28/6/2023 – Gli ex sindaci di Brescello, Marcello Coffrini e Giuseppe Vezzani sono indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Come si apprende da ambienti investigativi, la Direzione distrettuale antimafia di Bologna ha notificato l’avviso di conclusione indagini ai due ex primi cittadini del paese di Peppone e Don Camillo, il Comune sciolto per mafia nel 2016, il primo nella storia dell’Emilia-Romagna, per le infiltrazioni della cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri, preludio al maxi-processo Aemilia, che portò ad oltre 700 anni di carcere per 70 condanne confermate in Cassazione.
Ed è proprio in questa cornice che la pm della Dda Beatrice Ronchi e il procuratore capo Giuseppe Amato hanno formulato le contestazioni a Coffrini (in carica dal 2014 al 2016 quando il Comune venne commissariato) e al predecessore Giuseppe Vezzani (in carica dal 2004 al 2014), entrambi eletti col centrosinistra targato Pd. Alla base della nuova inchiesta della Dda ci sarebbero una serie di atti amministrativi – da abusi edilizi ad assunzioni fino a concessioni e varianti urbanistiche – firmati dai due ex sindaci, che secondo l’accusa avrebbero avvantaggiato la cosca.
(fonte: Ansa)
“Megli tardi che mai”. Questo il commento a caldo di Giovanni Paolo Bernini, l’esponente parmigiano di Forza Italia autore del pamphlet “Colpo al sistema” sullo scandalo delle coperture ad esponenti del Pd nelle indagini di Aemilia.
“Oggi la pm Beatrice Ronchi (che ebbe ruolo fondamentale con Marco Mescolini in Aemilia ) corre ai ripari in zona Cesarini in tema di contrasto alle collusioni tra politica e mafia calabrese in Emilia Romagna: sempre meglio tardi che mai – così Bernini in una dichiarazione diffusa in serata,a copmmento delle informazioni di garanzia agli ex sindaci di Brescello, Marcello Coffrini e Giuseppe Vezzani, per l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa – Mi riferisco a cio’ che non fu fatto durante la conclusione indagini nella Inchiesta Aemilia. Evidentemente l’uscita di “Colpo al Sistema” che contiene peraltro in anteprima nazionale la relazione Pennisi, l’ex pm antimafia a cui fu impedito di occuparsi degli esponenti del PD emiliano, sta dando i primi risultati (QUI il link al testo pubblicato in Colpo al Sistema). La Legge, del resto, è uguale per tutti anche nella città del Tricolore “.
“Ora attendiamo la stessa determinazione – ha aggiunto – nella riapertura delle indagini sulle collusioni non approfondite nel maxi processo Aemilia.”
Ieri sera, lo stesso Bernini ha presentato “Colpo al sistema” in una terrazza gremita di pubblico al centro multimediale Il Cubo, in via La Spezia a Parma, insieme al giornalista del Giornale Luca Fazzo e, in collegamento video, col direttore di Libero Alessandro Sallusti, l’ex magistrato Luca Palamara, il senatore Pietro Pittalis e il deputato reggiano Gianluca Vinci, che con la sua interrogazione sulla relazione Pennisi ha messo in moto l’indagine ispettiva del ministro Nordio alla Dda di Bologna.
“La persecuzione dell’ex pm Mescolini contro di me e Giuseppe Pagliani nell’indagine e il processo Aemilia, non è stato un errore, ma un crimine giudiziario – ha detto fra l’altro Bernini – Non è minimamente realistico pensare che l’ndrangheta si sia insediata a Reggio Emilia, a Parma e a Modena senza la collusione del potere politico che governa questa regione dal dopoguerra. Oggi l’ispezione ordinata dal Guardasigilli Nordio dimostra che lo Stato e la magistratura hanno davvero gli anticorpi per contrastare, neutralizzare, sconfiggere la malagiustizia politicizzata, usata come clava per rovinare gli avversari politici e, viceversa, come scudo per gli amici da proteggere”.
Sdeng
29/06/2023 alle 08:10
Ollalà!