Archivi

Aemilia: la bomba della relazione Pennisi, ex pm antimafia
“Chiesi inutilmente di mettere sotto inchiesta
Delrio, Spaggiari, Maria Sergio e Ugo Ferrari”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

24/4/2023 – Gli ex sindaci Graziano Delrio e Antonella Spaggiari, la dirigente comunale Maria Sergio (ingegnere e moglie dell’attuale sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi) l’ex assessore e prosindaco Ugo Ferrari andavano indagati in un’inchiesta-stralcio di Aemilia, che doveva procedere parallela al filone principale, sui rapporti fra criminalità organizzata e politica emiliana. Lo aveva chiesto nel 2013 l’allora pm della Procura Nazionale Antimafia Roberto Pennisi, distaccato per due anni alla Dda di Bologna per condurre l’indagine Aemilia insieme a Marco Mescolini. E lo stesso Pennisi, ora in pensione dopo aver mandato all’ergastolo più mafiosi di ogni altro magistrato italiano, lo ha messo nero su bianco nel 2021 in una relazione sollecitata dalla Procura generale della Cassazione, ma tuttora dormiente nei cassetti del ministero della Giustizia.

I nomi dell’ex ministro Delrio, di Spaggiari, Sergio e Ugo Ferrari costituiscono una anticipazione, questa mattina sul Giornale diretto da Minzolini, del testo della relazione che sarà pubblicata integralmente nel nuovo libro di Giovanni Paolo BerniniColpo al sistema“, sottotitolo “ndrangheta, pd e il pm prestato alla politica“. Libro che è già in stampa e la cui uscita è imminente. E’ possibile che esca prima che il ministro Nordio si decida a rispondere in Parlamento alle interrogazioni di Gasparri, Vinci e Pittalis che chiedono proprio di conoscere quella relazione del dottor Pennisi.

Certo è che questa anticipazione deflagra come una bomba sulla politica reggiana e sugli attacchi del sindaco Vecchi e della giunta Anm Emilia-Romagna contro l’Ordine degli Avvocati, che ha invocato chiarezza proprio sulle mancate indagini a carico di personalità del governo locale reggiano nel processo Aemilia. Come aveva previsto Reggio Report, questa vicenda diventa di colpo uno scandalo di portata nazionale sull’uso politico della magistratura.

Ma cosa scrive Pennisi? “Innanzitutto – riporta l’articolo del Giornale -che quando fu mandato da Piero Grasso ad affiancare Mescolini trovò una situazione in cui “i fenomeni connessi alla criminalità mafiosa calabrese segnalati alla Dda di Bologna dalla polizia giudiziaria venivano trattati in maniera parcellizzata, così che non potesse avere una visione d’insieme. E questo perchè antecedentemente vigeva la regola di non affrontare in territorio emiliano i fenomeni di marca mafiosa nel loro aspetto associativo che veniva rimesso alla Dda di origine dei sodalizi mafiosi, limitandosi solo ad indagare sui reati“.

Ma c’è molto di più: Pennisi nella sua relazione precisò di aver prospettato “l’esigenza di uno stralcio del procedimento principale n.20604/10 (l’inchiesta Aemilia, ndr.) di tutti gli atti afferenti al rapporti ndrangheta e politica perchè andassero a far parte di un distinto e nuovo procedimento penale“.

L’ ex pm antimafia Roberto Pennisi

E aggiunse: “Ben ricordo che per l’attività di stralcio avevo già indicato quali fossero gli atti da selezionare e le strategie investigative da seguire. Nonchè nelle grandi linee le persone da sottoporre ad indagine ovvero, come premesso, i soggetti che avevano gestito la cosa pubblica a Reggio Emilia negli anni precedenti, identificandoli nei sindaci Spaggiari Antonella e Delrio Graziano, anche per via della loro partecipazione alla Processione del Santo crocifisso del 2009 (a Cutro, ndr,) nel corso della loro campagna elettorale per le elezioni amministrative reggiane che costituivano episodio sintomatico di cui far emergere i reali contorni, nonchè funzionari della amministrazione comunale di Reggio Emilia, quali Sergio Maria, Ferrari Ugo e altri“. Così scrive l’ex pm antimafia Roberto Pennisi.

Sappiamo com’è andata: le conclusioni di Pennisi non sono mai entrate, se non in piccola parte nell’inchiesta Aemilia, non si è indagato sugli esponenti del Pd (e non fu la prima volta: già nel 2010 e nel 2013 la Procura di Reggio e la Dda avevano lasciato cadere le richieste di intercettazioni e di indagine formulate dai Carabinieri a carico a Luca Vecchi, Maria Sergio e Ugo Ferrari), il dottor Pennisi è stato rispedito a Roma nonostante il Procuratore della Dna Franco Roberti fosse d’accordo nel concedere un ulteriore distacco a Bologna, e finirono nel tritacarne Giuseppe Pagliani e Giovanni Paolo Bernini: due esponenti del centro destra, due innocenti che – ora è ben chiaro – dovevano essere sacrificati per coprire i buchi di Aemilia nei confronti degli esponenti Pd.

Vedremo se la magistratura avrà la forza di andare a fondo in questo scandalo. E di riaprire il filone di Aemilia sulla politica.

Graziano Delrio, il procuratore Paci e il sindaco Vecchi al corteo del 25 aprile

Giovedì sera, all’ hotel Astoria sarà presentato il libro “Ventitrè giorni” che Giuseppe Pagliani ha dedicato al suo arresto e alla persecuzione politico giudiziaria di cui è stato vittima per sette anni. Sarà, visti gli sviluppi, una manifestazione politiche per chiedere giustizia e pulizia.

Giuseppe Pagliani con Ventitrè giorni

BERNINI: IN COLPO AL SISTEMA PUBBLICHERÒ IL TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE PENNISI

Giovanni Paolo Bernini conferma a Reggio Report che nel suo nuovo libro “Colpo al Sistema” pubblicherà il testo integrale della relazione scritta dall’ex magistrato antimafia Roberto Pennisi per il Pg della Cassazione nel 2021, e che si è misteriosamente fermata al Ministero della Giustizia. “Colpo al Sistema”, sottotitolo ndrangheta, pd e il pm prestato alla politica, uscirà in maggio, ed è il secondo pamphlet di Bernini dopo “Storie di ordinaria ingiustizia” del 2019.

“Con questo nuovo libro – dichiara a REP – da un lato confermo che all’interno della maggioranza dei magistrati esistono gli anticorpi per liberarci della malagiustizia politicizzata, e dall’altro cerco di offrire una speranza a chi, davvero troppi in Italia, ha subito ingiustamente il tritacarne giudiziario. Ho sempre evitato di soffermarmi sulla sofferenza personale, preferisco pensare che dal male a volte nasca il bene.

La copertina di Colpo al Sistema
Condividi:

3 risposte a Aemilia: la bomba della relazione Pennisi, ex pm antimafia
“Chiesi inutilmente di mettere sotto inchiesta
Delrio, Spaggiari, Maria Sergio e Ugo Ferrari”

  1. Laurentia Azzolini Rispondi

    24/04/2023 alle 11:49

    Onore e rispetto per uomo, Giuseppe Pagliani che ha vissuto un lungo Calvario giudiziario
    Tutti noi, persone di buon senso non legate al carrozzone del sistema pci#pds#ds#pd# di Reggio Emilia vogliamo verita’ su quel sistema e su quei politici che hanno avuto potere, agganci con cooperative e gli uomini in giacca e cravatta della mafia piu’importante, l ‘ ndrangheta
    Vogliamo giustizia e verita’

  2. Davide Rispondi

    25/04/2023 alle 01:46

    Metodi staliniani. Manipolare la verità a discapito degli avversari politici è cosa da persone senza alcuno scrupolo morale, dal cinismo rivoltante. Chi pratica una giustizia a metà, un’ antimafia a metà, una democrazia a metà, non è degno di ricoprire ruoli istituzionali. Tutta questa frenetica dimostrazione di sudditanza ai poteri forti non corrisponde a quell’ ideale di ” schiena dritta”, che ci viene predicato a destra e a manca. Il processo alla ndrangheta è stato utilizzato come un processo politico solo contro chi si poteva spremere senza grandi conflitti d’ interesse. I signori che hanno deciso piani regolatori di Reggio e provincia, che hanno deciso per gli appalti e i concorsi chi doveva passare e chi no, che hanno inventato il sistema delle porte girevoli per mettere le loro avide manine nei cda delle multiutility, fondazioni, banche, trust, odv e per le nomine dei segretari comunali e stuole interminabili di lacché, untori, signorsì indegni di un paese democratico, dove sono finiti?

    • Le rondini Rispondi

      25/04/2023 alle 15:40

      Sulla domanda rispondo in questo modo: prima del gemellaggio di Ugo Benassi, i bar erano riferimenti per tutti. Con un piccolo bar, ti potevo comprare la villa al mare, e ti potevi permettere 25 GG al mare, la settimana bianca. Dopo, ti hanno rosicchiato la liberta’. Fino ai giorni nostri dove per sopravvivere devi evitare i nass nedia, ti devi organizzare, i sindacati non ti proteggono. Prima la DC a Reggio Emilia era meglio. Tagliare i rami secchi e ritornare ai fasti di un tempo e’ impresa non impossibile. Non trovo altre frasi al momento. Il periodo storico antecedente genero’ una splendida atmosfera. Io avevo un motorino e giravo per la Reggio Emilia, cittadina accogliente e semplice. Oggi non trovo la stessa spensieratezza nel volto degli abitanti di Reggio Emilia. Boh, e’ che andavo da Melli per la pizza in centro, ma poi senza telefonino, caspita!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *