9/7/2021 – La competenza della procedura di concordato di Ferrarini Spa resta – come in origine – al tribunale di Reggio Emilia. Così l’attesa sentenza della Cassazione che ha accolto il contro-ricorso della società reggiana leader nella produzione di salumi, messa in ginocchio da un eccesso di indebitamento.
Viene così annullato il decreto del 20 ottobre scorso emesso dalla Corte d’Appello che aveva stabilito come la competenza dovesse essere del tribunale di Bologna, ammettendo il ricorso di Banca Intesa e Unicredit, istituti di credito che sostengono la cordata Bonterre-Gsi Grandi Salumifici Italiani-Opas in corsa per assumere il controllo dello storico gruppo di Rivaltella, contro la proposta di Pini Holding, primo gruppo italiano nella trasformazione di carni suine italiane, con Amco – bad bank interamente controllata dal ministero delle Finanze – in veste di finanziatore supporting. Questi ultimi hanno presentato una seconda domanda di concordato, di carattere migliorativo rispetto alla prima, mentre Bonterre, Gsi, Opas e le due banche si sono fermate alla prima proposta concorrente.
La sesta sezione civile – presieduta dal giudice ermellino Giacinto Bisogni – della Suprema Corte ha dato ragione a Ferrarini.
“Dal 2019 – spiega l’avvocato di Ferrarini, Sido Bonfatti – è entrata in vigore una norma secondo la quale per le imprese ‘in’ Amministrazione Straordinaria la competenza per le procedure di crisi, tra le quali i concordati preventivi, è quella del Tribunale delle Imprese: che per le aziende dell’Emilia-Romagna sta a Bologna. Per le altre imprese il tribunale competente è quello dove l’impresa ha la sede e svolge la sua attività, che per Ferrarini è Reggio Emilia.
La Cassazione ha preso atto che la Ferrarini non è ‘in’ Amministrazione Straordinaria: ed anche se è astrattamente soggetta a questa procedura, qualora se ne verificassero i presupposti, attualmente non lo è, e non è detto che lo sarà mai. Pertanto è giusto che il suo concordato preventivo rimanga a Reggio Emilia”.
Infine, conclude il legale, “siamo soddisfatti, perché la decisone della Cassazione dimostra che la Ferrarini non ha ‘barato’ e che gli organi della procedura avevano avevano visto giusto nel considerare competente Reggio Emilia”.
fonte ansa
Vincenzo
09/07/2021 alle 21:03
Adesso inizia la redistribuzione delle responsabilità. Nello specifico, se con l’ostruzionismo di spienergy e Bonterre spalleggiato da banca Intesa e Unicredit, si sperava in un possibile fallimento quasi spontaneo o accompagnato con un’acquisizione a costo zero le responsabilità si sarebbero attribuite a FERRARINI . Oggi queste responsabilità gravano proprio sui creditori nello specifico banca Intesa e Unicredit che, se in sede di assemblea dei creditori dovessero votare per il “fallimento” saranno chiamati a dare conto e ragione agli altri 2000 creditori che non prenderebbero una mazza, a 600 dipendenti con famiglia a seguito che perderebbero il lavoro e a tutto l’indotto che gira attorno a questa realtà storica clienti, fornitori, etc. Quindi oggi si accendono i riflettori e si gioca a carte scoperte.
Vincenzo
11/07/2021 alle 04:48
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ABBIAMO SEMPRE SOSTENUTO CHE NON ESISTE UNA PROPOSTA CONCORRENTE, ADESSO È CONFERMATO DA PERSONE PIU AUTOREVOLI IN MATERIA.
Concordato Ferrarini- Bonfatti: non esiste una proposta concorrente
http://www.sevenpress.com/wp/concordato-ferrarini-bonfatti-non-esiste-una-proposta-concorrente/2021/07/10/360229/
“La “Proposta concorrente” di cui parlano i media e citata dai soggetti proponenti si rapportava alla prima domanda di concordato: questa domanda non c’è più, perché al suo posto c’è la seconda domanda, come ha riconosciuto anche la Cassazione. Una seconda Proposta concorrente potrebbe in teoria essere presentata in futuro, anche se a nostro parere il contenuto della secondo proposta di Concordato della Ferrarini SpA non ammette “Proposte concorrenti”, perché supera il limite minimo del pagamento del 30% dei creditori chirografari, oltre che del 100% dei creditori privilegiati, come previsto dalla disciplina del Concordato. Ma a prescindere da ciò, la seconda Proposta di Concordato è in ogni caso largamente più favorevole ai creditori di quella che la “cordata” concorrente aveva depositato ai tempi della prima Proposta”.
Lo dichiara Sido Bonfatti consulente legale del gruppo Ferrarini, una tra le più importanti realtà nel settore agroalimentare Made in Italy di qualità con 650 dipendenti di cui 170 all’estero. Il piano di ristrutturazione depositato presso il tribunale di Bologna, che ora tornerà al Tribunale di Reggio Emilia, prevede che all’esito dell’omologazione del concordato subentri nel capitale il gruppo Pini, primo gruppo italiano nella trasformazione di carni suine italiane, con AMCO in veste di finanziatore supporting.
Bonfatti, che è professore ordinario di diritto commerciale all’Università di Modena e Reggio Emilia e autore di alcuni dei libri fondamentali sulla crisi d’impresa, interviene sulla decisione della Corte di Cassazione pubblicata ieri e sulle notizie uscite oggi sui giornali.
“La Corte di Cassazione- spiega Bonfatti- ha deciso in merito al contrasto che era sorto tra la Ferrarini SpA. Le società che avevano avanzato una “Proposta Concorrente” nei confronti della prima domanda di Concordato preventivo, che poi è stata sostituita da una seconda domanda, di carattere migliorativo, sulla quale è sorta la controversia che vede coinvolte Bonterre; GSI; OPAS) e Banca Intesa ed Unicredit che sostenevano questa “cordata”. La discussione verteva sul punto se competente per questa seconda domanda fosse il Tribunale di Reggio Emilia oppure il Tribunale di Bologna. La Cassazione ha dato ragione alla Ferrarini, confermando che la competenza rimane a Reggio Emilia.”
“Dal 2019 è entrata in vigore una norma secondo la quale per le imprese “in” Amministrazione Straordinaria la competenza per le “procedure di crisi”, tra le quali i Concordati preventivi, è quella del Tribunale delle Imprese: che per le imprese dell’Emilia Romagna è a Bologna. Per le altre imprese il Tribunale competente è quello dove l’impresa ha la sede e svolge la sua attività, che per Ferrarini è Reggio Emilia. La Cassazione ha preso atto che la Ferrarini non è “in” Amministrazione Straordinaria: ed anche se è astrattamente soggetta a questa Procedura, qualora se ne verificassero i presupposti, attualmente non lo è, e non è detto che lo sarà mai. Pertanto è giusto che il suo Concordato preventivo rimanga a Reggio Emilia” .
“Noi abbiamo sempre detto- continua Bonfatti- che avremmo accettato la decisione della Cassazione con serenità, perchè l’importante era andare avanti con il risanamento dell’impresa, fosse a Reggio Emilia o a Bologna. L’esperienza con il Tribunale di Bologna è stata estremamente positiva, per l’attenzione e la sensibilità dimostrata alle esigenze della Ferrarini (e alla condizione dei suoi tanti lavoratori). Siamo soddisfatti, perché la decisione della Cassazione dimostra che la Ferrarini non ha “barato” e che gli Organi della Procedura (Tribunale di Reggio Emilia; Giudice Delegato dr. Stanzani Maserati; Commissario dr. Bartoli) “ci avevano visto giusto” nel considerare competente Reggio Emilia”.
Bonfatti poi risponde a chi continua ad insinuare che la seconda proposta di Concordato abbia rappresentato un espediente “abusivo”: “Abusiva sarà questa continua attività di denigrazione. Ferrarini, visti i risultati positivi della gestione, è stata così in condizione di fare una seconda proposta di Concordato, migliorativa della prima. La correttezza di questa iniziativa è stata confermata da due Tribunali (Reggio Emilia e Bologna), una Corte d’Appello (Bologna), e dalla Cassazione”.
“Adesso- conclude Bonfatti- la gestione dell’impresa, che anche in questa condizione di incertezza giuridica ha continuato a dare risultati positivi, proseguirà con maggiore serenità. Il Tribunale di Reggio Emilia riprenderà la guida della Procedura. Ci dovrà essere la sua apertura formale, la votazione dei creditori, il giudizio di omologa.
Il tutto sotto il permanente controllo del Giudice delegato Stanzani Maserati e del Commissario Giudiziale Bartoli”.
infodipendentigruppoferrarini.
11/07/2021 alle 10:27
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=145870014303001&id=102219175334752
alessandro costi
16/07/2021 alle 12:38
Piantatela di volerci far credere che i Ferrarini siano dei martiri. È indecente!
Stefano Bignami
16/07/2021 alle 22:22
È indecente chi non informa, inganna e manipola la gente per supportare la cordata bancaria, che ha solo intenzione di lasciarci a casa!! Il fallimento!!
Noi dipendenti abbiamo sempre lavorato e l azienda ha già fatto 2 concordati approvati per risolvere i debiti!! Da dipendenti e vedendo le cose, NOI INFORMIAMO!!
Stefano Bignami
16/07/2021 alle 23:28
Non vogliamo fare credere niente noi, noi diciamo semplicemente la verità e se proprio vogliamo usare il termine, martiri lo saremmo diventati tutti noiin Ferrarini, se ci fosse stato un fallimento
Stefano Bignami
16/07/2021 alle 21:44
Sono un dipendente Ferrarini. Esatto! Come dice Bonfatti la proposta concorrente non esiste! Ovvero, l UNICA PROPOSTA ACCETTATA DAL TRIBUNALE DI REGGIO È PINI-AMCO APPOGGIATA DALLA FERRARINI ED È L UNICA AMMISSIBILE, E IO NE HO LE PROVE ESSENDO STATO IN CAMERA DI COMMERCIO E QUINDI POSSEDENDO IL PIANO PINI-AMCO!
L ECCESSO DI INDEBITAMENTO NON HA MESSO IN GINOCCHIO L AZIENDA PERCHE ABBIAMO SEMPRE LAVORATO!!
Alessandro Costi
17/07/2021 alle 13:52
Ah, VOI informate: dipendenti, impiegati, operai, manutentori, fattorini, tirocinanti, precari… Sig Bignami, dica cortesemente ai suoi datori di lavoro di fare una bella conferenza stampa insieme a quella sfilza di avvocati e commercialisti, CHE SIANO LORO A INFORMARCI E A SPIEGARCI! Che aspettano? Che titolo ha lei, sig Bignami, per informarci? CHE SIANO I FERRARINI E I LORO TITOLATI PROFESSIONISTI a spiegarci come stanno andando le cose. Non sottoposti. VOGLIAMO CHE LE COSE CE LE SPIEGHINO CHI COMANDA, non da chi è comandato!
Stefano Bignami
17/07/2021 alle 16:26
Guardi signor Costi che lei non è tanto attento!! Qui sopra nel commento di Vincenzo c è la DICHIARAZIONE DEL LEGALE BONFATTI della Ferrarini se non ha capito, se vuole che parlino solo gli avvocati!!
Quindi NOI DIPENDENTI, COMANDATI E SPINTI DA UN FORTE SENSO DI GIUSTIZIA E VERITÀ, PREOCCUPATI PERCHÉ TUTTO SI SISTEMI NEL MODO GIUSTO, VIVENDO E VEDENDO DA DENTRO LA SITUAZIONE, DOVREMMO STARE IN SILENZIO SECONDO LEI?! PERCHE’ SIAMO SOTTOPOSTI?!CHI È IN BASSO NON PUÒ PARLARE SECONDO LEI?! LEI SA COS È LA LIBERTA DI ESPRESSIONE?!
NOI DIPENDENTI DIVULGHEREMO LA REALTÀ E LOTTEREMO SEMPRE PER IL NOSTRO POSTO!!
Alessandro Costi
17/07/2021 alle 21:34
Sig Bignami,questo è un paese libero e lei può scrivere quello che vuole, ma dopo la circolare delle RSU, con la convocazione della proprieta, le alzate di mano, ecc ecc, credo si sia creato un problema di credibilità, e il vostro ardore, che non nego essere genuino, ormai rischia a parer mio di essere male interpretato. Se la strategia è quella di fare sentire la voce dei dipendenti per sensibilizzare politica, banche e creditori, credo che stiate ottenendo l’effetto opposto. Questo sempre a parere mio, ma veda lei, vedete voi, per me può scrivere quanto le pare.
Fabio
18/07/2021 alle 14:18
In risposta al sig. Alessandro Costi… Mi sa che lei veda quello che vuole o pensa di vedere ma non invece la realtà dei fatti. Anche io sono dipendente ferrarini da ben 26 anni e sinceramente mi auguro sia da dipendente che da creditore che il tutto si risolva al meglio. Se c’è libertà cm dice lei… Un azienda anche se è entrata in concordato non può convocare e dare spiegazioni ai suoi dipendenti? Nessuno è venuto con armi a dire di andare o stare a casa… Il fatto delle Rsu ne parla perché ha letto sul giornalino e hanno scritto e fatto credere quello che volevano fare credere… Cm hanno fatto fino ad ora.. Le Rsu ci sono per dare informazioni e risolvere problematiche. La nostra voce si deve fare sentire innanzitutto perché non vogliamo farci prendere nei fondelli da chi dice che ci vuole salvare e invece vuole l’opposto… Questo è una vita che lo diciamo ma siamo sempre passati da incapaci di intendere e volere e che eravamo spinti dall’azienda. Qui anche un bambino avrebbe capito il gioco che si stava facendo… Ora è dico ora che ci sono legali che hanno parlato e dato spiegazioni… Atti del tribunale che certificano quello che era l’intento che si voleva fare nei confronti della Ferrarini.. Creditori che fanno ricorsi e poi ritirano il tutto quando sanno di avere fatto una…. Dica lei non è ancora chiaro? Non è l’operaio sottoposto o il giornalino della domenica che parla… BENSÌ AVVOCATI E ATTI DEL TRIBUNALE.DOPO QUESTO NOI DA OPERAI DOVREMMO STARE ZITTI? CI SAREBBERO CREDITORI CHE NN PRENDONO UN CENTESIMO OPERAI A CASA E IL DANNO ECONOMICO LOCALE… BELLA CORDATA SALVATRICE QUELLA DELLE COOPERATIVE!!! Nessuno vuole fare passare martire nessuno… Ma le cose vanno dette per quelle che sono…io lei e tt nella vita di errori se ne commettono… L’importante è che si faccia il possibile per trovare la migliore soluzione…. La Fam Ferrarini all’inizio di questa storia poteva dare in mano il tt al primo che arrivava… Fondi cordate ecc c’è ne sono state… Ma hanno preferito per il bene di tt aspettare finché non arrivasse quella giusta… Ognuno la pensa cm vuole ma mi creda che la verità rimarrà sempre la verità le bugie cm è successo hanno le gambe corte e portano poco lontano. Un saluto.
Stefano Bignami
18/07/2021 alle 18:57
Ben detto Fabio!! E gli avvenimenti degli ultimi giorni ci danno ragione, danno ragione alla NOSTRA AZIONE DI VERITÀ CONCRETA. Ora è chiaro a tutti l intento reale delle banche con la loro cordata: il fallimento con le sue gravissime conseguenze
Ora è chiaro a tutti l’intento della Ferrarini di proseguire, appoggiando e trattando un piano approvato dal tribunale!! Il che per noi dipendenti vuol dire SICUREZZA DI CONTINUARE A LAVORARE