27/6/2023 – Questa sera il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nomina del generale Francesco Paolo Figliuolo come commissario alla ricostruzione dopo l’alluvione che a inizio maggio ha colpito l’Emilia Romagna e parte di Marche e Toscana.
Il governo una volta entrato in vigore il decreto legge sulla ricostruzione all’esame del Consiglio dei ministri di oggi, procederà alla nomina di Figliuolo con un provvedimento ad hoc. Figliuolo, comandante del Comando operativo di vertice interforze, ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 da marzo 2021 a marzo 2022.
27/6/2023 – Oggi il Consiglio dei ministri nominerà il Commissario alla ricostruzione dopo l’alluvione che ha messo in ginocchio la Romagna. Nella seduta convocata per le 18, sarà approvato il disegno di legge quadro per la ricostruzione e con esso la scelta del “soggetto con competenze manageriali, che avrà la facoltà anche di agire in deroga al codice degli appalti e la cui nomina avverrà d’intesa con le Regioni e le Province autonome interessate”.
Il Commissario sarà un tecnico. Due i nomi in lizza: il generale Francesco Figliuolo, che aveva gestito l’emergenza Covid, e Guido Bertolaso ora assessore in Lombardia. “Spero io una soluzione la più utile e condivisa, come abbiamo fatto in questi mesi di governo”. ha detto il vicepremier Salvini a Rtl 102,2.
Gli ha fatto eco il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari: “La nostra posizione è sempre stata laica: poteva essere il presidente della Regione, ma non c’è da strapparsi i capelli se la decisione del governo sarà diversa. Probabilmente sarà un tecnico. Siamo tutti felici che finalmente si arrivi a una soluzione”.
In una dichiarazione diffusa in mattinata il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale FdI, critica il ritardo con cui la Giunta regionale ha consegnato al governo gli elenchi degli interventi per la ricostruzione. E punta il dito sulla mancanza di “programmi strutturali per la manutenzione e la messa in sicurezza”, alla base del disastro che ha colpito la Romagna.
“Con ben 15 giorni di ritardo la Regione Emilia-Romagna si degna di consegnare al Governo gli elenchi degli interventi necessari dopo la terribile alluvione che ha colpito gran parte della Romagna – così il sentore Barcaiuolo –
Una Regione che non perde occasione per incensarsi ed autoelogiarsi ha finalmente dovuto fare i conti con la realtà: l’incompetenza di chi amministra è sempre più evidente e le menzogne non troveranno più spazio.
Avendo messo nero su bianco gli interventi da svolgere, chiunque può facilmente notare che le cause non sono imputabili alla recente alluvione, per non parlare dell’evidente mancanza di una progettualità regionale in ottica di prevenzione con programmi strutturali di manutenzione e messa in sicurezza”.
Severo il giudizio sul presidente Bonaccini che comec ” Commissario post sisma ha gestito per 11 anni ingenti somme di denaro, sperperando fondi nazionali e lasciando parte delle richieste incompiute”. Per non parlare “dell’alluvione a Nonantola in provincia di Modena due anni e mezzo fa: di rimborsi per molti non se ne parla ancora, cosi come per l’alluvione di Bastiglia e Bomporto del 2014; il vituperato 100% di indennizzo non lo ha visto nessuno”.
“Non sarà più ammissibile una malagestione di questo calibro – conclude . con il Governo Meloni è finito il tempo dei rubinetti aperti senza una reale progettualità e, soprattutto, è finita l’epoca dell’egemonia PD completamente avulsa dalle reali necessità dei cittadini e del territorio”.
Sim Sala Bim!
27/06/2023 alle 18:59
Il Mago Silvan è meno bravo a far sparire i milioni di euro…………….