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Addio a Stanislao Farri , maestro della Luce: a 97 anni
se n’è andato il grande fotografo del mondo reggiano

23/6/2021 – Se n’è andato in silenzio un altro grande della cultura reggiana del Novecento: ieri alla casa protetta Esperidi di Vezzano sul Crostolo, dove si trovava da alcuni giorni dopo un ricovero a Villa Verde, è spirato a 97 anni il fotografo Stanislao Farri, maestro del bianco e nero e della luce, che in una lunghissima carriera ha raccontato il territorio reggiano e la sua gente, l’industria, i paesaggi con i cambiamenti vorticosi avvenuti nella seconda metà del secolo corso: da ultimo le Vele di Santiago Calatrava. Uomo gentile e riservato, era nato a Bibbiano nel 1924, paese al quale è sempre stato legato, e aveva cominciato a lavorare nel 1940 come tipografo, scoprendo passo dopo passo il suo talento sino a quando nel 1955 non aprì il primo studio di fotografia insieme a due soci.

Stanislao Farri

Non meno di quindici i libri e i cataloghi che che hannpo documento il suo lavoro, le sperimentazioni e la sua ricerca sul campo. E sono ben 170mila i documenti (negativi, provini, positivi, diapositive) conservati nell’archivio Farri acquisito dalla Panizzi sin dal 1995, e che hanno permesso di realizzare un’ ampia antologica sul maestro durante l’edizione 2018 di Fotografia Europea. Ma non si le mostre dedicate a Farri in Italia e all’estero nel corso dei decenni, acominciare da quella promossa dal comune di Reggio nel 1976.

Stanislao Farri, calatrava

Fra gli allievi di Farri, un altro grande come Vasco Ascolini, che nei suoi appunti biografici pubblicati lo scorso anno ha dedicato al suo maestro un ricordo vivido e riconoscente.

Scrive Ascolini: “Dopo cinque anni di fotografia amatoriale, ho avuto il grande dono dell’insegnamento di Stanislao Farri. Il mio primo “Maestro” è stasto lui, Leo, il grande Leo, che mi precede di una quindicina di anni in questo territorio creativo.

Mi ha insegnato, a modo suo, i fondamentali della ripresa, la sua gestualità con la macchina, etc… purchè non gli parlassi e non lo distraessi”.

“Il più grande regalo che abbia mai potuto farmi è stato consentirimi di stargli accanto, quando usava le sue macchine professionali sul cavaletto, vedere le sue diverse inquadrature, per poi scegliere quella giusta.

A me sembravano tutte importanti. Tuttegiuste. Tutte valide,

Quando ero convinto che avrebbe scattato una fotografia bellissima, ecco… lui toccava di un nulla la macchina, la sfiorava, e appariva una fotografia: altra e perfetta“.

“Ma il suo regalo più grande fu… “la Luce”, loscrivo in maiuscolo perchè la Luce va rispettata, la Luce è alla base della fotografia.La Luce è la vita stessa della fotografia, la sua anima.

Ho trascorso con Leo almeno un anno – ricorda ancora Ascolini – andando in macchina per strade e carraie delle nostrecolline – le dolci colline dell’Appennino reggiano – e quando dicevo: “Leo, ma qui c’è una buona fotografia da fare”, lui, guardando il cielo, mi rispondeva: “Per avere la luce buona dobbiamo tornare tra due ore, o nel pomeriggio… Per un anno fu così, e la Luce si fissò nel mio sguardo, vi rimase per sempre”.

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2 risposte a Addio a Stanislao Farri , maestro della Luce: a 97 anni
se n’è andato il grande fotografo del mondo reggiano

  1. Bianconero Rispondi

    23/06/2021 alle 14:23

    Un grande che se ne va.
    BUON VIAGGIO caro Stanislao.

  2. carlo Rispondi

    01/07/2021 alle 09:41

    Un grande fotografo ed un grande maestro!
    Lascia un segno profondo nella tradizione dell’arte fotografica della nostra città. Da sole le parole di Vasco Ascolini sono il miglior commento all’opera del Maestro.

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