1/4/2021 – Dalla provincia di Enna a quella di Bolzano passando anche per le province di Reggio Emilia Parma, Modena, Potenza, Lecce, Sondrio Padova, Pistoia, Firenze, Viterbo, Frosinone, Roma, Pordenone, Pesaro, Latina, Udine, Livorno, Agrigento, Torino, Genova, Cagliari Napoli, Bergamo e Treviso. L’escamotage era sempre lo stesso: i truffatori contattavano le vittime che avevano pubblicato annunci di vendita sul sito www.subito.it. Si mostravano interessati agli acquisti e si dichiaravano disponibili a pagare subito. L’unica richiesta avanzata era relativa al metodo di pagamento concordato, con la modalità della ricarica del conto attraverso l’utilizzo della postazione ATM. In contatto telefonico con i truffatori le vittime si recavano a eseguire le operazioni, ma anziché trovarsi accreditate le somme richieste si vedevano i conti correnti saccheggiati. Gli introiti delle truffe venivano poi indirizzati a carte prepagate “madri” e quindi riciclati attraverso la ricarica di altre carte prepagate intestate ai componenti della banda.
In questo modo tra novembre e dicembre del 2020, in meno di un mese. una trentina di persone in tutt’Italia sono state raggirate dalla banda che ha introitato circa 40.000 euro, grazie appunto agli acquisiti fantasmi. Circa 20.000 euro sono stati riciclati attraverso un ristoratore dei Castelli Romani a cui venivano effettuati pagamenti fittizi: nonostante il lockdown fatturava migliaia di euro grazie a tali operazioni fittizie. A scoprirlo i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza che al termine di una complessa attività investigativa anche di natura telematica hanno denunciato alla competente Procura della Repubblica 7 persone (aventi un’età compresa tra i 19 e i 51 anni) tra cui un ristoratore tutti dimoranti tra i comuni di Velletri, Ciampino, Genzano e Castel Gandolfo 50enne chiamati a rispondere dei reati in concorso di truffa aggravata, riciclaggio indebito utilizzo di carta elettroniche abilitate ai pagamenticommessi nell’intero territorio nazionale.
L’indagine dei carabinieri di San Polo d’Enza è stata avviata all’inizio dell’anno quando un reggiano abitante a Canossa si è presentato in caserma denunciando di aver subito una truffa. Aveva messo in vendita un’auto chiedendo una caparra di 250 euro che invece gli venivano gli venivano prelevate dal conto, attraverso l’ATM. I carabinieri avevano subito avviato accertamenti sull’utenza con cui la vittima aveva trattenuto i rapporti, risalendo a un 26enne di Velletri noto per i suoi innumerevoli precedenti specifici. Un primo importante step per le indagini, proseguite attraverso l’analisi dei movimenti della carta prepagata dove erano finiti i soldi. Tale attività ha poi portato a risalire ai complici ad altre carte prepagate alimentate anche con circa 40.000 euro provento delle truffe. Il denaro veniva poi riciclati ricaricando altre carte prepagate e circa 20.000 euro presso un ristoratore romano a cui venivano effettuati pagamenti per fittizi pranzi e cene peraltro consumati in pieno lockdown dove non poteva esercitare attività di ristorazione. Le truffe per ora accertate dai carabinieri potrebbero essere la punta di iceberg di una condotta truffaldina ben più ampia: secondo i carabinieri potrebbero essere un centinaio gli internauti raggirati.