8/2/2021 – Nuova udienza preliminare a Bologna del processo per la strage del 2 Agosto 1980. Sul banco degli imputati,
nell’ambito della prima tranche dell’inchiesta su mandanti e
finanziatori: Paolo Bellini, l’ex primula nera reggiana,
ritenuto un esecutore della strage in concorso con i Nar condannati;
l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel (presente in aula), accusato di
depistaggio e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di
immobili in via Gradoli a Roma, accusato di false informazioni fornite
al Pm per sviare le indagini.
La difesa di Bellini – come ha riferito a margine dell’udienza a porte chiuse l’avvocato Manfredo Fiormonti – sull’inidoneità degli elementi di accusa della Procura
generale e ha chiesto una sentenza di proscioglimento per l’imputato.
“Noi siamo stati a ciò che è stato riconosciuto dalla Procura generale
e dalle persone offese – ha spiegato Fiormonti – ma in tutto questo
c’è tutta un’attività e non può ricadere tutto su Bellini. Con questi
elementi di prova allo stato degli atti, insomma, riteniamo sia
inidoneo portare un giudizio nei suoi confronti, quindi in questa fase
abbiamo chiesto una sentenza di proscioglimento“.
Sui rapporti con Gilberto Cavallini, condannato all’ergastolo per la
strage di Bologna a gennaio dello scorso anno, la difesa ha sostenuto che la presenza del nome di Bellini nell’agenda di Cavallini non sarebbe decisivo e ha posto dei dubbi sull’identità del soggetto.
Una tesi tuttavia non condivisa dai legali della parte civile. “Io ricordo – ha
replicato l’avvocato Andrea Speranzoni – che sull’agenda c’è scritto
‘tent. Om. Re. Ottobre 81‘, Paolo Bellini venne condannato
nell’ottobre del 1981 a Reggio Emilia per un’ipotesi di tentato
omicidio e quell’annotazione a fianco al cognome Bellini nell’agenda
di Cavallini fa esplicito riferimento a quell’episodio criminoso”.
Fiormonti, durante la sua esposizione, ha fatto un richiamo abbastanza lungo al tema della strategia della tensione,
della sovranità limitata e del fenomeno stragista che ha connotato
l’Italia durante gli anni 69-84, un’analisi soprattutto storiografica
in cui ha dato alcune interpretazioni del fenomeno. La difesa ha anche
cercato di smontare la ricostruzione della Procura generale sul
rapporto tra Paolo Bellini e l’ex procuratore Ugo Sisti, da una parte,
e Sergio Picciafuoco dall’altra, che dimostrerebbero il legame
dell’imputato con la strage.
Il legale dell’ex-primula nera reggiana ha sottolineato che Picciafuoco fu condannato in primo grado per la strage, ma poi assolto in Cassazione il 15 aprile 1997. Sui rapporti con Sisti, la critica della difesa si è incentrata sul fatto
che il rapporto era già noto e intercorreva tra il padre di Bellini,
Aldo, e Sisti, escludendo la figura del figlio, e sul fatto che Sisti
venne assolto dall’accusa di favoreggiamento di Paolo Bellini.
I legali di Piergiorgio Segatel hanno chiesto il proscioglimento per l’ex carabiniere, accusato
di depistaggio. Stessa richiesta è stata avanzata dalla difesa di
Domenico Catracchia, amministratore di alcuni immobili di via Gradoli
a Roma, imputato per false informazioni al pubblico ministero allo
scopo di sviare le indagini. Nessuno degli imputati, compreso Paolo
Bellini, ha chiesto di essere processato con riti alternativi.