3/4/2022 – Inaugurata sabato 2 aprile alla galleria comunale d’arte contemporanea L’Ottagono di Bibbiano, la mostra “di pietra in pietra”, con una selezione di importanti opere del fotografo reggiano Luigi Menozzi dedicata all’Appennino, come sempre da angolature e con tecniche sorprendenti. La mostra sarà visitabile fino al 24 aprile.
Di pietra in pietra presenta una serie di immagini tratte da alcuni dei lavori più recenti di Menozzi, lavori che indagano uno dei soggetti più ricorrenti nel suo percorso fotografico.
Immagini che passano da uno sguardo più volte posato sulla Pietra di Bismantova e sull’ambiente dell’Appennino reggiano, alla ricerca dei rapporti tra arte e natura nelle fotografie di land art dove foglie, rami, pietre diventano provvisoriamente manufatti dell’uomo; affidati alla Natura, all’inevitabile degrado e al suo ciclo vitale, ridiventano materiale per nuove opere; nascono, crescono e muoiono come esseri viventi.


La pietra come denominatore comune.
La pietra che dall’alba dell’umanità ha rappresentato un fortissimo polo d’attrazione per tutte le civiltà.
La forza suggestiva della pietra è presente nei culti esoterici, nelle religioni, in molti simbolismi. Basti pensare alla rappresentazione della montagna come luogo di congiunzione tra la terra e il cielo, o a quella della caverna e del cuore intesi come centri vitali e spirituali. Di pietra sono i dolmen, i menhir, gli allineamenti megalitici. Anche oggi a memoria di un evento particolare si pone un cippo, una pietra.
I testi religiosi sono colmi di riferimenti: la pietra di Giacobbe, la pietra angolare, costruire sulla pietra, tu sei Pietro e su questa pietra…
Anche gli altari sono spesso costruiti in pietra.
E quale raffigurazione migliore di un altare naturale se non la Pietra di Bismantova?



LUIGI MENOZZI ARTIGIANO FOTOGRAFO
Luigi Menozzi (Reggio Emilia,1957), fin dai suoi primi lavori ha focalizzato la sua attenzione sulla natura e sull’ambiente naturale, dapprima soffermandosi sul paesaggio, in seguito con ricerche e progetti più delineati e circoscritti.
Fedele fin dalle sue prime immagini a una produzione artigianale, ha sempre stampato personalmente le sue fotografie, passando dalla carta baritata alle carte naturali preparate con gelatina ed emulsione fotografica al cloro-bromuro d’argento, per arrivare poi alla carta salata e alla stampa su carta sensibilizzata al platino/palladio, completando così il percorso alla ricerca di immagini nelle quali le componenti fisiche e tattili siano parte integrante dell’opera stessa.
La documentazione fotografica sull’Appennino, cominciata nel 1987, ha segnato una svolta nella sua formazione. Con questo progetto inizia il percorso d’avvicinamento ad una fotografia sempre più artigianale nella forma e sempre più lenta e meditata nella realizzazione. Parallelamente all’aumentare del formato del negativo (dal medio formato agli apparecchi a lastre), cambia anche l’approccio al paesaggio. Come ha puntualmente osservato Massimo Mussini (Zone d’ombra, 2003) dalle larghe vedute dei primi paesaggi appenninici, eredi in particolare della tradizione americana, il suo percorso fotografico passa via via a una ricerca minimalista che isola, ritaglia ed esplora particolari della natura apparentemente insignificanti, poiché non è più mostrare il visibile che gli interessa, ma piuttosto l’invisibile o, meglio, ciò che ci sfugge per la nostra superficialità visiva
Dal 2009 fa parte del Gruppo Rodolfo Namias che si occupa dello studio e della riscoperta delle antiche tecniche fotografiche.
Ha esposto in numerose personali e collettive in Italia ed all’estero, tra le quali: Musée N. Niépce Chalon-sur-Saone, 1992 – “XXV Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, 1994 – “Paesaggi italiani del ‘900, Milano, 1999” – “XL La collection photographique d’ Arles”, Arles, 2005 – “Un’arte glocale – da Reggio Emilia ad Albacete”, Albacete, 2005 – “Divino naturale insomma eterno”, Fotografia Europea 2009, Reggio Emilia – Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia, 2010 – Reggio Emilia Galleria Zannoni, Fotografia Europea 2015 – Reggio Emilia Galleria MBN Art, 2018 – Reggio Emilia Studio BMFR, Fotografia Europea 2019.
Sue fotografie sono conservate nelle collezioni della Biblioteca Panizzi e dei Civici Musei a Reggio Emilia, del Centro Studi e Archivio della Comunicazione a Parma, del Musée Niépce a Chalon-sur-Saone, del Musée Reattù e della Ecole Nationale de la Photographie di Arles, della Bibliotheque Nationale de France a Parigi, del Musée de la Photographie a Charleroi, del Musée d’Art et d’Archéologie di Aurillac.