1/6/2021 – La scomparsa di Saman, la ragazza pakistana che si era ribellata a un matrimonio combinato dai suoi genitori, ha provocato una scossa salutare anche all’interno dell’ Islam italiano. L’Unione delle comunità islamiche in Italia ha deciso di lanciare una fatwa “contro i matrimoni combinati forzati e l’altrettanto tribale usanza dell’infibulazione femminile”. La fatwa (“chiarificazione”) è un editto religioso, vincolante dal punto di vista morale e, dove è in vigore la sharia, anche materiale. Spesso colpisce i dissidenti (come lo scrittore indiano Salman Rushdie, ancora oggi inseguito da una condanna a morte per i suoi Versetti satanici) o gli “infedeli”, ma in questo caso vuole mettere argine a una barbarie ancora diffusa in determinate comunità musulmane.
La fatwa sarà lanciata – annuncia il presidente dell’ Ucoii, Yassine Lafram – di concerto con l’Associazione Islamica degli Imam e delle Guide Religiose.
“Siamo amareggiati e preoccupati – dichiara l’Ucoii – per quanto accade a nostra sorella Saman. Fortunatamente sono episodi che non hanno, per quanto a nostra conoscenza, un’estensione e una frequenza importanti – afferma l’Unione islamica – ma sappiamo che all’interno di alcune comunità etniche persistono ancora situazioni e comportamenti lesivi dei diritti delle persone. l’UCOII respinge con forza questo tipo di concezione della condizione femminile e in generale della vita delle persone: sono comportamenti che non possono trovare alcuna giustificazione religiosa, quindi assolutamente da condannare, e ancor di più da prevenire”. Da qui la fatwa contro i matrimoni combinati e l’infibulazione.
Intanto continuano le ricerche condotte dai Carabinieri nelle serre e nei campi a est di Novellara (sull’asse stradale verso Reggiolo). Da questa mattina è cominciato il carotaggio sistematico (sondaggio puntiforme del terreno) di un’area circoscritta, al fine di agevolare le ricerche da parte dei cani “molecolari”.
Per la scomparsa di Saman la Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha indagato per ora 5 persone con le accuse di omicidio: i genitori, uno zio e due cugini, tutti fuggiti dall’ Italia. Uno dei cugini è in stato di arresto a Nimes, in Francia, in attesa dell’interrogatorio da parte degli inquirenti reggiani: la polizia francese lo aveva fermato il 21 maggio su un Flixbus partito da Parigi e diretto a Barcellona. Anche se non si sono spente del tutto le speranze di ritrovare in vita la ragazza di 18 anni, la procura non dà credito alle affermazioni del padre, Shammar Abbas, che al telefono col Resto del Carlino ha affermato che Saman è viva e si trova in Belgio. In realtà, l’ultimo avvistamento della giovane a Novellara sarebbe avvenuto il 30 aprile, cioè il giorno successivo al video che ha immortalato tre persone con due pale e un piede di porco dirette verso i campi alle spalle della cascina abitata dalla famiglia Abbas. Gli inquirenti, infatti, sarebbero in possesso di un altro video in cui la giovane è in compagnia di alcuni degli indagati, i quali dopo un certo periodo di tempo hanno fatto ritorno senza di lei.
Al vaglio anche la testimonianza di un ragazzo della comunità pakistana, la cui deposizione è stata raccolta dalla Procura dei minorenni di Bologna, e che viene ritenuto molto attendibile.
Carlo Menozzi
02/06/2021 alle 11:54
Dopo, sempre dopo… Forse per cercare di pulirsi un po’ l’animaccia nera….