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Ndrangheta, blitz a Viadana
Quindici perquisizioni, 19 indagati sequestri per 1,5 milioni
Indagato anche ex assessore PD
Sigilli anche a società di Reggio Emilia

10/2/2021 – Perquisizioni e sequestri nell’ambito di una complessa e ampia indagine di polizia giudiziaria, denominata ”Gemelli”, volta a disarticolare strutture ‘ndranghetiste periferiche nel Nord Italia, coordinata dai sostituti procuratori Paolo Savio e Claudia Moregola, della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Brescia. Sono 15 le perquisizioni a carico di altrettante persone, con contestuale esecuzione del decreto di sequestro preventivo d’urgenza di attività economiche, tra cui importanti società di autotrasporti e società immobiliari ed edili, per un valore totale di circa 1.500.000 euro. Risultano indagate 19 persone tra Calabria., Emilia e Bassa lombardia.Tra le attività econopmiche sotto sequestro anche una società di Reggio Emilia: la Feril Costruzioni srl, con sede nel capoluogo.

Viadana

Tale valore rappresenta parte dei reinvestimenti della locale di ‘ndrangheta operante a Viadana (Mantova) affiliata alla famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto e comprende le quote sociali nonché patrimoni
aziendali di 4 rilevanti società di autotrasporto, aventi sede nelle province di Mantova, Reggio Emilia e Crotone e riconducibili al sodalizio, 7 fabbricati, 3 terreni e 14 automezzi. Perquisito anche l’ex consigliere ed ex assessore PD Carmine Tipaldi.

Le investigazioni hanno avuto ad oggetto un’associazione per delinquere ‘ndranghetista di
soggetti originari di Isola di Capo Rizzuto o comunque del crotonese che si sono da tempo stanziati nel mantovano e che hanno promosso e
organizzato una cosca di ‘ndrangheta, che ha gestito per anni il territorio di Viadana.

L’operazione, fra l’altro, ha permesso di confermare ilbcontenuto di una rilevante intercettazione telefonica del 2006, dalla quale già emergeva l’egemonia dell’organizzazione
‘ndranghetista radicatasi nel territorio di Viadana. In una delle conversazioni intercettate, veniva invitato un noto personaggio
della criminalità calabrese a trasferirsi al Nord perchè ”… qua Viadana è nostro, ora ci possono prendere 30 anni, 50 anni o l’ergastolo, ma Viadana è il nostro …”.

Tra le persone perquisite, anche Carmine Tipaldi, ex consigliere e successivamente ex assessore comunale del Pd di Viadana, che secondo la Da avrebbe partecipato al sodalizio quale punto di riferimento anche politico per l’organizzazione ‘ndranghetista. Tipaldi, imparentato col titolare di una ditta esclusa dalla White list, era stato al centro di uno scontro all’interno del Partito democratico mantovano, tanto che la sua posizione finì sul tavolo della Commissione centrale di controllo a Roma.

In particolare, l’indagine di polizia giudiziaria ha permesso di accertare che, a partire dalla fine degli anni ’90, alcuni soggetti originari di Isola capo Rizzuto (Crotone) si sono
trasferiti appositamente in provincia di Mantova e segnatamente nel territorio di Viadana, sulla sponda del Po che fronteggia Brescello, col fine di riciclare ingenti somme di denaro reinvestendole, principalmente, in aziende attive nel trasporto merci su gomma ed operazioni immobiliari. Proprio il settore degli
autotrasporti veniva pesantemente dalla costituzione di un temibile cartello tra imprese e dal ricorso sistematico a pratiche illegali.

Tali investigazioni hanno consentito di appurare che gli indagati, nel giro di pochi anni, hanno conseguito un notevole benessere economico, del tutto sproporzionato rispetto ai redditi effettivamente percepiti.
In particolare, hanno investito denaro nella costituzione di società nell’autotrasporto, inquinando il tessuto economico ”sano” e reimpiegando i proventi illeciti, così guadagnati, nel settore immobiliare. Tra le condotte illecite del sodalizio, anche reati tributari quali l’omessa dichiarazione, l’occultamento o distruzione di documenti contabili e
la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, di cui al decreto legislativo n. 74 del 2000. I soggetti, pienamente consapevoli delle
condotte delittuose poste in essere e prevedendo di poter essere colpiti da sequestri hanno provveduto, nel corso del tempo, ad intestare fittiziamente beni e quote societarie a terzi, trasferendo in modo fraudolento tali valori anche appartenenti al proprio nucleo familiare.

ARENA E GRANDE ARACRI: COSCHE “GEMELLE” INSEDIATE NELLE DUE SPONDE DEL PO

Dunque da un lato la famiglia Grande Aracri di Cutro insediata a Brescello, dall’altro la cosca di riferimento della famiglia Arena, originaria di Isola Capo Rizzuto, che si è stabilita a Viadana nel mantovano. Due clan gemelli che dalle rispettive basi sulle sponde opposte del Po condividevano affari e riciclavano denaro. E’ quanto messo in luce dall’operazione coordinata oggi dalla Dda di Brescia e condotta da Polizia e Guardia di finanza, che ha portato al sequestro preventivo d’urgenza di attivita’ economiche per un valore di circa 1,5 milioni. Tra queste compare anche una società di Reggio Emilia, la Feril Costruzioni Srl con sede in città, le cui quote risultano intestate alla stessa amministratrice dell’azienda, una 42enne ucraina residente a Vezzano. La donna le ha però rilevate otto anni fa dalla famiglia Riillo (uno dei suoi esponenti e’ coinvolto nel blitz odierno) deputata secondo gli inquirenti a riciclare il denaro degli Arena nel settore dell’autotrasporto.

Le persone indagate tra Calabria, Emilia e Lombardia dall’antimafia di Brescia sono in tutto 19.

COLPO AL CLAN GRANDE ARACRI A CREMONA

Nell’ambito di un’ altra attività di polizia giudiziaria odierna, sempre coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia bresciana,
sono state inoltre effettuate dai Nuclei di Polizia
Economico Finanziaria di Brescia e Cremona della Guardia di Finanza perquisizioni personali, domiciliari e societarie a carico di sodali del clan Grande Aracri, operanti in provincia di Cremona.

Il sodalizio, per il tramite di società operanti nel settore edile, “commetteva frodi fiscali attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false, core business della cosca ‘ndranghetista”.

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