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Ma qui non c’è pace per Norma Cossetto e gli infoibati
E quante strade intitolate a Tito…

DI ISABELLA ALBERTINI *

Isabella Albertini

6/2/2021 – Stamane in piazza del Duomo a Reggio Emilia si è tenuta l’annuale celebrazione del Giorno del Ricordo, solennità civile nazionale, celebrata il 10 febbraio di ogni anno istituita con la legge n. 92/2004 per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Nello scarso interesse delle istituzioni locali che da anni non riservano a questa commemorazione lo spazio e la dignità che sarebbe dovuta, l’organizzazione è merito del Coordinamento per il Giorno del Ricordo di cui faccio parte.
Proprio il 2020 ha confermato che ancora la ferocia negazionista si annida nel governo dei nostri territori e che non esiste pace ancora oggi per tante vittime innocenti nostri connazionali.
Nonostante l’istituzione del Giorno del Ricordo e la medaglia d’oro al valore civile del Presidente Ciampi nel 2006 alla studentessa Norma Cossetto, vittima di barbarie e violenze indicibili, questa giovane valorosa, ricordata oggi durante la celebrazione alla presenza di tanti Reggiani, di esponenti dell’Opposizione e rappresentanti del Consiglio Comunale, non si vede riconosciuta l’intitolazione di una strada, mentre diverse vie sono intitolate in provincia e a Reggio città a colui che è l’autore politico e militare di queste orrende persecuzioni, il carnefice Josip Broz Tito, conosciuto come Tito o maresciallo Tito, cofondatore del Partito Comunista Jugoslavo (KPJ), membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e della polizia segreta sovietica (NKVD), presidente a vita della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
Norma Cossetto è anche il simbolo di tante ragazze torturate e stuprate, in quanto donna, indifesa, disarmata, e italiana. Con quale coraggio si difendono i suoi assassini?

Lo striscione per Norma Cossetto


Combattiamo ancora oggi contro una mistificazione ideologica, fuorviante e antistorica, ‘giustificazionista’ di questi crimini in nome dell’equazione infoibato=fascista, che PCI e ANPI da anni utilizzano a propria discolpa.
Una legittima mozione di intitolazione toponomastica a Norma Cossetto anche a Quattro Castella, presentata dall’Opposizione, e’ stata recentemente bocciata per sbandierare pretese esclusive di anti-fascismo da parte di una sinistra vetero-comunista che inneggia ancora oggi a violenza e pulizia etnica contro cittadini italiani inermi.
Oggi abbiamo ascoltato con profonda partecipazione la testimonianza di Mauro Zmarich, nipote di Manfredi Zmarich, infoibato per aver rifiutato di aderire ai partigiani di Tito e di rinunciare alla propria italianità.
Voglio concludere con un cenno alla Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa, che “condanna con la massima fermezza gli atti di aggressione, i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari”.
Onore agli Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia!’’

*Forza Italia

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Una risposta a 1

  1. Liliana Dazzi Rispondi

    07/02/2021 alle 10:23

    Brava, Isabella! Li vogliamo tutti come te, i nostri rappresentanti politici!

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