8/7/2021 – Le ultime statistiche rilevano che l’Italia è il 4° Paese al mondo per incidenza della pressione fiscale sul Pil. E il Nord, in particolare, porta sulle sue spalle il peso delle tasse. Dopo Lombardia, Val d’Aosta e Trentino spicca l’Emilia-Romagna fra le regioni che tra tasse, imposte e tributi versa di più al fisco. Ogni residente della nostra regione ha pagato in media 11.252 euro.
“Un dato che non deve sorprendere, visto che segue il dettato costituzionale della progressività del sistema tributario. Ovvero: i territori con il reddito pro capite maggiore e condizioni economico-sociali migliori devono sopportare un gettito tributario più elevato”, come ricorda Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.
Tecnicamente, più dell’80% delle tasse finisce nelle casse dello Stato centrale e meno del 20% confluisce alle Regioni ed agli enti locali, ovvero Comuni, Unioni dei Comuni e Province.
“Il nostro segretario generale Ugl Paolo Capone pochi giorni fa ha ribadito che è prioritario il taglio delle tasse e in particolare il cuneo fiscale sul lavoro. Maggiori liquidità permetterebbero alle imprese di ripartire e favorirebbero le assunzioni di nuova forza lavoro. Il tema di una migliore ridistribuzione del gettito fiscale è stato già posto dalle tre regioni ‘locomotiva economica del Paese‘, Lombardia, Veneto e la nostra Emilia-Romagna, che hanno presentato una proposta di autonomia differenziata-potenziata. Ma la trattativa – aggiunge Bevilacqua – come è noto, s’è impantanata nelle varie crisi di governo e ad oggi non pare fra le priorità dell’esecutivo”.
L’Emilia-Romagna, tra le più virtuose nella gestione dei conti pubblici, ha chiesto che i risparmi prodotti e l’extra gettito prodotto su scala regionale rimangano nei territori che li generano.
“Maggiori risorse consentirebbero ulteriori investimenti nel tessuto produttivo e l’innalzamento della qualità dei servizi erogati alle imprese ed a tutti i cittadini”: aggiunge il segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.
Pochi giorni fa il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha ribadito che la Regione guarda ancora alla valorizzazione dell’autonomia territoriale e del contributo che dai territori potrebbe arrivare alla crescita del Paese.
“Come sindacato non possiamo che essere d’accordo se si parla di aumentare l’ascolto dei cittadini, delle comunità locali, dei lavoratori e delle imprese – conclude la segretaria Ugl – per poter fornire risposte più efficaci e servizi di alta qualità in una fase storica segnata dall’uscita di una doppia crisi (economica e sanitaria) e che necessita del massimo sforzo per garantire il migliore cambiamento, guardando al presente ed al futuro con la migliore delle prospettive sociali ed economiche possibili”.
il giudeo
14/07/2021 alle 16:09
Ed il debito dello Stato italiano e le spese correnti attuali le pagta il Padre eterno ?
Non occorre prima di tutto una revisione della struttura e delle spese dello Stato ed un programma europeo per assorbire il deficit poi si può parlare di riduzione delle imposte. Tutto il resto sono chiacchiere da bar e per illudere i cittadini ai fini del voto-