capisco la ragione per cui lo Stato dovrebbe dare soldi pubblici ai privati che poi brevettano il risultato dell’investimento e mettono a reddito per se stessi, incassando gli utili e senza investire adeguate risorse proprie. A volte ed è il caso anche peggiore queste società incassano i contributi e non riescono a produrre nulla se non la loro sopravvivenza societaria. Una logica del profitto e di ricorso al denaro pubblico sui cui invito a riflettere e in particolare la sinistra. Nei mesi scorsi Coldiretti ha presentato una propria petizione contro il cibo sintetico sostenendo tutte le conseguenti e connesse iniziative di sensibilizzazione attinenti ai pericoli del cibo sintetico ed avvalorate anche dal mondo accademico e scientifico. Quanto leggo conferma la tesi Coldiretti. Diversi consigli comunali tra cui quello di Reggio Emilia hanno deciso di aderire pienamente alla petizione di Coldiretti e hanno votato appositi ordini del giorno votati da una larghissima maggioranza bipartisan. Escludendo i soliti estremisti di sinistra dello sbrago tutto, populisti pentastellati e opportunisti di +E. Nell’O.d.G. del Comune di Reggio è stato deliberato di adottare, nel rispetto delle competenze, tutti i provvedimenti utili al sostegno della petizione Coldiretti contro il cibo sintetico fornendo, a tal fine, specifiche direttive ai competenti uffici e servizi del Comune anche per la sollecita trasmissione della deliberazione di cui all’oggetto al Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il Governo nei giorni scorsi ha poi varato una legge specifica al riguardo. C’è un però classico italiano e si manifesta in sala tricolore, con il voto contrario del Consigliere Comunale di +Europa, Giacomo Benassi, giovane imprenditore che, guarda caso, da quanto si apprende dagli organi d’informazione, è a capo di una start up che si occupa proprio di ricavare farina dagli insetti. Azienda tra l’altro beneficiaria di contributi pubblici. In questa Società compaiono anche altri soggetti politici quali il portavoce comunale dello stesso partito di Benassi, il padre, consigliere comunale a Carpineti e un alto dirigente locale di Italia Viva. Niente di illegale ci mancherebbe altro, ma dal punto di vista della opportunità lascio giudicare. Il Consigliere Giacomo Benassi durante la discussione dell’OdG di appoggio alla mozione di Coldiretti, anziché uscire dall’aula dichiarando, se non il suo conflitto d’interesse, quanto meno la sicura inopportunità è invece rimasto in aula e ha addirittura preso la parola con calore contro la mozione della Coldiretti e il voto bipartisan all’OdG! Tutti penseranno che ha solo voluto anticipare ciò che sarebbe accaduto nei giorni scorsi e cioè la brutta provocazione di Della Vedova, parlamentare del partito della Bonino, al Presidente Prandini di Coldiretti che ha reagito in modo brusco, ma invece come al solito le cose nella nostra città sono più semplici e chiare. Ora mi chiedo come posso fare affidamento su chi politicamente prende decisioni anche per me nelle sedi preposte su argomenti delicati per la salute se lo fa influenzato dalla tipologia del suo lavoro e poi leggere questo vostro articolo? Il nostro paese è famoso nel mondo per le proprie produzione agroalimentari di alta qualità e di grande storia e tradizione e Reggio Emilia è un territorio molto produttivo in questo campo e in conseguenza la politica locale deve essere ferma e non prestarsi a contraddizioni. Le posizioni provocatorie ed imbarazzanti lasciamole a +E e amici populisti ed estremisti. Io non comprerò e mangerò mai Farina da insetti o carne prodotta in laboratorio. Nemmeno al mio gatto la farò mangiare e controllerò l’etichetta ingredienti da ora in poi!

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