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Punti nascite, la vittoria delle Cicogne
“Ma non molliamo, ora basta ostracismo: anche noi al tavolo della riapertura”

10/3/2021 – Le Cicogne della montagna reggiana non mollano: anche se oggi dopo anni di lotte e di attacchi virulenti da parte della sinistra allineata e coperta, hanno avuto ragione. Anche se il governatore Bonaccini riconosce di aver sbagliato a chiudere i punti nascita di Castelnovo Monti, Pavullo e Borgotaro, cosicchè non ci sono più bambini che nascono nei centri e nei paesi montani, per il movimento delle Cicogne di Castelnovo Monti è proprio questo il momento di restare in campo, sino a quando i punti nascita non saranno riaperti in via definitiva, e al Sant’Anna non torneranno a sentirsi, finalmente, i vagiti dei neonati.

“Noi non molliamo, vogliamo partecipare alla discussione e alla verifica del progetto di riapertura. E chiediamo che cessi l’ostracismo delle autoirtà locali contro di noi”: così Nadia Vassallo, portavoce del comitato Salviamo le Cicogne e consigliera comunale a Castelnovo Monti dopo la clamorosa dichiarazione resaieri dal presidente Bonaccini all’Assemblea legislativa regionale: “Sul tema della chiusura temporanea dei punti nascita – ha detto il governatore – quando i reparti si svuoteranno, noi attiveremo il protocollo sperimentale discusso proprio qui a Bologna con il ministro Speranza per riaprirli. Non solo lì, ovviamente. A Porretta, a Pavullo, a Castelnovo de’ Monti, a Borgotaro. Ho solo una parola. Anche quando sbaglio. Feci un errore. Facemmo un errore. Rimedieremo e quei punti nascita li riapriremo

Di fronte a queste parole l’esultanza di Nadia Vassallo è contenuta, con l’amaro in bocca per l’isolamento e le umiliazioni subite, e comunque guardinga: “La lunga lotta che noi Cicogne abbiamo intrapreso porta finalmente al riconoscimento delle nostre ragioni e del diritto disconosciuto alle donne di montagna di poter partorire in sicurezza e in prossimità dei propri luoghi di residenza, senza dover soffrire i rischi ed i disagi disumani di trasferimenti anche a due ore di distanza lungo strade tortuose”.

Nadia Vassallo

Una battaglia di civiltà – aggiunge Vassallo – che noi Cicogne siamo fiere di aver combattuto, ma che ancor prima di rallegrarci, ci fa provare grande amarezza per tutto quanto abbiam vissuto e subito in questi anni, a Bologna, a Castelnovo, a Roma.

Ci siamo spese oltre ogni ragionevole prudenza e convenienza e proprio per questo siamo state umiliate e isolate“.

Ma ancora il nostro ruolo non si è esaurito – aggiunge la consigliera di Castelnovo nè cuori- “Finchè non riapriranno i punti nascita dovremo rimanere attive e nel farlo chiediamo che cessi immediatamente l’ostracismo che ci è rivolto dalle autorità locali.

Vogliamo prendere parte alla discussione e alla verifica del progetto di riapertura. Vogliamo partecipare a pieno titolo ai tavoli della sanità e alla discussione del protocollo. Abbiamo persone qualificate per farlo, medici e madri che possono esprimere il valore aggiunto che è mancato in questi anni di oblio delle coscienze.

Noi ci siamo, non andiamo a letto e rimaniamo sveglie. Non pretendiamo scuse: attendiamo solo che la progettualità abbia luogo e il punto nascita riapra. Noi non molliamo: siamo entrate in consiglio comunale per continuare la lotta ma non apparteniamo a partiti, la nostra bandiera sono i diritti delle donne, della montagna, della salute. E chiediamo l’appoggio dei cittadini”.

BENEDETTA FIORINI: MEGLIO TARDI CHE MAI

“Bonaccini ha riconosciuto l’errore di aver chiuso i Punti Nascita della montagna. Abbiamo sempre creduto nella loro importanza e non ci siamo mai stancati di lottare per la riapertura di quelli chiusi a Castelnovo ne’ Monti Pavullo e Borgotaro. Le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna ci danno ora piena ragione. Meglio tardi che mai. Certo, si poteva giungere molto prima a questa conclusione, ma accogliamo con soddisfazione questo ravvedimento.

Benedetta Fiorini

Il governatore ha ammesso finalmente di aver sbagliato confermando la tesi da noi sempre sostenuta e ha fatto un’esplicita promessa: ‘Li riapriremo’. Esprimo dunque il mio compiacimento per questa dichiarazione”. Così su Facebook la deputata della Lega Benedetta Fiorini . “Come Lega – aggiunge provvederemo a monitorare la situazione affinché la promessa venga mantenuta davvero e il prima possibile. Abbiamo sempre manifestato la nostra vicinanza ai cittadini dell’Appennino, privati di un presidio così importante, e continueremo a farlo. La nostra è sempre stata e continua ad essere una battaglia di buon senso e di ascolto di quelle che sono le esigenze di chi vive in montagna. Non si può pensare allo sviluppo di un territorio se non vengono garantiti quelli che sono i servizi essenziali per le famiglie”. 

ENRICO BINI: UN SUCCESSO DI TUTTELE COMUNITA’ APPENNINICHE

“La riapertura dei punti nascita in montagna sarà un successo prima di tutto delle comunità appenniniche, e di chi in questi anni ha continuato a lavorare per questo obiettivo: il Comitato delle Cicogne, ma anche i Sindaci, tanti consiglieri regionali, esponenti politici a vari livelli e di diversa collocazione, medici che ne capivano l’importanza per il territorio. Ora continuiamo un lavoro comune per arrivare concretamente e presto alla riattivazione del servizio”.

Stefano Bonaccini ed Enrico Bini

Così il Sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini. “Più che la presa d’atto da parte del Presidente che la chiusura sia stata un errore, che è sempre un processo che richiede coraggio, apprezzo da parte di Bonaccini proprio l’impegno rinnovato a riaprire rapidamente i Punti nascita. Più volte avevo avuto modo di interloquire con il Presidente, anche attraverso canali pubblici, chiedendo, insieme agli altri Sindaci della montagna, che rivedesse la scelta di chiusura per questi servizi così importanti. Ad esempio dopo che, nel 2018, in Trentino era stato riaperto il punto nascite di Cavalese, ma anche in diverse altre occasioni. C’è stato un lungo lavoro fatto anche di incontri, in Regione e al Ministero della Salute, documenti inviati, proposte portate avanti non solo come Comuni ma anche in seno alla conferenza nazionale Aree Interne. Anche il lavoro del Comitato Salviamo le Cicogne ha avuto un ruolo di grande importanza nel mantenere sempre alta l’attenzione sul tema, le ringrazio per questo anche se spesso non siamo stati allineati sui toni e sulle strade da intraprendere.

L’obiettivo comune, la riattivazione del punto nascite, resta comunque la priorità di tutti, e ora speriamo che possa essere raggiunto al più presto, anche perché significherà che questa pandemia che ci perseguita da oltre un anno sarà finalmente sotto controllo. La montagna ha bisogno di tornare a parlare di nuovi nati, di vitalità e di speranza nel futuro“.

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Una risposta a 1

  1. Gianni Rispondi

    11/03/2021 alle 00:37

    Sembra incredibile che l’evoluzione della sanità abbia chiuso tutti i punti nascita della montagna emiliana facendola arretrare di decine di anni di storia.
    Sembra incredibile che la potenza del potere politico emiliano sia inciampato nella lotta di un gruppo di donne coraggiose, consapevoli e determinate a non mollare.
    Eppure è questa la storia di 7 lunghi anni che portano ad una vittoria del cuore e della ragione, del diritto alla sanità in montagna.
    Grazie a queste donne, oggi, questa comunità è meno ipocrita e più giusta. Brave le Cicogne, le vere protagoniste di questo riscatto.

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