2/1/2022 – Con propria ordinanza del 5 novembre scorso, il Gip di Reggio Emilia Luca Ramponi ha trasmesso alla Procura di Bologna gli atti di un procedimento promosso a Reggio Emilia nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte su denuncia presentata il 4 gennaio 2021 da Augusto Gambarelli per violazione degli articoli 605, 287 e 323 del codice penale.
Il Gip ha dichiarato la propria incompetenza sul medesimo procedimento, a favore del Tribunale dei Ministri del distretto giudiziario di Bologna.
L’ex premier Conte è indagato per i reati di sequestro di persona, usurpazione di potere e abuso d’ufficio in relazione ai Dpcm emergenziali volti a contrastare la pandemia da Covid-19 che hanno introdotto a partire dal marzo 2020 in vari gradi limitazioni ai movimenti e alla libertà personale, culminati col lockdown che impose a tutti i cittadini di restare a casa, salvo eccezioni specifiche, con pesanti sanzioni, prima penali e poi amministrative.
Il Pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione del procedimento in quanto le limitazioni alla libertà personale previste dai Dpcm Conte hanno rappresentato “un corretto bilanciamento dei diritti contrapposti”, bilanciamento doveroso al fine di tutelare il diritto alla salute a costo di “limitare altre fondamentali libertà”.
Nondimeno il Gip Ramponi, con ordinanza ampiamente motivata, ha ritenuto che spetti comunque a un collegio giudicante valutare la sussistenza o meno dei reati per i quali l’ex premier è indagato a Reggio Emilia: ciò alla luce della garanzie costituzionali, come della giurisprudenza di Cassazione per quanto attiene, in particolare, l’ipotesi di sequestro di persona con abuso dei poteri inerenti la funzione di pubblico ufficiale.
Da qui la dichiarazione di incompetenza del giudice di Reggio Emilia, a favore del Tribunale dei Ministri presso il distretto della Corte d’Appello di Bologna, con conseguente trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Bologna.
Enrico
07/01/2022 alle 07:11
Ecco come mandare tutto in vacca