29/6/2023 – Al culmine di una giornata di follia ed al fine di uccidere più persone (fra cui una famiglia con cui aveva discusso e che abitava nell’appartamento sopra i suoi locali cantina), ha aperto la valvola di bombola di gas fino a saturare completamente gli ambienti della cantina in suo uso in un condominio di Gualtieri, dove si trovavano altre due bombole con residui di GPL.
Il tutto in violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con divieto di soggiorno nel Comune di Cadelbosco Sopra applicata nei suoi confronti con decreto del Tribunale di Bologna che lo obbligava a non uscire di casa in orari notturni, cosa che invece ha fatto per recarsi proprio nei locali cantine, che si possono raggiungere solo uscendo in strada. Per questi gravi fatti le indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Guastalla e della stazione di Gualtieri avevano portato a denunciare alla Procura di Reggio Emilia, un uomo di 39 anni del reggiano, chiamato a rispondere dei reati di tentata strage e violazione della sorveglianza speciale. La Procura condividendo con le risultanze investigative, ha ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, la custodia cautelare in carcere.
L’escalation era cominciata il 16 giugno: l’uomo poco dopo le 14 si era messo alla guida della sua auto utilizzandola come ariete contro una siepe condominiale alta due metri e situata nel complesso in cui egli abita, urtandola almeno cinque o sei volte con una tale violenza da danneggiare anche al suo veicolo. Un vicino di casa vedendo quanto accadeva è sceso per spostare la sua macchina fuori dal raggio d’azione del violento. In quel frangente che il trentanovenne continuava con manovre tali da impedire al vicino di rientrare in casa al vicino di rincasare, minacciando di investirlo. Da qui l’allarme ai carabinieri con l’esagitato che accortosi della chiamata urlava al vicino di volerlo picchiare per poi minacciarlo con la frase “sei finito” facendogli il segno della croce con le dita.
Sul posto i carabinieri di Luzzara e Gualtieri oltre a riscontrare i danni alla siepe e all’auto, notavano l’uomo scalzo e in evidente stato di alterazione fisica che pronunciava frasi senza senso mentre sferrava un calcio contro il tronco di un albero procurandosi dei graffi alla gamba. Solo dopo un’ora e mezza i carabinieri riuscivano a calmarlo e a convincerlo ad entrare in casa riscontrando che l’appartamento si presentava in condizioni disastrose, privo di finestre e di porte nelle stanze, con fili elettrici scoperti e una bombola del gas in cucina allacciata al piano cottura.
Mentre l’uomo veniva calmato, in strada arrivavano il sindaco di Gualtieri e alcuni inquilini contro i quali l’uomo aveva infierito nei giorni precedenti, lanciando oggetti dalla finestra . Poco dopo le 17, tuttavia, arrivava ai carabinieri un nuovo allarme, questa volta da parte del titolare di un supermercato minacciato di morte dallo stesso soggetto.
In quel caso i carabinieri, che riuscivano a rintracciare e fermare l’uomo, procedevano nei suoi confronti ritirandogli la patente e sequestrandogli l’auto avendo accertato il reato di guida in stato d’ebbrezza. Durante il tempo in cui i militari erano impegnati a redigere gli opportuni atti, il trentanovenne minacciava ripetutamente, anche di morte, i militari ed i loro famigliari.
Tornato in tarda serata a casa l’uomo parlava da solo ad alta voce, tanto da essere sentito dai vicini, con affermazioni arroganti del genere “cosa credevate sono tornato, adesso ve la faccio vedere io”.
Entrato in casa, dalla finestra lanciava un oggetto che mandava in frantumi il lunotto posteriore dell’auto del vicino, che doveva incassare anche delle minacce. Tornavano i carabinieri, e riuscivano nuovamente a calmarlo. Poco dopo le 22.30 chiamava il 112 affermando che l’indomani si sarebbe recato in caserma ed avrebbe ammazzato un militare con un coltello, e con altre gravi minacce dello stesso tenore.
Alle 23.15 dello stesso giorno l’episodio più grave con la chiamata giunta al 112 nel condominio adiacente a quello in cui abitava il trentanovenne si sentiva un fortissimo odore di gas ed era stata sentiva la sua voce proferire minacce di morte, appena prima di sentire l’odore del gas. Sul posto i carabinieri trovavno i Vigili del Fuoco che stavano mettendo in sicurezza l’area, e un gran numero di persone fuori dalle proprie abitazioni, visibilmente presi dal panico per quanto era avvenuto.
I Vigili del Fuoco segnalavano ai militari che avevano rinvenuto nel locale cantine del condominio una bombola di gas GPL con la valvola aperta dalla quale fuoriusciva il gas e due altre bombole chiuse all’intero della cantina in uso al trentanovenne e collocate nelle vicinanze.
Da qui l’ordine di arresto, eseguito ieri dai carabinieri di Gualtieri e Guastalla che hanno condotto in carcere l’uomo. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire al Giudice di verificare l’eventuale piena responsabilità dell’indagato. Il trentanovenne, peraltro, dopo la giornata di follia era stato arrestato e posto in detenzione domiciliare dovendo scontare una pena definitiva pari a 6 mesi per truffa. In questi giorni inoltre era uscito di casa senza autorizzazione e per questo denunciato anche per evasione.