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Strage di Bologna, crolla l’alibi
“E’lui” : l’ex moglie riconosce Bellini
nel filmino girato in stazione
E ammette: “Avevo detto una bugia, ma lui ha ingannato tutti”

20/7/2021 – Questa mattina in Corte d’Assise a Bologna, al processo per la strage alla stazione , l’ex moglie Maurizia Bonini ha confermato il riconoscimento di Paolo Bellini – imputato come co-autore materiale – nel frame estratto da un filmino girato sul primo binario la mattina del 2 agosto 1980 da un turista tedesco, pochi minuti prima dello scoppio.

Sembra mio marito, è Paolo, è Paolo, perché ha una fossetta qua, ha i capelli più indietro, ma è comunque lui, nella foto del telegiornale lo riconosco ancora meglio. E’ Paolo, ed è riconoscibile da parte mia nella parte inferiore del video, qui però ha i capelli più indietro”.Questo le parole di Bonini davanti alla collegio presieduto da Francesco Maria Caruso.

Una foto segnaletica di Bellini e il fermo immagine del filmino girato in stazione il 2 agosto

L’ex moglie, separata da Bellini da oltre vent’anni, ha confermato il riconoscimento in udienza pubblica, dopo aver rivisto in aula il video del turista straniero girato in stazione a Bologna la mattina dell’esplosiopne. L’imputato era uscito dall’aula poco prima della deposizione della ex moglie. Che oggi ha fattocrollare un alibi che resistevada decenni, aggiungendo anzi, molto di più.

all’epoca, ha ammesso, “Ho detto una bugia”, ma “lui ha ingannato tutti, non potevo immaginare che fosse lì in quella situazione, e Daniela (nipote di Paolo Bellini, che era in auto con lui nel tragitto verso Rimini, ndr) c’era, dovete chiedere a lui dove ha messo la bambina, e anche se è arrivato in ritardo era il 2 agosto”.

Dunque, nella sua testimonianza di fronte all’assise di Bologna, Maurizia Bonini ha ammesso che Bellini la raggiunse a Rimini in ritardo rispetto all’orario in cui lei aveva collocato il suo arrivo in Romagna negli interrogatori resi negli anni ’80. e in questa nuova ricostruzione, la presenza del Belini in mattinata a Bologna sarebbe compatibile.
Rispondendo alle domande del sostituto pg Umberto Palma, Bonini ha precisato di aver detto “purtroppo è lui” quando riconobbe per la prima volta l’ex marito nel filmino registrato dal turista tedesco il giorno dell’attentato
perché, appunto, “non potevo immaginare che fosse lì in quella situazione”. Senza contare, che all’epoca l’ex Primula Nera “non aveva ancora fatto la carriera criminale” di cui fu protagonista negli anni successivi. “Ma aveva già ucciso Alceste Campanile nel 1975”, le ha ricordato ricorda il presidente della Corte, Francesco Maria Caruso, a cui però Bonini ha replicato che nel 1980 non sapeva che fosse stato lui a commettere quell’omicidio. Che del restofu confessato dall’ex marito solo molti anni dopo.

Con questo passaggio cruciale, il processo entra davvero nel vivo e può andare oltre lo stesso teorema formulato dalla Procura sui cosiddetti mandanti (che sono tutti morti – Licio Gelli, Federico Umberto d’Amato, Mario Tedeschi allora direttore del Borghese, e Umberto Ortolani -e quini non possono essere processati).

Se la testimonianza di Maurizia Bonini fa crollare l’alibi dell’ex Primula Nera sul viaggio da Reggio Emilia a Rimini e poi al passo del Tonale il 2 agosto, a questo punto Bellini, all’epoca sotto il falso nome di Roberto Da Silva, dovrà anche spiegare perchè per due volte si è incrociato a Bologna con Thomas Kram (il tedesco esperto in esplosivi del gruppo Separat del terrorista internazionale Carlos, ingaggiato dai palestinesi di George Habbash).

Schedario forestieri Digos: i movimenti di Bellini-Da Silva a Bologna


La prima volta il 21 febbraio 1980 all’hotel Lembo di via Santa Croce, la seconda alla stazione di Bologna, proprio nei momenti della strage. E comunque quella maledetta mattina in stazione c’era una folla stroardinaria di barbe finte, personaggi dell’eversione, malavitosi informatori dei servizi.

Pierluigi Ghiggini

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