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Grandi manovre alla Bonifica, e non solo
Catellani lascia, Bonvicini (Confagricoltura) nuovo presidente
Cangiari: “Operazioni spregiudicate nell’agroalimentare, la Regione batta un colpo”

24/4/2021 – Lunedì si riunirà a Reggio il consiglio di amministrazione della Bonifica Emilia Centrale per eleggere il nuovo presidente dopo le dimissioni dalla carica di Matteo Catellani. Dimissioni non inattese, visto che discendono da un accordo politico stipulato in ottobre nel corso di una riunione tra gli alti gradi dell’associazionismo agroalimentare reggiano, nella sede “neutra” consortile di via Kennedy. Il nuovo presidente, salvo improbabili soprese, sarà Marcello Bonvicini, presidente regionale di Confagricoltura. Il ticket prevede un “risarcimento” a Matteo Catellani – uno dei nomi principali del formaggio da Vacche Rosse – come coordinatore di uno studio dell’Autorità di Bacino, commissionato dalla Regione, per l’invaso della Val d’Enza, ovvero la diga di Vetto di cui si parla da 150 anni almeno.

Marcello Bonvicini

Il cambio del presidente in corsa non piace però a Duilio Cangiari, ecologista consigliere della Bonifica, deciso a chiedere chiarimenti veri, non di facciata, nella riunione di lunedì. Ben Cangiari, il cambio alle Bonifiche va letto in filigrana all’interno di un vasto riassetto nell’agroindustriale reggiano, che ruota intorno alla rielezione di Bertinelli alla guida del Consorzio e soprattutto al potere ormai esondante di Coldiretti, a tutti i livelli.

Cangiari si dichiara come minimo perplesso: “Il palazzo che da oltre cento anni ospita le Bonifiche reggiane ne ha viste tante, ma mai un Presidente in carica, che si autoesonera dicendo di sé: “Sono pronto a rendere disponibile il mio ruolo all’interno della governance consortile pur di mantenere fede all‘impegno che ho preso con la Val d’Enza” ecc.

“Vorrei capire meglio cosa si muove dietro alle dichiarazioni ufficiali del Presidente della Bonifica Catellani e di conseguenza chi, da adesso, dirigerà l’Ente”. Perchè “mai si era visto un Presidente che per gestire un misero gruzzolo di 5 milioni di euro, tanti ne ha messo a disposizione il Ministero (per il progetto della diga, ndr) e sapendo perfettamente che i successivi 200, necessari alla realizzazione dell’opera, non arriveranno mai, rinuncia a governare un Ente che ha un bilancio di decine e decine di milioni di euro, finalizzati a realizzare opere idrauliche, interventi per la difesa idrogeologica del territorio e non ultimo il fondamentale governo della distribuzione della preziosa risorsa idrica”.

Matteo Catellani con un esemplare di vacca rossa reggiana

“Un fatto in sé inspiegabile ma che, forse, può trovare una sua lontana origine nelle carsiche intese tra le varie anime e lobby agroindustriali che hanno portato all’attuale dirigenza dell’Ente Bonifica Emilia Centrale – aggiunge il consigliere – D’altra parte, che l’attuale Presidente fosse un’anatra zoppa lo si era visto fin dall’inizio, quando all’indomani della sua elezione, i grandi elettori che lo avevano indicato, hanno provato a cambiare cavallo prima ancora della partenza del suo mandato”.

A questo punto “è lecito chiedersi cosa realmente stia succedendo all’interno del misterioso mondo della Bonifica reggiana e del mondo agroindustriale cui è legata e di cui l’attuale governance è espressione”.

Il rimescolamento dell’ attuale vertice della Bonifica, i recenti e spregiudicati cambi di fronte dei delegati delle Associazioni agricole reggiane che prima hanno osteggiato e poi portato alla rielezione di Bertinelli alla guida del Consorzio del Parmigiano Reggiano, la presa di posizione della Coldiretti a favore della Diga, le azioni lobbistiche nei confronti della Regione, tese a mantenere le attuali norme che regolano le elezioni degli organismi dirigenti degli Enti di Bonifica, sono certamente lo specchio di un grande sommovimento organizzativo del settore e dei grandi interessi economici che si stanno riposizionando nel variegato panorama del mondo agricolo regionale, al quale la politica, quella vera che persegue il bene comune, non può non interessarsi”. Ce n’è abbastanza per chiedere alla Regione di battere un colpo. Ma forse attraverso l’assessore all’agricoltura Mammi, è già parte pienamente attiva del gioco.

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2 risposte a Grandi manovre alla Bonifica, e non solo
Catellani lascia, Bonvicini (Confagricoltura) nuovo presidente
Cangiari: “Operazioni spregiudicate nell’agroalimentare, la Regione batta un colpo”

  1. Paolo Rispondi

    24/04/2021 alle 18:41

    La Bonifica continua ad essere il baraccone di sempre,tenuto stretto dai poteri delle lobby più che dalle rappresentanze dei contribuente sulle cui teste decidono.A proposito! Non si è più saputo nulla sulle responsabilità delle schifezze che hanno invalidato elezioni e portato al commissariamento della Bonifica. Perché la Magistratura non ha indagato?

  2. Luciano Rispondi

    24/04/2021 alle 21:15

    sono esterefatto i soldi e il potere la giocano sempre da padrone lo si è proprio visto con la farsa delle elezioni del presidente del consorzio dove tutto era già scritto da tempo ma hanno cercato di tenere nascosto cio che era gia deciso con giochini e articoli di gionale allucinanti.
    Beato chi ci crede ancora.
    Gli interessi della popolazione sono altri. E’ ora di svegliarsi

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