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Delitti del dopoguerra, arriva la sindrome cinese
Caso Paderni: chiesta in Tribunale la “rieducazione” dello storico Gianfranco Stella
Ma la difesa cala documenti-bomba sull’assassinio De Buoi

6/12/2022 – Nell’udienza di oggi avanti il Tribunale di Ravenna, nella persona della dottoressa Guidomei si è avviato alla conclusione il processo nei confronti dello storico e saggista ravennate Gianfranco Stella, intentato per diffamazione dalla vedova e dalle figlie dell’ex Sindaco PCI di Scandiano Amleto Paderni, che in periodo bellico era Comandante in loco di un Battaglione di partigiani comunisti. Nel libro Compagno Mitra Stella scrive che Paderni era mandante e autore insieme ad altri due partigiani dell’omicidio del medico e marchese Luigi De Buoi, che era anche un noto archeologo, scopritore della celebre Venere di Chiozza.

L’assassinio avvenuto il 18 Maggio 1946 aveva visto successive e difficili indagini, che si erano concluse con la concessione dell’ amnistia ai partigiani indagati: questo aveva scritto Stella che era in possesso del fascicolo d’indagine.
Non conosceva invece di una sentenza del 1951 che assolveva il Paderni. Per questo i congiunti del Paderni lo hanno denunciato per diffamazione assistiti dall’Avvocato Ernesto D’Andrea. All’udienza odierna, tuttavia, il difensore di Stella, l’Avvocato Luca Tadolini ha dato battaglia, producendo i documenti storici che Stella aveva ricevuto dal ricercatore di Istoreco Mario Frigeri, recentemente deceduto, che avrebbero portato ad indicare in Paderni l’uccisione del medico De Buoi.

Gianfranco Stella

L’avvocato Tadolini ha prodotto la corrispondenza fra Stella e Frigeri, dicendo che quest’ultimo deve essere considerato “un uomo buono” come il personaggio del film sulla Ddr Le vite degli altri: Frigeri, malato, ha voluto aiutare Stella conoscere i nomi dei partigiani autori dei delitti del Dopoguerra, come ultimo gesto della sua esistenza. Inoltre è stata prodotta dalla difesa di Stella anche la rassegna stampa delle contestazioni alla presentazione di Compagno Mitra a Reggio nel novembre 2018. Per dimostrare che ad anticipare e sostenere la presentazione delle querele contro Stella era sempre l’ANPI e lo stesso presidente Fiaccadori, presente anche oggi in udienza, e unici testimone della parte civile.

Secondo la difesa di Stella, le querele come le contestazioni sarebbero strumentali all’intento di impedire a Stella di pubblicare i suoi libri sui delitti partigiani. Su questo aspetto la discussione è divampata quando l’Avvocato D’Andrea, dopo aver ascoltato la richiesta del PM ad una pena pecuniaria di 15.000 euro, ha chiesto al Giudice una pena non sospesa, una pena funzionale alla “rieducazione” dello storico Stella, magari affidandolo ai servizi sociali, dove avrebbe avuto modo di correggersi dai suoi errori compiuti nello scrivere libri denigratori della Resistenza.

Una sorta di “campo di rieducazione” ha replicato l’Avvocato Tadolini che ha contestato che veniva così esplicitata l’unica vera motivazione di questi processi: punire Stella per i suoi libri anticomunisti e impedire nuova pubblicazioni. L’imputato non è sembrato comunque essere rimasto intimidito: nelle sue ultime dichiarazioni spontanee a chiusura dell’istruttoria ha confermato di aver svolto la ricerca storica con cura e confermava la sua convinzione che Amleto Paderni fosse il responsabile dell’omicidio del marchese De Buoi. Il Giudice ha rinviato per le ultime repliche al 31 Gennaio 2023.

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2 risposte a Delitti del dopoguerra, arriva la sindrome cinese
Caso Paderni: chiesta in Tribunale la “rieducazione” dello storico Gianfranco Stella
Ma la difesa cala documenti-bomba sull’assassinio De Buoi

  1. Alfeo Rispondi

    07/12/2022 alle 02:31

    In un mondo comunista di verità negate una bella boccata di storia vera,bravissimi non vi fate intimidire.

  2. Laurenzia Azzolini Rispondi

    07/12/2022 alle 08:51

    Io che conosco bene la giustizia
    nei confronti dei vinti, dico a Gianfranco Stella, uomo giusto e coraggioso,di andare avanti
    Voglio ricordare oltre a Luca
    Tadolini,amico di tante battaglie, Mario Friggeri che, a differenza degli storici dell Istoreco che hanno sempre difeso l indifendibile, ha sempre cercato la verita’!
    Mi auguro che questa volta la giustizia non sia ideologizzata e di parte

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