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Società sequestrata per camorra ha ricevuto 25 mila euro dalla Regione
La Lega chiede spiegazioni alla Giunta Bonaccini

14/7/2021 – Nell’ambito del programma “Una casa alle giovani coppie ed altri nuclei famigliari” (L.R. n. 24/2001) la Regione Emilia-Romagna ha liquidato la somma complessiva di 570.000 euro ad alcune imprese per l’acquisto di alloggi in vari Comuni del territorio. Tra le imprese beneficiarie di un contributo pari a 25.000 euro risulta anche la Siec Immobiliare srl di Cavezzo (Modena).

La Siec Immobiliare Srl è finita nel mirino della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e il Giudice per le indagini preliminari, accogliendo le risultanze investigative, emerse nell’ambito di una articolata attività di indagine eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Mondragone, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, concussione, falso ideologico in atto pubblico, indebita induzione a dare o promettere.

Sulla vicenda del contributo regionale alla società – che qualche giorno fa è stata sequestrata per presunta contiguità al clan dei Casalesi (che del resto non da oggi allunga i suoi tentacoli nella bassa tra Modena e Reggio) – il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi ha depositato un atto ispettivo indirizzato alla Giunta di viale Aldo Moro.

Stefano Bargi

“Poiché l’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere era partita nel 2016, come è possibile che la Siec Immobiliare srl risultasse inserita nell’elenco degli operatori economici del Programma “Una casa alle giovani coppie e ad altri nuclei familiari . Bando n. 10 Delibera GR 713/2015”, e abbia ricevuto il 26 giugno 2017 dalla Regione Emilia Romagna il contributo di 25.000 euro emesso sul capitolo di cassa n. U32031 anno 2017 (DD 9 giugno 2017)?” : è quanto chiede Bargi all’esecutivo guidato dal presidente Bonaccini.
La medesima Siec Immobiliare Srl, come accennato, risulta inoltre implicata in un’operazione anti camorra della Dda di Napoli scattata il 12 luglio, a seguito della quale le è stata sequestrata un’agenzia immobiliare a Cavezzo.

Gli arresti dei carabinieri nell’agro casertano

Inchiesta per la quale sono finiti in carcere gli imprenditori Giuseppe Iannone  (65 anni) e il figlio Mario di 39 anni, mentre per il genero di 43 anni Mario Pellegrino sono stati disposti gli arresti domiciliari: tutti accusati dalla Dda partenopea di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e impiego di denaro di provenienza illecita, in relazione al monopolio della posa dei cavi elettrici Enel nel casertano ottenuto secondo gli inquirenti con l’appoggio del clan dei Casalesi (fazioni Schiavone-Zagaria). Uno degli arrestati è stato residente nel modenese sino al 2014.
Bargi comunque punta il dito sull’erogazione di un contributo regionale alla stessa Siec, quando era in corso da tempo l’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere: “Chiediamo se la Regione fosse a conoscenza che nel settembre 2016 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere avesse iniziato un’indagine che interessava anche la Siec Immobiliare SRL” e “quando la Regione abbia avuto contezza di tale indagine.”
Inoltre, chiede ancora il consigliere Lega alla Giunta regionale, “se la Siec Immobiliare srl è stata inserita nell’elenco di merito delle imprese della Regione Emilia Romagna e, in caso affermativo, quando è stata esclusa da tale elenco?”
“E’ evidente, pertanto – questa la conclusione – che qualcosa non ha funzionato nei controlli della Regione, ragion per cui viene da chiedersi quali meccanismi intenda implementare la Giunta per rendere più efficace la prevenzione, alla luce dei numerosi episodi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico regionale”

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