7/7/2021 – Aperto ieri in Corte d’appello a Bologna il processo Aemilia ’92 (secondo grado) sugli omicidi del 1992 in cui la ndrangheta fece fuori Nicola Vasapollo (ucciso a Pieve Modolena il 21 settembre 1992) e Giuseppe Ruggiero, freddato un mese dopo a Brescello da un commando di finti carabinieri. Per il delitto Ruggiero, in primo grado Nicolino Grande Aracri era stato condannato all’ergastolo. E ieri il boss di Cutro, attraverso i difensori Filippo Ginchedi e Gianluca Fabbri, ha ricusato il presidente del collegio Orazio Pescatore e il giudice a latere Milena Zavatti, in quanto componenti della stessa Corte d’appello che ha già giudicato Nicolino Sarcone (trent’anni in rito abbreviato per i due delitti).,La dichiarazione di ricusazione, preceduta da una memoria depositata nei giorni scorsi, è avvenuta prima della fine dell’udienza. La Corte dovrà esprimersi entro un mese.
Ieri dei quattro imputati era presente in aula Antonio Le Rose. Antonio Ciampà era rappresentatodall’avvocato Luigi Colacino, mentre Nicolino Grande Aracri e Angelo Greco erano in videocollegamento dal carcere.