25/4/2022 – “Nata dalla Resistenza, la nostra Carta costituzionale è la prima e più preziosa eredità che il 25 aprile ci ha tramandato, ed è la pietra angolare della nostra libera convivenza civile e politica. Riflettere oggi sullo spirito della Resistenza significa interrogarsi sulla necessità di ritrovare quella capacità di ricomposizione dei conflitti e di unione degli opposti, che portò alla nascita della nostra Repubblica”.
E’ uno dei passaggi più significativi del discorso pronunciato questa mattina dal ministro della Giustizia Marta Cartabia, intervenuta a questa mattina a Reggio Emilia alla manifestazione istituzionale per il 77mo anniversario della Liberazione.
La Guardasigilli, accompagnata dal sindaco Luca Vecchi e dal prefetto Iolanda Rolli, ha partecipato alla messa celebrata dal vescovo Giacomo Morandi nella basilica della Ghiara, poi alla testa del corteo da corso Garibaldi ha raggiunto piazza Martiri del 7 luglio. Qui, dopo l’omaggio ai caduti ha tenuto l’orazione ufficiale, preceduta da Vecchi e dal presidente dell’ Anpi provinciale Ermete Fiaccadori.
LA GIORNATA REGGIANA DI CARTABIA NELLE IMMAGINI DI FOTO ELITE












Cartabia ha accennato alla gloriosa quanto controversa esperienza dei 40 giorni della Repubblica partigiana di Montefiorino, dal 17 giugno al primo agosto 1944: «Mentre si combatteva contro le forze occupanti, si guardava lontano, al “dopo”, senza mai perdere di vista lo scopo della guerra di liberazione che era riportare pace e libertà. Nelle condizioni storiche di allora, l’uso delle armi contro un invasore feroce e spietato era stata una scelta inevitabile, ma l’obiettivo era chiaro: stabilire una pace duratura».
In realtà la repubblica di Montefiorino è anche ricordata come un periodo di terrore per le continue esecuzioni di civili dopo processi sommari e popolari.
Comunque, ha “le parole della Costituzione, sgorgate da un vissuto così doloroso e drammatico, come fu quello della guerra e della Resistenza, hanno una densità che non si estingue, anzi si rigenera con il passare del tempo. Quel testo che ci è stato consegnato non smette di parlare al nostro travagliato oggi”, ha proseguito Cartabia parlando dell’articolo 11 della Costituzione. «Soffermiamoci sulla densità di questo testo, che contiene un giudizio netto sul passato: il ripudio della guerra; un obiettivo chiaro per il futuro: pace e giustizia fra le nazioni; un metodo realistico per raggiungerlo: far spazio alla relazione con gli altri Stati anche a costo di limitare ciò che per definizione è una caratteristica assoluta dello Stato, cioè la sua sovranità».
Queste parole dell’articolo 11, unitamente «agli altri principi fondativi del nostro ordine costituzionale – ha concluso la ministra – sono il principale lascito della Resistenza, di cui dobbiamo essere grati per l’immenso patrimonio di valori di democrazia, libertà e solidarietà che ci è stato tramandato».
















