14/6/2021 – “No burqa”. Questa mattina sotto al palazzo comunale di Reggio Emilia, la Lega ha organizzato un flash-mob per sollecitare il divieto dell’utilizzo del burqa, simbolo di sottomissione della donna, nei locali pubblici, così come già previsto dalle disposizioni ex art.5 L.152/1975.
Presenti l’onorevole Benedetta Fiorini, il capogruppo leghista in Regione Er, Matteo Rancan, il consigliere regionale Gabriele Delmonte, il referente provinciale reggiano e capogruppo in consiglio comunale, Matteo Melato, la consigliera provinciale (e capogruppo in comune a Novellara) Cristina Fantinati, e i consiglieri comunali Alessandro Rinaldi, Giorgio Varchetta, Stefano Sacchi e Roberto Salati.

Prevedere il divieto di ingresso a volto coperto in determinati luoghi – nel caso di specie le strutture pubbliche – “è giustificato e ragionevole alla luce della esigenza di identificare coloro che accedono a luoghi pubblici, con elevato numero di persone che quotidianamente vi accedono per richiedere di usufruire di servizi” hanno spiegato i leghisti.
Per quanto la previsione di divieto di accesso a viso coperto presso uffici ed enti pubblici “potrebbe comportare potenzialmente uno svantaggio per le donne che, per ragioni di tradizione, culturali e/o per professare il proprio credo religioso, indossano il velo, prevalentemente nelle forme del burqa (velo che copre interamente il volto della donna, con una griglia all’altezza degli occhi) e del niqab (velo che copre tutto il volto, lasciano scoperti solo gli occhi), tale svantaggio appare oggettivamente giustificato da una finalità legittima, costituita dalla necessità di garantire l’identificazione tempestiva ed il controllo al fine di pubblica sicurezza” hanno concluso gli esponenti del Carroccio che, sul punto, hanno annunciato la presentazione di un ordine del giorno in consiglio comunale a Reggio e in Regione.