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Pakistano con un blocco di cemento
distrugge il pronto soccorso di Guastalla
Il finimondo all’una di notte: danni per 80mila euro

26/6/2023 – Riverso a terra per strada a Reggiolo, questa notte un pakistano di 30 anni di Fabbrico è stato soccorso e portato dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla. Lì ha perso le staffe, ha aggredito i sanitari e si è accanito su macchinari, infissi e ambulanze. Insomma ha letteralmente distrutto il pronto soccorso: basti dire che i danni sono stimati oltre gli 80 mila euro.

Reso inoffensivo dai carabinieri, aggrediti a loro volta, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

I carabinieri davanti al pronto soccorso di Guastalla

È accaduto poco prima dell’una di questa notte quando, su richiesta di un cittadino, il personale sanitario del 118 interveniva nella zona di Reggiolo per un uomo riverso a terra. I sanitari soccorrevano l’uomo conducendolo presso il pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla per le cure del caso. Giunto in ospedale l’uomo, complice anche l’uso smodato di alcolici, dava in escandescenze e oltre a mostrarsi aggressivo con i sanitari cominciava a danneggiare infissi, macchinare e le ambulanze parcheggiate nei pressi del pronto soccorso. Quindi l’allarme ai carabinieri delle stazioni di Luzzara e Guastalla che intervenivano unitamente ad altro militare libero dal servizio: solo a fatica riuscivano ad avere la meglio sull’uomo, mostratosi aggressivo anche con gli operanti, solo dopo aver utilizzato lo spray urticante in dotazione ai militari. Il pakistano veniva condotto in caserma e lì dichiarato in arresto e ristretto a disposizione della Procura reggiana. Oltre agli ingenti danni causati alla struttura sanitaria, stimati in almeno 80.000 euro,  fortunatamente nessuno dei sanitari e dei carabinieri aggrediti ha riportato lesioni.

Con una nota diffusa oggi pomeriggio la direzione dell’Ausl di Reggio Emilia ha chiarito ulteriormente l’incredibile episodio.

Il pakistano è arrivato all’uno in un’ambulanza del 118 “scortato un’auto della municipale. Era stato soccorso in strada, l’Ausl, “in seguito ad una colluttazione avvenuta in un comune limitrofo”, e

” ha mantenuto un atteggiamento tranquillo fino al momento della valutazione, quando ha iniziato a manifestare aggressività ed un atteggiamento estremamente violento nei confronti degli operatori. Era circa l’una di notte e fortunatamente in Pronto Soccorso non c’erano altri cittadini in attesa”.

“Dopo avere afferrato un blocco di cemento – continua la nota – ha ripetutamente inseguito gli operatori con il chiaro intento di fare loro del male.

Quando ha realizzato di non poter colpire il personale, che nel frattempo si era barricato in alcuni locali, ha seriamente danneggiato l’ambulanza che lo aveva portato in ospedale e letteralmente distrutto i locali e le strumentazioni del Pronto Soccorso, provocando un danno, in via di valutazione, di diverse decine di migliaia di euro”.

“Un episodio gravissimo, che avrebbe potuto avere esiti drammatici – sottolinea la direzione Ausl – e che, pur non avendo provocato danni fisici agli operatori, ha sicuramente rappresentato un momento di forte stress traumatico, con lunghi momenti di spavento e paura, ragione per cui agli operatori è stato offerto supporto psicologico”.

Il Pronto Soccorso è stato chiuso dalle 2.00 della notte scorsa e riaperto alle 4.00 e funziona regolarmente. L’Azienda ha sporto denuncia. “La Direzione e tutti i colleghi sono vicini agli operatori del Pronto Soccorso di Guastalla, già provati da un lungo periodo di forte pressione legata principalmente alle difficoltà della fase post pandemica”.

LA CISL: L’ AGGRESSIONE PIU’ GRAVE, MA NON L’UNICA. IL PERSONALE E’ ALLO STREMO

“L’ennesima. La più violenta degli ultimi mesi. Ma non una novità e temiamo che non sarà nemmeno l’ultimo episodio”. Questo il commento a caldo della Cisl all’indomani dell’aggressione che ha devastato il pronto soccorso di Guastalla.

“E’ doveroso esprimere solidarietà ai colleghi che questa notte, ma come tutti i giorni dell’anno, erano in servizio per dare una risposta alla cittadinanza. In seconda battuta occorre pensare agli interventi concreti” afferma Gennaro Ferrara, segretario generale aggiunto della Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale.
“Già da mesi i dirigenti sindacali che seguono la sanità pubblica – prosegue il segretario -, insieme alle altre organizzazioni sindacali, hanno posto alla direzione il tema delle aggressioni, chiedendo collaborazione per la costruzione di una campagna di comunicazione rivolta a tutti coloro che accedono alle strutture sanitarie per ricordare che il personale dell’Ausl è lì per curare e non per essere aggredito. Oggi parliamo di un’aggressione che ha messo a repentaglio l’incolumità stessa degli operatori, quando invece l’ospedale dovrebbe essere un luogo sicuro. La più grave da tanti mesi a questa parte. Ma le aggressioni per chi lavora in Ausl sono continue. Sono aggressioni anche le offese gratuite, gli insulti, gli arredi devastati. E questo accade ormai in tutti i servizi aziendali a contatto con il pubblico. A partire dai punti di pronto soccorso del capoluogo e della provincia per finire a tutti i servizi amministrativi. Senza dimenticare ovviamente le degenze dei presidi ospedalieri e territoriali. Occorre prendersi cura di chi ci cura”.
Come risposta immediata “per la Cisl Fp potrebbe esserci l’inserimento di una guardia giurata. Un intervento concreto che però ad oggi ha una funzione esclusivamente deterrente”.
“Quando leggiamo i dati dei professionisti in fuga dall’emergenza urgenza – aggiunge Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale – dobbiamo pensare anche a fatti come quello di Guastalla. Già il governo aveva valutato di rafforzare la sicurezza negli ospedali, ma questo non è ancora accaduto: è bene che avvenga al più presto. Domani l’attenzione mediatica, giustamente orientata alla cronaca, sarà focalizzata su altre situazioni ma se tutti noi, a partire dalle istituzioni locali, molto attente ad attivarsi sulle situazioni particolari, non riportiamo la sanità in cima alle priorità della discussione ordinaria, non solo emergenziale, allora nei fatti, al di là dei proclami lanciati nelle piazze, stiamo portando la sanità pubblica verso la sua fine”.

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