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Villa Minozzo: addio ad Armando Lanzi, per anni alla corte della maison di Giorgio Armani

30/11/2022 – Villa Minozzo in lutto: nella notte se ne è andato a 87 anni Armando Lanzi “e sartin”. Se ne è andato all’improvviso, all’ospedale di Reggio dove era ricoverato da qualche giorno, vinto da un male che nel volger di poche ore non gli ha lasciato scampo.

Armando è passato a miglior vita nel silenzio della notte, come probabilmente avrebbe voluto che fosse, considerando il suo grande orgoglio e la sua immensa dignità, lasciando attorno a sé un gran vuoto. Una persona dal cuore grande, un generoso con un’indomabile voglia di fare, soprattutto per le persone che gli stavano più a cuore: dispensava consigli, suggerimenti e persino “urlava” critiche, perché costruttive. Insomma una persona alla quale non si poteva non voler bene e affezionarsi. Perché Armando, non solo con i famigliari e i più stretti congiunti ma anche con gli amici e persino con i conoscenti era davvero leale e generoso, tanto che in molti oggi ricordano la sua statura di uomo, di padre di famiglia e di nonno come inarrivabili.

Armando Lanzi, per anni alla corte della maison Giorgio Armani


E al di là dell’uomo, del marito attento, del padre e del nonno sollecito, la biografia di Armando è quella dei personaggi e dei protagonisti che hanno reso Villa Minozzo e la montagna reggiana grandi su scala nazionale. Al di là del soprannome “sentiero” (per via di quell’indomita voglia di fare che lo portava a girare i punti di ritrovo del paese infinite volte nel corso della giornata ndr) con cui lo chiamavano scherzosamente nell’ultimo periodo gli amici di Villa, Armando di strada nella vita ne ha fatta davvero e parecchia: partito giovanissimo da Villa Minozzo alla volta di Milano, lui, giovane sarto figlio d’arte, e dal talento cristallino, ci ha messo poco ad ambientarsi e a ricrearsi nel capoluogo lombardo un angolo di Emilia. Fra i fondatori e gestori del circolo Bellezza, luogo di ritrovo degli emiliano-romagnoli emigrati a Milano negli anni ’60, Armando in poco tempo si è circondato di un nutrito gruppo di amici veri, emiliani come lui, e che in lui hanno sempre trovato conforto sincero e anche aiuti materiali. L’ascesa di Armando, e dell’inseparabile compagna di vita Adriana, raggiunge l’apice quando gli allora giovani sposi arrivano alla corte di Giorgio Armani e della famiglia Caprotti: prima come portinai, poi come “tuttofare” ed infine come fidati e stretti collaboratori. Raggiunta la pensione, Armando ha lasciato Milano per fare ritorno nella sua amata Villa Minozzo: territorio col quale aveva un legame profondissimo, che mai si era allentato neppure nei momenti della “dolce vita milanese” quando, seppur come collaboratore, partecipava alle feste e ai banchetti della “Milano da bere”. Ricordano infatti che Armando, così come preannunciava il ritorno a Villa in occasione delle feste, quando era ora di fare ritorno a Milano, invece, se ne andava in silenzio, quasi in punta di piedi, per schivare l’imbarazzo e la mestizia degli “addii”.

Oggi Armando non c’è più: ma a noi restano la sua lezione di vita, il suo esempio, il suo sorriso e la sua risata contagiosa, il suo cuore immenso, la sua generosità, l’amore per la moglie Adriana, la figlia Loredana e l’adorato nipote Riccardo. Molti di noi oggi hanno un vuoto nel cuore e una gran quantità di ricordi. Ma a noi che lo abbiamo conosciuto bene piace immaginarcelo così: in qualche angolo di cielo, sopra la sua pietra di Bismantova, con il mazzo di carte da briscola in mano, mentre raggiunge i tanti amici di una vita, pronto a giocare la partita di “scopone” più bella.

La salma di Armando verrà esposta domani presso la camera mortuaria della Croce Verde di Reggio, mentre le esequie saranno celebrate sabato pomeriggio a Villa Minozzo. (al.bet)

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Una risposta a 1

  1. Simona Rispondi

    04/07/2026 alle 21:47

    Ti voluto tanto ma tanto bene suocero caro

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