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Restaurata (finalmente) la casa dell’ Ariosto
Il Mauriziano riapre le porte alla città. FOTO
Domenica 10 l’Orlando senza barriere. Festa d’autunno il 17

10/9/2023 – Riapre le porte alla città il complesso monumentale del Mauriziano, dimora di Ludovico Ariosto (che nacque a Reggio Emilia l’8 settembre 1474), dopo importanti lavori di restauro e riqualificazione della Villa e del Parco, realizzati nell’ambito del progetto nazionale Ducato Estense, a risarcimento di un lungo periodo di abbandono, compresa l’occasione perduta del 500mo dell’Orlando Furioso…

Il Mauriziano, luogo incantevole ed iconico della cultura italiana, è una villa signorile di origine quattrocentesca nella quale l’Ariosto trascorse la sua infanzia e periodi della giovinezza insieme al cugino Sigismondo Malaguzzi, per diventare poi il buen retiro della sua maturità di scrittore e poeta, lontano dalle incombenze della corte Estense di Ferrara. L‘autore dell’Orlando Furioso, commediografo, funzionario e diplomatico estense, era infatti figlio di Daria Malaguzzi Valeri, nobile reggiana, e del conte Nicolò Ariosto, ferrarese con radici bolognesi, capitano della rocca di Reggio, presidio militare al tempo del duca Ercole I d’Este.

Il forte legame che Ludovico Ariosto preservò verso il Mauriziano  è testimoniato dalla IV Satira, in cui, rivolgendosi al cugino, scrive:

Il tuo Mauricïan sempre vagheggio,

la bella stanza, il Rodano vicino,

da le Naiade amato ombroso seggio”.

Grazie a un finanziamento statale di 700.000 euro riconosciuto al Comune, si sono dunque conclusi lavori di manutenzione straordinaria del verde del Parco e di restauro scientifico e conservativo sull’Arco monumentale di ingresso posto sulla Via Emilia e dei dipinti dei Camerini abitati dal poeta.

Con l’apertura al pubblico, avvenuta venerdì nel giorno del compleanno dell’Ariosto, una tre giorni di festa ha animato il fine settimana al Mauriziano.

Domenica 10 settembre, per tutta la giornata (dalle 10 alle 18) va in scena ‘Orlando senza barriere‘, spettacoli, attività per bambini e passeggiate a cura dell’Asineria ‘Asini di Reggio Emilia’. Alle 17 e di nuovo alle 18 visita teatralizzata ‘Mirabili Stanze‘. La villa sarà visitabile dalle 15 alle 19 (ad esclusione dei momenti di visita teatrale).

l programma di eventi al Mauriziano proseguirà domenica 17 settembre con la ‘Festa d’autunno‘ (ore 10-22), una giornata a palazzo Vecchio dedicata alla tradizione, ai prodotti tipici reggiani, all’ambiente, al benessere e ad attività ludico-didattiche.

Eventi in collaborazione con Teatro del Cigno, Teatro dell’Orsa, Accademia di quartiere, Confraternita dell’Aceto balsamico tradizionale reggiano, Radici del cielo, Api libere, Asineria-Asini di Reggio Emilia, Scout Cngei e Mondattivo (Info almau.re.it).

Domenica 29 ottobre sarà invece possibile sperimentare ‘Furiose interazioni’, un percorso interattivo nell’universo fantastico dell’Orlando Furioso dedicato a bambini (dai 5 anni) e famiglie, realizzato grazie alla collaborazione di Comune di Reggio Emilia, Reggio Children, RE:Lab, Università Suor Orsola Benincasa, Centro di ricerche Scienza nuova, Fondazione Tiche. Il percorso sarà presentato in anteprima giovedì 21 settembre.

Il complesso del Mauriziano, a S. Maurizio di Reggio Emilia (via Pasteur 11) sarà aperto e visitabile tutte le domeniche di settembre e ottobre, dalle 15 alle 18.

La rinascita del Mauriziano, è emerso dai vari interventi, attualizza quella che fu, nell’età dell’Umanesimo e del Rinascimento, la riscoperta della campagna come luogo di delizia, di ozio e attività di svago, di creatività, spiritualità e riposo. Era l’epoca in cui la città murata si apriva verso l’esterno e si realizzavano ambienti signorili come il complesso del Mauriziano, calato in un Parco ‘avvolto’ dall’acqua del Rodano e dell’Ariolo, ricco di verde a giardino e a filari alberati, studiato con una cura che lo inseriva e consentiva di ammirare il vasto paesaggio naturale, costellato un tempo di memorie archeologiche (ora custodite al Palazzo dei Musei) fra le quali passeggiare. Una riscoperta del passato, un passato che ha il sapore del presente e delle aspirazioni delle persone di oggi e di domani.

I RESTAURI

L’ARCO MONUMENTALE – Eretto secondo la tradizione da Orazio Malaguzzi, nella seconda metà del Cinquecento,l’Arcoda cui parte il viale di accesso alla Villa è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo finalizzato a ripristinarne una maggiore ‘espressività estetica’ attraverso il recupero delle cromie originarie degli intonaci, desumibili dalle tracce residue, e dal restauro delle anfore ornamentali in pietra contenute nelle nicchie e delle lapidi marmoree presenti nella parte sommitale, in cui è riportata la scritta Mauriziano. E’ stata inoltre rifatta la copertura e sono stati eliminati gli incongrui coppi di laterizio a protezione degli sporti delle trabeazioni, ora sostituiti con lamine di piombo.

IL PARCO: CURA E INCREMENTO DEL VERDE – Il progetto di riqualificazione del Parco si è concentrato sul viale di accesso dalla Via Emilia, che attraverso l’Arco monumentale raggiunge direttamente la Villa lungo un percorso di 250 metri: il filare di pioppi che lo costeggia, ammalorato dalla presenza di elementi patogeni che ne avevano in parte compromesso la stabilità, è stato interamente sostituto con nuovi esemplari. L’interasse fra le essenze messe a dimora è stato aumentato per recuperare una più ariosa vista prospettica tra i monumenti. Sono stati infine sostituiti i corpi illuminanti per una maggiore integrazione estetica e una migliore luminosità notturna.

Il parco del Mauriziano

Il verde esistente è stato sistemato con il ripristino dei labirinti di siepe rinascimentali in tasso ai lati est e ovest del parco. Sono state inoltre eseguite potature degli alberi, delle siepi e delle quinte arbustive, che saranno ulteriormente sagomate in seguito, una volta che le piante saranno cresciute, per recuperare le forme del verde tipiche dei giardini del Quattrocento.

Agli originali 249 alberi ne sono aggiunti 29, per un totale di 278 essenze presenti. Gli alberi nuovi sono in totale 54, di cui 29 di nuovo impianto, a riempimento di esemplari precedentemente abbattuti e 25 in sostituzione di esemplari esistenti che per gravi condizioni di stabilità sono stati rimossi. L’intervento è stata occasione per posizionare la recinzione a tutela dell’antica tintoria presente nel parco e precluderne accessi impropri.

I DIPINTI 

L’intervento sulla Villa del Mauriziano comprende il restauro scientifico degli apparati decorativi dei cosiddetti tre Camerini – Camerino dell’Ariosto, Camerino dei Poeti e Camerino degli Orazi – già oggetto nel 2017 di opere di messa in sicurezza volte a fissare temporaneamente la pellicola pittorica, preservandola da pericolose perdite.

L’intervento ora concluso ha consentito di liberare i dipinti da ridipinture incongrue, vernici degradate e depositi che si sono sovrapposti negli anni e che ne ostacolavano una piena lettura. Le indagini spettrometriche e chimiche – a cura dell’Università di Bologna, Dipartimento dei Beni Culturali – hanno permesso di conoscere appieno le tecniche pittoriche utilizzate, i pigmenti impiegati e di far emergere dettagli di grande raffinatezza dei disegni preparatori, ora nuovamente apprezzati. Il restauro è stato realizzato dalla ditta Rws di Padova, con direzione operativa del restauratore Fabio Bevilacqua.

Grazie a un progetto di valorizzazione tecnologica cofinanziato dalla Fondazione Tiche, d’ora in poi sarà possibile effettuare una visita guidata ai dipinti restaurati anche in realtà virtuale.

Le tre stanze decorate sono voltate a vela con capitelli pensili (secondo moduli stilistici di matrice ferrarese riferibili al XV e XVI Secolo) e sono caratterizzate da dimensioni contenute e dall’atmosfera intima. Queste stanze costituiscono uno dei rari esempi di architettura rinascimentale conservati in città, in virtù proprio dell’antica presenza del poeta, e possiedono oltre al valore storico-artistico dovuto alla qualità degli spazi decorati attribuiti alla Scuola del maestro del Rinascimento Niccolò dell’Abate, anche un valore letterario e testimoniale del prestigio di Ludovico Ariosto e della famiglia Malaguzzi.

Il progetto è stato inoltre occasione per dare finalmente una lettura completa e definitiva del programma iconografico delle stanze, di interpretazione in parte ancora incerta, grazie alle ricerche storiche di Maria Montanari, storica dell’arte dei Musei Civici di Reggio Emilia. La decorazione pittorica, commissionata da Orazio Malaguzzi e databile 1567-1568, inneggia ai fasti familiari e agli insigni componenti che, grazie alle loro abilità politiche e diplomatiche oltre alla raffinatezza culturale e al profondo amore per le lettere, ne hanno segnato la storia.

IL PERCORSO DEI CAMERINI DELL’ ARIOSTO

Tramite una stretta scala ricavata nell’intercapedine del muro, si accede alla prima stanza detta Camerino dei Poeti, dedicata all’Ariosto. Negli otto riquadri che ornano le pareti, sono raffigurati pittori e poeti antichi e moderni adagiati sulle pendici di Parnasi sormontati dai simboli dei diversi generi letterari. Tra i personaggi raffigurati ritorna più volte la figura di Ariosto, oltre a letterati amici e parenti di Orazio Malaguzzi. Nelle lunette sovrastanti è illustrata la novella di Griselda e Gualtieri, marchese di Saluzzo, ultima novella della Decima giornata del Decamerone di Boccaccio, inneggiante alla figura della donna e ai suoi attributi muliebri.

Il secondo ambiente, detto Camerino dell’Ariosto, identificato dalla storia come lo studiolo del poeta, reca alle pareti una serie di riquadri raffiguranti vedute paesaggistiche che rimandano al Parco antistante la Villa e adiacenze che costituivano le possessioni dei Malaguzzi. Nelle lunette è illustrata la novella di Giletta di Narbona e Beltramo di Rossiglione, novella dedicata ancora una volta all’amore muliebre e all’importanza della prole, che purtroppo Orazio Malaguzzi non avrà mai.

L’ultimo ambiente, detto Camerino degli Orazi, è dedicato interamente alla figura di Orazio e del fratello Flaminio. Tre grandi riquadri alle pareti descrivono il combattimento tra Orazi e Curiazi, Orazio Coclite che preclude agli Etruschi di Porsenna l’accesso al ponte Sublicio, il magistrato che infligge il chiodo nel tempio di Giove. Due riquadri raffigurano ruderi e vestigia romane che restituiscono una raffinatezza culturale e un amore per il mondo antico. Nelle lunette l’illustrazione accorata e partecipe della breve vita del fratello Flaminio Malaguzzi, persona irreprensibile e dedita alle lettere classiche, morto prematuramente all’età di quindici anni.

Esse si contrappongono al resto dell’edificio, ristrutturato nel 1700, e mantengono una quota rialzata rispetto al piano principale della Villa, che si sviluppa su pianta a base quadrangolare con un salone centrale passante sul quale si fonda l’asse di simmetria dell’edificio attorno a cui si articolano i vani laterali. Nonostante le significative ristrutturazioni del Sei-Settecento, la Villa mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco, tipica della villa rinascimentale emiliana.

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